Marea Nera: a quando il prossimo disastro?

Più del 20 per cento del petrolio estratto negli ultimi cinquant’anni proviene da giacimenti sottomarini. 

Normalmente si lavora su fondali di 200, 300 metri ma si giunge a profondità molto maggiori con punte sino a 3000 metri. In condizioni come quelle della Deepwater Horizon è pensabile che il rischio incidenti sarà sempre più frequente. Allora come ha scritto un giornalista americano, il disastro del Golfo del Messico è solo un avvertimento. Fino a quando continueremo a estrarre petrolio, gas, carbone e uranio da posti rischiosi sotto ogni punto di vista – geologico, ambientale e politico – i disastri come quello della Bp continueranno ad accadere. E’ sempre più evidente la necessità di uscire dalle fonti energetiche (petrolio, uranio, carbone, ma anche il gas e le grandi dighe…) che possono provocare catastrofi ambientali e sottosviluppo per le popolazioni che subiscono lo sfruttamento.

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