Archive for luglio 24th, 2010

luglio 24, 2010

Buonanotte compagni.

“Stavo solo cercando di copiare I Pixies”, dirà Kurt Kobain nel 1994. Ma perchè tanto interesse per questo gruppo? .

La band venne formata nel 1986 a Boston, Massachusetts da Joey Santiago e Black Francis. La bassista Kim Deal si unì al gruppo dopo aver risposto ad un annuncio pubblicato da Francis, che cercava un bassista a cui piacessero sia il gruppo folk Peter, Paul and Mary che il gruppo punk Hüsker Dü. Lei stessa suggerì di inserire come batterista David Lovering, che aveva conosciuto al ricevimento del suo matrimonio. Presero il nome di Pixies dopo che Santiago fece una scelta casuale su un dizionario. Inizialmente il gruppo si chiamò “Pixies in Panoply”, ma subito il nome venne abbreviato semplicemente in “Pixies”.

La band iniziò a suonare dal vivo nell’area di Boston, e durante un concerto con le Throwing Muses vennero presentati a Gary Smith, un produttore che lavorava per gli Fort Apache Studios. Smith divenne il manager della band, e produsse un demo con 17 pezzi, pubblicato nel 2002 con il titolo di Purple Tape. Il demo finì nella mani di Ivo Watts-Russell, proprietario della casa discografica 4AD, che ingaggiò la band. Otto pezzi del demo vennero scelti per la pubblicazione del loro primo EP, Come on Pilgrim, il primo vero lavoro della band. Fu seguito agli inizi del 1988 da un album completo, Surfer Rosa, registrato da Steve Albini. Successivamente la band firmò per il mercato americano con la Elektra Records.

La prima uscita ufficiale del gruppo fu con l’EP Come on Pilgrim, il cui titolo venne preso da un verso della canzone Levitate Me. Come on Pilgrim lascia intravedere molte delle varietà e delle tendenze musicali della band. Due canzoni sono cantate parzialmente in spagnolo (Vamos e Isla de Encanta), altre due parlano di incesto (Nimrod’s Son e The Holiday Song), in due pezzi si trovano riferimenti religiosi (Caribou e The Holiday Song). Oltre alle tendenze dei testi, in Come on Pilgrim si evidenzia la propensione al suono irregolare da parte della chitarra di Santiago, le dolci armonie di Kim Deal, e il sorprendente range vocale di Black Francis, che spazia dall’urlato alle semplici e tradizionali melodie.Per capire quanto sono stati grandi basta ascoltare Monkey Gone To Heaven.

luglio 24, 2010

Marchionne e la classe operaia.

Un operaio Fiat ha scritto a Sergio Marchionne una bella lettera piena di dignità e di contenuti. Questa letterea è stata pubblicata dall’Unità. Val la pena di leggerla tutta per come è stata scritta ma per i più pigri pubblichiamo due stralci a nostro avviso più significativi.

Quel che è certo è che lei ha centrato il nocciolo della questione: il momento è delicato. Quindi, che si fa? La sua risposta, mi spiace dirlo, non è quella che speravo. Lei sostiene che sia il caso di accettare «le regole del gioco» perché «non l’abbiamo scelte noi». Chissà come sarebbe il nostro mondo se anche Rosa Lee Parks, Martin Luther King, Dante Di Nanni, Nelson Mandela, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Emergency, Medici senza Frontiere e tutti i guerrieri del nonostante che tutti i giorni combattono regole ingiuste e discriminanti, avessero semplicemente chinato la testa, teorizzando che il razzismo, le dittature, la mafia o le guerre fossero semplicemente inevitabili, e che anziché combatterle sarebbe stato meglio assecondarle, adattarsi. La regola che porta al profitto diminuendo i diritti dei lavoratori è una regola ingiusta e nel mio piccolo, io continuerò a crederlo e a oppormi. Temo invece che il futuro prospettato ai nostri figli sia un futuro fatto di iniquità, di ingiustizia e connotato da una profonda mancanza di umanità. (…) Un futuro in cui si devono accettare le regole, anche se ingiuste, perché non le abbiamo scelte noi. Sappia che non è così, lei può scegliere. Insieme, lei e noi possiamo cambiarle quelle regole, cambiarle davvero, anche se temo che non sia questo il suo obbiettivo (…). A lei le cose vanno già molto bene così. Sappia che non ha il mio appoggio e che continuerò ad impegnarmi perché un altro mondo sia possibile.

luglio 24, 2010

L’importanza di un blog.

Ogni giorno dedico almeno un’ora a questo blog. Mi sento gratificato perchè dal 23 settembre dello scorso anno circa centicinquantamila persone hanno visitato “Quaderni socialisti”. Perchè lo hanno fatto ? Per i più svariati motivi. Curiosità, interesse, voglia di conoscenza e di partecipazione. La domanda si può facilmente ribaltare: perchè io ho fatto un blog? Per i più svariati motivi. Per comunicare, per solidarizzare,  per confrontare le mie idee con quelle degli altri, forse per un pizzico di vanità. Come socialista posso dire di aver realizzato questo blog per realizzare uno spazio di dibattico politico e per creare un momento anche piccolissimo di resistenza alla deriva berlusconiana. Rimango di merda quando il mio amico Geppino mi dice che nonè questo il modo di far politica. Qual’è il modo di far politica? Non lo so! Ditemelo voi.Come cattolico e come socialista credo che realizzare un blog sia un modo di far politica. Se poi due o trecento persone al giorno ti visitano non credo che un blog sia politicamnte del tutto ininfluente. Resta un fatto, con tutti i limiti di questo blog, fin quando anche un solo visitatore digiterà “Quaderni socialisti” su google, io ci sarò! Perchè come dice de Gregori “la storia siamo noi!”

luglio 24, 2010

A proposito di veline.

Enzo Scarton

luglio 24, 2010

Ha ragione di Pietro.

Sul caso P3 Antonio Di Pietro non condivide del tutto l’analisi fatta ieri dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Ha fatto bene il Presidente a lanciare l’allarme sulle ‘squallide consorterie’ 1, ma che l’Italia abbia gli anticorpi è ancora tutto da dimostrare”, ha detto il leader dell’Idv a SkyTg24. Da Socialista mi sento di condividere l’analisi di di Pietro, anche perchè mancano leggi e controlli e Berlusconi non metterà nè le une nè gli altri.

luglio 24, 2010

Test diagnostici meno esosi con nuove tecniche e senza costosi anticorpi.

Dal laboratorio del Nobel Sharpless  in molti test diagnostici sarà possibile sostituire il ricorso ai costosi e delicati anticorpi con peptidi stabili e altamente selettivi ottenuti grazie a una nuova tecnica di sintesi

L’identificazione di specifiche proteine in un preparato biologico viene oggi spesso eseguita ricorrendo all’uso di anticorpi. La tecnica, per quanto efficace, presenta tuttavia diversi inconvenienti, come il costo e la scarsa stabilità degli anticorpi stessi.

Ora, come viene riferito sulla rivista “Angewandte Chemie” un gruppo di ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) e del Scripps Research Institute diretti da K. Barry Sharpless, premio Nobel per la chimica nel 2001, e James R. Heath hanno sviluppato un protocollo che consente la produzione rapida ed economica di composti altamente stabili, costituiti da brevi catene di peptidi, che sono in grado di legare una particolare proteina con un’affinità e una selettività estremamente elevate.

Lo scorso anno Heath e colleghi avevano sviluppato un’apparecchiatura di diagnostica medica delle dimensioni di un vetrino da microscopio, l’Integrated Blood-Barcode Chip, che può separare e analizzare rapidamente decine di proteine presenti in una goccia di sangue.

“Ciò che ci limitava nella capacità di esaminare diciamo 200 proteine con il barcode chip è il fatto che gli anticorpi sono instabili e costosi” spiega Heath. “Così abbiamo cercato di sviluppare degli equivalenti degli anticorpi, che chiamiamo agenti di cattura delle proteine, che potessero legarsi a esse con alta affinità e selettività, e che fossero capaci si superare questo test: metterne una scorta nel portabagagli di una macchina ad agosto a Pasadena e, un anno dopo, ritrovarli ancora funzionali.”

Per ottenere il risultato i ricercatori hanno sfruttato la tecnica di “in situ click chemistry” introdotta proprio da Sharpless nel 2001, che permette la costruzione passo passo a partire da piccoli frammenti peptidi capaci di legarsi a una proteina di interesse.

luglio 24, 2010

Celiachia: lo sviluppo di nuovi farmaci.

La scoperta dei peptidi del glutine che scatenano la reazione avversa nell’organismo dei celiaci apre le porte a nuove possibilità terapeutiche

Sono stati identificati i peptidi che rendono il glutine, la principale proteina presente ne, dannosa alle persone affette da celiachia. La scoperta – pubblicata sull’ultimo numero diScience Translational Medicineapre le porte a una nuova generazione di strategie diagnostiche, terapeutiche e di prevenzione che interessano milioni di persone.

La scoperta che è il glutine a scatenare la malattia celiaca risale a oltre 60 anni fa, ma finora non era riusciti ancora a identificare quali parti della proteina fossero le responsabili dei meccanosmi di scatenamento della patologia.

“Questi tre componenti rendono conto della grande maggioranza delle risposte immunitarie al glutine che si osservano nei pazienti sofferenti di celiachia”, ha osservato Bob Anderson, che ha coordinato la ricerca.

Lo studio, che ha coinvolto ricercatori del Walter and Eliza Hall Institute, della Monash University e dell’Università di Melbourne, ha permesso di identificare 90 frammenti della proteina del glutine che provocano una certa reazione del sistema immunitario, tre dei quali hanno mostrato un’azione tossica particolarmente spiccata.

Grazie all’identificazione di questi peptidi sono già partiti i trial clinici di fase uno per la messa a punto di una immunoterapia a base di peptidi per desensibilizzare i pazienti celiaci agli effetti nocivi del glutine.

luglio 24, 2010

Massacro di balene.

Oltre 236 balene, tra cui femmine in gravidanza e cuccioli attaccati ancora alle madri dal cordone ombelicale, sono state attirate in una piccola baia delle  Faroe Islands, regione autonoma ed extraeuropea della Danimarca, dove in un villaggio di pescatori, Klaksvik, è stata praticata la mattanza su un intero branco di balene, uccise una alla volta con ripetuti colpi alla testa.
 
Un’attivista di Sea Shepherd, Peter Hammarstedt,infiltratosi da una settimana tra la popolazione locale, alla ricerca di fatti del genere per filmarli e sottoporre al giudizio del mondo, ha sentito la notizia di quanto stava accadendo a Klaksvík alla radio locale, così ha documentato lo spargimento di sangue al momento dell’arrivo.

Il rpblema che le isole Faroer sono in Europa.

luglio 24, 2010

Acqua: Tremorti non ci sta.

Via libera del Consiglio dei ministri al regolamento dei servizi pubblici locali. Lo ha detto il ministro degli Affari Regionali Raffaele Fitto nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri sottolineando che il testo “completa il decreto Ronchi con l’attuazione della liberalizzazione dei servizi pubblici locali come l’acqua, i rifiuti, il trasporto pubblico locale”. Nel regolamento, ha spiegato, verranno stabilité anche le modalità di gara e a vigilare ci sarà anche un’autorità terza. 
”L’acqua appartiene al popolo”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi aggiungendo che “la direttiva è applicazione di un trattato. Sulla materia dei trattati non ci può essere referendum abrogativo”. In ogni caso “il referendum è falso come contenuto ideologico, non è cristallino come l’acqua”, ha concluso Tremonti.Un motivo in più per fare in modo che il referendum abbia successo.

luglio 24, 2010

Buongiorno compagni.

Ieri sera sono andato a letto presto e ho dimenticato di dare la buona notte ai compagni. 3 feet hight and Rising, Alti un metro in crescita, è un album che rappressenta un inno alla creatività, un banchetto dalle infinite portate cui tutti possono accedere, un trionfo della libertà di assemblare suoni e idee. Non stupisce che sia rimasto ineguagliato dai De La suol e non solo. Questo tipo di musica oggi sarebbe impensabile. Troppi archetipi, troppe regole e pochissima fantasia.  Bella l’idea dei coccodrilli con gli occhiali.

De La Soul è un gruppo musicale hip hop statunitense, emerso negli ultimi anni ottanta e che ha fatto scuola nella definizione del genere alternative hip hop, noto in particolare per aver innovato lo stile jazz rap.

Posdnuos, Trugoy the Dove e Pasemaster Mase misero in piedi il gruppo mentre frequentavano le scuole superiori e attirarono l’attenzione del produttore Prince Paul grazie a una registrazione demo della canzone “Plug Tunin'”. Il loro album di debutto, 3 Feet High and Rising, ottenne grossi successi di critica e fece guadagnare al gruppo la fama di hippie a causa del messaggio pacifista. In breve divennero capofila dei Native Tongues Posse, un movimento politico e musicale composto da diversi artisti hip hop Afroamericani, insieme a A Tribe Called Quest, Black Sheep, Queen Latifah, Jungle Brothers e altri.