Archive for luglio 13th, 2010

luglio 13, 2010

Buonanotte compagni.

Prince fonda nel 1985 un’etichetta e apre uno studio di registrazione a Minneapolis. Ha bisogno di essere libero e di dire tutto quello che gli pare sul mondo che lo circonda, sull’America e non solo. La canzone che apre l’album parla du droga, di aids crack, violenza e morte. Nello stesso tempo Sign O’ the times è una summa di quello che vuole Prince dalla musica. Tutto in quest’album è essenziale e non vi è niente che non sia necessario. L’album è considerato in assoluto uno dei migliori di Prince e risulta spesso nella lista dei migliori dischi di sempre: per la rivista Rolling Stone si pone al 93° posto nella sua lista dei più grandi album; mentre la rivista Time Magazine l’ha eletto come il miglior album degli anni ’80.

luglio 13, 2010

Cappellacci indagato insieme a Carboni.

Arrestato Flavio Carboni durante un indagine per corruzione che coinvolge anche il Presidente della regione Sardegna Cappellacci.

Mi piacerebbe pranzare a casa Soru.

luglio 13, 2010

Minzolini e la legge bavaglio.

Legge bavaglio: mentre i quotidiani e i telegiornali hanno sospeso l’informazione per un giorno, Minzolini  ha deciso  che il TG1 continuerà la protesta all’infinito.

luglio 13, 2010

Crisi industriale in Irpinia: alla Fma si intravede la ripresa.

 

Prospettive incoraggianti per l’Fma. Autunno caldo, invece, all’Almec. A Pratola Serra c’è la conferma delle commesse Chrysler con l’aggiunta dei motori per i veicoli commerciali Fiat e la sperimentazione del nuovo motoro multiair. All’industria di Nusco, invece, situazione allarmante: annunciati 50 esuberi. A tirare le fila è Giuseppe Zaolino della Fim Cisl che stamane ha riunito i suoi delegati della Fma: nel corso delle riunione ha anche parlato della situazone dell’Almec alla luce di un vertice tenuto nell’azienda altirpina l’altro giorno. “A Pratola Serra – ha precisato Zaolino – da settembre si passerà nuovamente alla cassaintegrazione ordinaria dopo la parentesi della straordinaria. Siamo fiduciosi anche perché alla conferma delle nuove commesse si aggiunge la sperimentazione del multiair. Il che significa che alla Fma si potrebbero produrre i nuovi motori euro sei”. Quadro complicato all’Almec. “L’azienda – afferma sempre Zaolino – non parla di licenziamenti ma ci ha prospettato 50 esuberi. Ci sono problemi economici e diversi creditori inseguono la proprietà”.

luglio 13, 2010

Formigoni vuol restituire le deleghe.

Ma quello in alto a sinistra non è Formigoni?……. e poi mi dite che c’entra il crocefisso con quei delinquenti?

luglio 13, 2010

Dare un senso alle parole.

Julius di Bruno Olivieri

luglio 13, 2010

Telethon: trovato il gene responsabile di una rara forma di anemia.

Lo studio, condotto presso l’Università “Federico II” di Napoli, avrà una ricaduta immediata in campo diagnostico: è stato identificato il gene responsabile di una rara malattia ereditaria del sangue, l’anemia diseritropoietica congenita di tipo II: ad annunciarlo è uno studio ( che si è svolto nei laboratori del CEINGE di Napoli) è stato finanziato in parte da Telethon e pubblicato sulle pagine di Nature Genetics da Achille Iolascon, professore di Genetica Medica presso l’Università “Federico II” di Napoli.

Le anemie diseritropoietiche congenite (CDA) sono un gruppo eterogeneo di malattie ereditarie, di cui quella di tipo II è la più frequente. Si tratta di una patologia molto rara, che secondo le stime disponibili colpisce al massimo uno su 100.000 nuovi nati. Il gruppo diretto da Achille Iolascon, che studia questa malattia da almeno vent’anni, ha effettuato fino ad oggi 140 diagnosi. In particolare, la CDA di tipo II è caratterizzata da una scarsa capacità di produzione dei globuli rossi del sangue da parte del midollo osseo. Le poche cellule prodotte presentano inoltre alcune anomalie, soprattutto a carico della membrana cellulare. Nel tempo questi pazienti vanno spesso incontro a gravi complicazioni come emocromatosi, cirrosi epatica, diabete, calcoli biliari, insufficienza cardiaca.

luglio 13, 2010

Sviluppato sangue artificiale: verra’ utilizzato per curare soldati feriti in battaglia.

 Un gruppo di scienziati americani ha sviluppato sangue artificiale che potrebbe presto essere utilizzato per curare i soldati feriti in battaglia. Secondo quanto riportato dalla rivista Wired, il sangue e’ stato sviluppato partendo da cellule del cordone ombelicale e utilizzando una macchina in grado di imitare il modo in cui funziona il midollo osseo per produrre globuli rossi.
Conosciuto come ‘blood pharming’, il programma e’ stato lanciato nel 2008 dal braccio sperimentale del Pentagono, la Darpa, con lo scopo di creare sangue per curare i soldati in battaglia in luoghi lontani. La societa’ Arteriocyte, che ha ricevuto 1,95 milioni di dollari per il progetto, ha ora spedito il suo primo carico di sangue 0-negativo alla Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia americana pe il controllo sul cibo e i farmaci. Il sangue viene fatto usando le cellule ematopoietiche prelevate dal cordone ombelicale in un processo chiamato ‘pharming’, utilizzando piante e animali ingegnerizzati per creare grandi quantita’ di sostanze utili.

luglio 13, 2010

Amministratori leghisti indagati per ‘ndrangheta.

dal Blog di Gad Lerner, che è uno di cui ci si può fidare leggo e riporto testualmente”Preparatevi perchè l’inchiesta sulla penetrazione della ‘ndrangheta nel Nord Italia, cui lavora da anni, tra gli altri, la pm Ilda Boccassini, dopo le centinaia di arresti programmati nella giornata di oggi potrebbe riservarci delle sorprese davvero notevoli. Tra gli indagati risulterebbero coinvolti numerosi amministratori locali della Lega Nord. Politici entrati in relazione con i capi clan per mettersi d’accordo nelle gare d’appalto di competenza comunale. Dopo vent’anni di potere, il partito puro e duro esiste solo nella propaganda nordista. E nel frattempo, al Nord, la ‘ndrangheta comanda e si arricchisce come mai accaduto prima d’ora.” Sarà un piacere vedere in galera qualche amministratore leghista imputato di reati per mafia.

luglio 13, 2010

Libertà di Stampa: la cassazione smentisce Berlusconi.

Libertà di stampa e privacy sono entrambi beni costituzionali, ma la prima «prevale» sulla seconda. Parola della corte di Cassazione che, con una sentenza di venerdì scorso, sembra aver scritto una sorta di memorandum sui rapporti tra informazione e riservatezza, al centro dell’infuocato dibattito politico di questi giorni sul ddl intercettazioni. La tutela della privacy – ricorda la corte – vale come «eccezione» rispetto «al diritto insopprimibile e fondamentale della libertà di informazione e di critica». Un diritto senza il quale non esisterebbe la «sovranità popolare» (non nel senso evocato da taluni attori della vita politica degli ultimi anni). Secondo la Cassazione, infatti, «intanto il popolo può ritenersi costituzionalmente “sovrano”», in quanto sia «pienamente informato» di tutti i fatti di interesse pubblico. È soltanto così che si forma, in modo «compiuto e incondizionato», l’opinione pubblica. La sentenza (n. 16236/2010, presidente Mario Morelli, relatore Bruno Spagna Musso) è stata depositata più o meno nelle stesse ore in cui il premier Silvio Berlusconi affermava che la libertà di stampa non è un diritto assoluto ma incontra un limite in altri diritti «prioritari o uguali», come quello alla privacy. La Corte non sembra dello stesso avviso. Ovviamente, non mette in discussione che il diritto all’informazione possa incontrare dei limiti, ma piuttosto che il diritto alla privacy sia della stessa portata o, addirittura, prioritario. Non è così, scrive la Cassazione, richiamando norme costituzionali, ordinarie e deontologiche, giurisprudenza, anche della Corte di Strasburgo nonché risoluzioni del Consiglio d’Europa. Ne vien fuori un quadro tanto chiaro quanto scontato, osserva qualcuno al Palazzaccio, se non fosse che la sentenza è già rimbalzata in rete e, visti i tempi, «fa notizia». «L’attività di informazione è chiaramente prevalente rispetto ai diritti personali della reputazione e della riservatezza, nel senso che questi ultimi, solo ove sussistano determinati presupposti, ne configurano un limite», scrive la Corte. Un principio valido anche per il giornalismo d’inchiesta che è forse «l’espressione più alta e più nobile dell’attività di informazione».