Archive for luglio 11th, 2010

luglio 11, 2010

Buonanotte companeros. Que viva Espana!

Ha vinto la Spagna. Bravi anche gli olandesi, però. Meno male che l’Italia ha fatto schifo, almeno Berlusconi non sta li a fare il buffone.Ve lo immaginate se avesse vinto l’Italia? Chi lo fermava?

Gli U2, Bono, il rock irlandese che riscrive il rock, dopo il tramonto del punk.Questo album di cui parliamo stasera si chiama The Joshua Tree . E’ un cactus nel deserto di Michael Jackson e Madonna. I cactus, si sa possono vivere anche duecento anni. 

The Joshua Tree è il quinto album degli U2, pubblicato il 9 marzo 1987 dalla Island Records. Prodotto da Brian Eno e Daniel Lanois, The Joshua Tree ha vinto il premio come album dell’anno alla cerimonia dei Grammy Award del 1988 ed occupa la posizione 26 nella lista dei 500 migliori album secondo la rivista Rolling Stone.

luglio 11, 2010

Il polipo dice Spagna.

Vedremo!

luglio 11, 2010

Una buona notizia dall’Iran: I giudici sospendono l’esecuzione per lapidazione della donna adultera.

In Iran e’ stata sospesa “per ragioni umanitarie” l’esecuzione per lapidazione di una donna colpevole di adulterio. Lo ha stabilito Sadeq Larijani, capo dei giudici iraniani. La donna, Sakineh Mohammadi-Ashtiani, 43 anni e madre di due bambini, e’ stata condannata il 15 maggio del 2006 “per aver avuto rapporti con due uomini”. Reato, secondo i canoni iraniani, confessato solo dopo aver ricevuto 99 frustate e in seguito ritrattato .

luglio 11, 2010

I vespasiani cambiano nome.

A Roma tornano a pagamento i cessi pubblici.

L’unica soddisfazione è che tra qualche secolo si chiameranno Alemanni.

luglio 11, 2010

Bersani non ci arriva, fateglielo capire.

Bersani: “Berlusconi non ce la fa, pensiamo ad altre ipotesi”.

Bersani non ha capito che l’altra ipotesi è lui.

luglio 11, 2010

Adamo ed Eva.

Big Bang di Massimo Cavezzali

luglio 11, 2010

Diabete e ictus: la genetica individua 5 geni fortemente predittivi.

Trovato nei geni il motivo dello ‘sfortunato legame’ tra diabete e ictus. La combinazione di difetti genetici (mutazioni in 5 geni infiammatori) predice l’ ictus in un arco di tempo superiore ai 6 anni e la presenza nel Dna del paziente di 4 di queste mutazioni aumenta il rischio di ictus di 10 volte.
E’ il risultato di uno studio italo-scozzese coordinato da Roberto Pola dell’Universita’ Cattolica che apre la strada alla realizzazione di un test genetico per predire l’insorgenza di malattie cardiovascolari nei diabetici.

”Abbiamo individuato un profilo genetico, costituito dalla combinazione di mutazioni di 5 geni infiammatori (Interleuchina-6, ICAM-1, MCP-1, E-selectina e MMP-3), che predice in maniera accurata il rischio di sviluppare un ictus ischemico in un arco di tempo superiore ai 6 anni”, spiega Pola. Tra coloro che posseggono almeno 4 di queste mutazioni c’e’ un’incidenza di ictus 10 volte superiore rispetto a chi non ha alcuna di questa mutazioni. Il rischio di ictus aumenta in maniera progressiva con il numero di mutazioni (da 0 a 5) presentate nel singolo soggetto.

Pubblicata sulla rivista Diabetes, la ricerca ha coinvolto 2100 individui affetti da diabete tipo 2. I diabetici hanno un rischio doppio di essere colpiti da infarti o ictus e lo studio svela il coinvolgimento di geni in questa relazione.

luglio 11, 2010

i ragazzi italiani cominciano a bere a 10/12 anni

 

I ragazzi italiani bevono troppi alcolici e secondo una ricerca dell’Istituto Superiore della Sanità cominciano a farlo intorno agli 11-12 anni..

I giovani associano l’alcool a una immagine vincente. Bevono per sentirsi forti, oppure per divertirsi. Le cattive abitudini purtroppo si acquisiscono in famiglia: è potenzialmente a rischio il 23% dei ragazzi di 11-17 anni che vivono in famiglie dove almeno un genitore consuma una certa quantità di bevande alcoliche

 Per contenere queste percentuali, l’Osservatorio nazionale alcol Cnesps dell’Istituto Superiore della Sanità qualche tempo fa ha stilato per i genitori una raccolta di suggerimenti utili per limitare l’influenza negativa che le pressioni dei media, della società e della pubblicità esercitano sui giovani e per favorire una scelta responsabile da parte di questi ultimi.

Ecco l’elenco:

  • 1. Aiutare i figli a organizzare una festa a casa con gli amici può essere l’occasione per dimostrare che ci si può divertire e ottenere un clima spensierato e allegro anche scegliendo bevande analcoliche.
  • 2. I giovani vanno resi consapevoli della differenza che separa il consumo dall’abuso e che anche un consumo limitato può comportare rischi. Un boccale di birra vicino a una pizza all’inizio renderà spigliati ma poi nei fatti l’alcol abbassa la percezione del rischio e annebbia la lucidità mentale.
  • 3. In televisione, nei film si vedono troppi personaggi famosi bere alcol. Incoraggiare i giovani a non seguire questi falsi miti della tv.  
  • 4. Dare il buon esempio in famiglia. Il comportamento del capofamiglia influenza quello degli altri familiari e gli atteggiamenti inadeguati in fatto di alcol sono bassissimi nelle famiglie astemie.
  • 5. Spiegare ai giovani che i “gradi” equivalgono alla presenza di alcol nella bevanda e quindi più ne contiene più questa è pericolosa.
  • 6. Parlare in famiglia dei problemi causati dall’alcol già prima dell’adolescenza.
  • 7. Spiegare ai ragazzi che l’organismo si abitua all’alcol. Se all’inizio basta un bicchiere, poi non basterà più e ce ne vorranno e poi tre e così via.
  • 8. Va ricordato che nei giovanissimi l’organismo non ha ancora completato la maturazione del sistema enzimatico che scinde l’alcol e quindi questo comporta danno per l’organismo.
  • 9. Fare una maggiore attenzione alle ragazze, il loro organismo metabolizza meno l’alcol.
  • 10. Vigilare sui figli può essere non sempre scontato. Anche serate normali e tranquille come una pizza con gli amici possono comportare conseguenze impreviste. Nonostante sia vietato per legge servire bevande sotto i 16 anni, la norma non viene sempre rispettata.

 

luglio 11, 2010

Gli abitanti di un villaggio boliviano vogliono un risarcimento per i ghiacciai che si sciolgono.

 

Per gli Incas e la maggior parte delle civiltà andine, le montagne innevate erano divinità da essere onorate, in quanto fornivano l’acqua. Ma ora sembra che questi dèi stanno perdendo i loro poteri. 

I ricercatori dicono che i ghiacciai si stanno ritirando in maniera drammatica attraverso le Ande a causa delle temperature in aumento.

Nel piccolo villaggio di Khapi, sotto gli splendidi – e ancora coperti di neve – Monti Illimani, il senso di ansia è profondo.

L’idea, appoggiata dal presidente della Bolivia Evo Morales, è nata nel piccolo villaggio. Perché coloro che sono la causa dello scioglimento della neve e del rallentamento delle acque debbono essere giudicati da una corte internazionale di giustizia ambientale.

“Siamo molto preoccupati perché noi non abbiamo l’acqua”, dice Max, un anziano Aymara Indian che mastica foglie di coca e parla con un forte accento spagnolo. “Metà della popolazione di questa comunità se ne è già andata e coloro che sono rimasti sono alle prese con la mancanza di acqua”.

Per la popolazione indigena di Khapi ogni cosa dipende dai ruscelli che scorrono attraverso la loro terra. L’acqua, che considerano sacra, ha tenuto vivi i loro animali e ha consentito alle loro colture di prosperare. Ma negli ultimi 10 o 15 anni, le mutevoli condizioni meteorologiche hanno condotto a flussi di acqua irregolari – i corsi d’acqua diventano torrenti o si trasformano in piccoli rivoli.

“Il tempo è drasticamente cambiato e adesso è due o tre volte più caldo di quanto lo fosse prima. Non possiamo utilizzare l’acqua per le nostre colture e il sole e il caldo sono molto forti. Oggi le nostre coltivazioni sono a secco e i nostri animali stanno morendo, e ci resta solo da piangere”, ha aggiunto Max,  prima di chiedere aiuto alla loro dea andina, Pachamama (immagine a lato).

In questa situazione, le 40 famiglie che compongono la comunità di Khapi hanno deciso di combattere le loro tesi dinanzi a diverse sedi internazionali.

Tra coloro che conducono questa campagna c’è Alivio Aruquipa, uno dei leader della comunità, che per far valere questo suo diritto in difesa delle comunità andine è andato anche alla Conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite tenutasi a Copenaghen lo scorso dicembre, dove ha incontrato un sacco di gente proveniente da ogni parte del mondo con problemi simili e dove si è deciso, appunto, di creare una Corte internazionale di giustizia ambientale.

luglio 11, 2010

Saipem: nuovi contratti nell’off shore per un miliardo di euro. Giallo sul Golfo del Messico…

Saipem, società del gruppo Eni specializzata nella realizzazione di pozzi petroliferi on shore e off shore e nell’erogazione di servizi alle imprese operanti nel settore petrolio e gas, ha annunciato di essersi aggiudicata una serie di importanti commesse all’estero per un valore totale di circa un miliardo di euro.

Le aree interessate dai contratti sono il Caspio, Kazako ed Azero, il Brasile, il Medio Oriente, l’Africa Occidentale, il Mare del Nord e il Messico. I lavori vengono ben descritti da un comunicato stampa ufficiale dell’azienda ma, stranamente, non vi sono dettagli sui contratti riguardanti il Messico.

Ancora più strano che l’agenzia Agi Energia, di proprietà dell’Eni, del comunicato trasmetta solo una stringatissima sintesi (seguita da tre puntini di sospensione) mentre di solito procede al classico copia e incolla dell’intero comunicato stampa. Che tipo di attività svolgerà Saipem in Messico? Si sa solo che saranno off shore, cioè nel golfo