Archive for luglio 5th, 2010

luglio 5, 2010

Buonanotte compagni.

L’album di cui parliamo questa sera ha due caratteristiche; è il primo album registrato su Cd; la seconda caratteristica è che Mark Knopfler abbandona la chitarra Fender Stratocaster per adottare la Gibson les Paul. stiamo parlando di Brothers in arms dei    Dire Straits. U35.000.000  di copie vendute, un rock morbido per tutte le bocche, con vaghe reminiscenze di blues. Un grande successo commerciale cui non corrisponde altrettanta qualità.

Brothers in Arms (Compagni d’armi) è il quinto album dei Dire Straits registrato tra il novembre 1984 ed il marzo 1985 agli Air Studios di Montserrat, Indie Orientali, agli Air Studios di Londra e ai Power Station di New York.

luglio 5, 2010

Lippi e il tricheco.

Immaginate quanti tifosi vorrebbero stare al posto del tricheco.

luglio 5, 2010

Un pregiudicato in meno al governo.

Il ministro Aldo Brancher ha annunciato nell’aula del tribunale di Milano le proprie dimissioni da ministro. Brancher ha anche rinunciato al legittimo impedimento nell’ambito del processo per la tentata scalata alla Antonveneta. Nell’anticipare le sue “dimissioni irrevocabili” da ministro “al fine di consentire una rapida chiusura della vicenda che mi riguarda”, ha chiesto di poter essere giudicato con rito abbreviato incondizionato. Nel corso della breve dichiarazione spontanea Brancher ha spiegato al giudice della quinta sezione penale, Anna Maria Gatto, che “la mia presenza è un segno di rispetto per il tribunale. Sono qui a difendere la mia innocenza”.

luglio 5, 2010

La mafia si ingrassa.

Secondo il senatore Bricolo “la mafia stava meglio quando governava il centrosinistra”.

Guardate  ora come s’è ingrassata.

luglio 5, 2010

L’importante è capirsi.

Italia da record per le rapine in banca.

Si, però da entrambi i lati dello sportello.

luglio 5, 2010

a volte è meglio tacere.

www.palmiro.it

luglio 5, 2010

Tumori, ricercatori italiani scoprono il gene che blocca le metastasi.

Una ricerca svolta da studiosi delle Università di Padova di Modena e Reggio Emilia, pubblicata sull’autorevole rivista scientifica Cell ha individuato un gene in grado di proteggere l’organismo dalla diffusione delle metastasi tumorali, il gene p63. Due team guidati da Stefano Piccolo (Padova) e da Silvio Bicciato (Modena e Reggio Emilia) hanno infatti scoperto i meccanismi che fanno sì che un tumore non resti localizzato all’organo colpito ma si diffonda ad altre aree del corpo attraverso le metastasi.

Le cellule che formano un tumore non sono molto diverse dalle cellule staminali: entrambi sono infatti dotate di un grande potenziale riproduttivo e hanno la capacità di migrare e trasformarsi in cellule che hanno caratteristiche aspecifiche, in grado cioè di migrare, riprodursi, colonizzare tessuti diversi.

In condizioni normali, la capacità delle cellule di riprodursi ad oltranza è bloccata da una proteina, la p63, che ha il compito di porre un limite al processo di riproduzione cellulare, cellule staminali comprese. Se infatti una cellula staminale si riproducesse all’infinito si comporterebbe né più né meno come una cellula neoplastica: invece, dopo che le cellule staminali hanno formato un particolare tessuto in un organo specifico, ad esempio il fegato o il cervello, la loro crescita viene bloccata da una specie di meccanismo di servocontrollo legato appunto alla proteina p63.

Ma se una cellula staminale tumorale manca del gene che codifica la proteina p63 o questo è inattivo, la cellula diventa potenzialmente immortale: la mancanza della proteina apre la porta a un comportamento aggressivo delle cellule tumorali, alla possibilità cioè di una loro migrazione, vale a dire alle metastasi.

Il processo di crescita tumorale è regolato da un insieme di fattori: da un lato i fattori di crescita fanno proliferare le cellule neoplastiche e i vasi che le nutrono, dall’altro i fattori difensivi, come appunto il gene p63, sono in grado di bloccare o rallentare la proliferazione cellulare. Vi sono perciò tumori più aggressivi, pronti a formare metastasi, e tumori più contenuti, dotati di una minor carica proliferativa.

La scoperta dei ricercatori di Padova e di Reggio Emilia/Modena è importante in quanto p63 è una specie di spia molecolare potenziale che può permettere all’oncologo di conoscere se un tumore è più o meno aggressivo e quindi selezionare la terapia più adatta: ma in futuro potrebbe essere possibile utilizzare questa proteina per bloccare la crescita dei tumori.

luglio 5, 2010

HIV: la genetica potrebbe offrire le sue armi.

Un ‘bottone’ genetico potrebbe cambiare la prospettiva della lotta all’Aids. Ricercatori dell’Oregon State University e del California Institute of Technology, Usa, hanno infatti annunciato la pubblicazione su Science dello studio su una proteina ‘tuttofare’, chiamata Ctip2, addetta a molte funzioni vitali, tra le quali la formazione delle cellule T, i globuli bianchi del sistema immunitario. La proteina ‘e’ cosi’ importante – afferma Mark Leid, uno degli autori – che se ai topi viene sottratta, questi muoiono poche ore dopo la nascita’. Quello che i ricercatori vogliono fare adesso e’ usare la proteina come ‘cavallo di Troia’ per aggredire il virus dell’immunodeficienza acquisita.

luglio 5, 2010

Piano per le fonti energetiche: l’Italia si impegna a rispettare gli obbiettivi.

Rispettoso della scadenza comunitaria imposta dalla strategia 20-20-20 (al 2020, -20% Co2,20% rinnovabili e 20% efficienza energetica), il Piano d’azione nazionale per le energie rinnovabili elaborato dal ministero dello Sviluppo economico stabilisce che entro il 2020 l’utilizzodelle fonti energetiche rinnovabili arrivi a coprire il 17% dei consumi energetici nazionali. Il programma d’azione europeo fissa infatti i capisaldi di una strategia comune per la promozione dell’energia da fonti rinnovabili e stabilisce obiettivi nazionali obbligatori. In base all’articolo 4 della direttiva ogni Stato membro èobbligato a darsi un traguardo adottando un piano di azione da trasmettere alla Commissione europea entro il 30 giugno 2010. Il Piano prevede che le energie rinnovabili dovranno coprire il 6,38% dei consumi legati ai trasporti, il 28,97% dei consumi nel comparto elettrico e il 15% nell’ambito del riscaldamento e raffreddamento. Le misure ritenute necessarie per il raggiungimento degli obiettivi sono di vario tipo: economiche, di supporto, di cooperazione internazionale. Il Piano raccomanda inoltre, di intervenire sul quadro esistente dei meccanismi di incentivazione, come i certificati verdi, il Conto energia, l’agevolazione fiscale per gli edifici, l’obbligo della quota di biocarburanti, per aumentare la quota di energia prodotta rendendo più efficienti gli strumenti di sostegno. Il Pan contiene anche le linee d’azione e le misure previste per raggiungere quegli obiettivi, (economiche, non economiche,di supporto, di cooperazione internazionale) e indica la necessità di intervenire anche sul quadro esistente dei meccanismi di incentivazione (quali, per esempio, i certificati verdi, il conto energia, i certificati bianchi, l’agevolazione fiscale per gli edifici, l’obbligo della quota di biocarburanti,…) con l’intento di incrementare da un lato la quota di energia prodotta e dall’altro di rendere più efficienti gli strumenti di sostegno. Il nostro Paese colloca lo sviluppo delle rinnovabili tra i cardini della sua politica energetica, insieme alla promozionedell’efficienza energetica, la promozione di tecnologie innovative, la riduzione dei costi dell’energia per cittadini e imprese, la molteplicità delle fonti di approvvigionamento.

luglio 5, 2010

I pesci scappano dalla marea nera.

 Come gli animali in fuga da un bosco in fiamme, anche quelli che vivevano nelle zone del Golfo del Messico colpite dalla marea nera stanno cercando di trovare rifugio vicino alle coste, in cerca di acque pulite.

La conferma delle osservazioni di scienziati e pescatori viene da due ricerche, secondo cui intorno alla zona del disastro si stanno creando delle ‘zone morte’, dove la vita e’ impossibile. E a contribuire alle difficolta’ degli animali potrebbe esserci un altro pericolo, quello dell’arsenico.

Gli avvistamenti, ricorda il Guardian, riguardano tutte le specie, dalle piu’ grandi alle piu’ piccole. In Florida sono stati visti squali e delfini molto vicini alla costa, in Alabama invece piccoli crostacei e pesci come le triglie colonizzano moli che prima non avevano mai preso in considerazione.

”Questi animali stanno gia’ girando alla larga dalla perdita – commenta Larry Crowder dell’universita’ di Duke – e questo e’ un segno che la qualita’ dell’acqua sta peggiorando”.

Secondo l’esperto pero’ questa migrazione potrebbe non essere sufficiente a salvare gli animali marini: ”Nelle acque basse molti di questi animali sono piu’ facilmente vittime dei predatori – spiega Crowder – inoltre con la marea che si avvicina alle coste potrebbero presto trovarsi intrappolati tra il petrolio e la spiaggia”.

Il principale responsabile e’ il metano, che rappresenta piu’ del 50% della perdita e che e’ stato trovato in quantita’ 100mila volte superiori al normale. Questo gas disciolto nell’acqua causa la proliferazione di batteri in grado di degradarlo, a spese pero’ dell’ossigeno.

”Abbiamo trovato colonne di metano di 200 metri a una profondita’ tra i 1.000 e i 1.300 metri – ha spiegato Samantha Joye dell’Università della Georgia -. L’acqua non e’ ancora arrivata ad avere zero ossigeno, ma ci si sta avvicinando”.