Il PSE chiede l’adozione immediata di una tassa Europea sulle emissioni di CO2

Dopo anni di dibattito e nonostante i progressi significativi nella lotta contro il cambiamento climatico, l’Europa non ha ancora introdotto una tassa sulle emissioni di carbonio(CO2). “E ‘giunto il momento di mettere un prezzo sulle emissioni di carbonio”, ha detto il presidente del Partito del socialismo europeo (PSE), Poul Nyrup Rasmussen. La Commissione europea si è riunita il 23 giugno, per avviare le discussioni su questo argomento. “Le dichiarazioni adottate in materia di cambiamento climatico non sono sufficienti, ora abbiamo bisogno di risultati concreti. La Commissione non può ancora rinviare l’adozione di un’imposta europea sulle emissioni di carbonio.Le discussioni della Commissione devono condurre all’adozione di un sistema che generi nuovi introiti per alleviare i lavoratori del carico fiscale “, ha precisato il presidente PES. Poul Nyrup Rasmussen ha detto che la transizione verso un’economia senza emissioni di carbonio funziona solo se è garantita l’equità, “il peso di questa nuova tassa sul carbonio, non dovrebbe essere a carico dei più deboli nella Società europea. L’ultimo cosa da fare ora è rendere la situazione dei cittadini ancora più difficile attraverso l’aumento dei prezzi dell’energia. Per evitare un nuovo tipo di povertà per i settori dell’energia, delle famiglie basso reddito sono necessarie misure di sostegno. Per gli investimenti nella ristrutturazione degli alloggi e dei trasporti pubblici deve deve essere aggiunta una nuova tassa di carbonio. E ‘giunto il momento che la Commissione ne prenda atto “.

8 Responses to “Il PSE chiede l’adozione immediata di una tassa Europea sulle emissioni di CO2”

  1. Per comprendere cosa si nasconde dietro il fantomatico “RISCALDAMENTO GLOBALE” :

    http://www.wikio.it/article/cambiamenti-climatici-effetto-serra-bufala-internazionali-199322511#news199322511

    Nelson Mandela diceva:
    “Io scrivo, se è verità, altri raccolgono”…Forse pensava a me?

    Cordialmente.

    Piero Iannelli
    pieroiannelli@gmail.com
    N.Cell.:3398513962

  2. Ho letto le considerazioni riportate nell’articolo sopra citato del Presidente del Partito del socialismo europeo (PSE), Poul Nyrup Rasmussen e per rispondere indirettamente a tali “suggestioni”, vorrei proporre questo commento:

    Q U O T E
    Copenaghen: Nella Verde Danimarca, l’Energia non ha colore !
    di Rinaldo Sorgenti

    Nello scorcio finale d’autunno le TV ed i giornali ci hanno parlato in abbondanza della 15° Conferenza sui Cambiamenti Climatici, quella singolare sindrome che da 20 anni sta pervadendo e saturando l’attenzione di buona parte dei Governi e dell’opinione pubblica mondiale.

    Eppure, se ci si fermasse ad analizzare la storia, recente e passata del clima del nostro pianeta, non sarebbe difficile riconoscere che tali cambiamenti, talvolta per periodi ed intensità ben maggiori – sia in positivo che in negativo – si sono avvicendati varie volte, con cadenza decennale o secolare, dalla notte dei tempi fino ai giorni nostri.

    Se ne parli con gli esperti veri ed i professori delle varie discipline scientifiche (ambiente, clima, geologia, atmosfera, ecc. ecc.) ti confermano che questa è la realtà e ne attribuiscono le cause alla natura. Poi, però, ci sono anche centinaia o migliaia di studiosi che si occupano dell’argomento e che da un paio di decenni hanno deciso d’individuare nell’attività dell’uomo la causa quasi assoluta e scatenante di tali fenomeni.
    Un bel rebus, non c’é che dire e comprensibili quindi anche gli slogan che si accompagnano a queste ipotesi, tra i quali:
    “principio di precauzione, sostenibilità, rispetto per le generazioni future”.

    L’essere umano è maestro nel disciplinare concetti ed espressioni, talvolta assolute ed eclatanti, che possono andar bene in tutti i casi, soprattutto se confinati a realtà astratte e/o emotive.
    Dopo tutto, qualsiasi sacrificio diventa tollerabile, anche il più oneroso, se sull’altro piatto della bilancia ci si mette – anche solo ipoteticamente – il destino dell’umanità.

    (segue)

  3. (segue)

    E così passano in secondo luogo anche problemi gravi e concreti come la fame e la malnutrizione di molte centinaia di milioni di nostri simili, per banali problemi di distribuzione delle risorse e delle tecnologie che, seppur ben conosciute ed ormai abitualmente impiegate in tutti i Paesi sviluppati del pianeta, non arrivano però a questa larga componente degli abitanti della terra.

    Nei giorni scorsi, sui maggiori quotidiani nazionali, diversi commentatori ci hanno presentato e parlato di: “Copenaghen” – dove si è svolta l’oceanica (per afflusso) Conferenza – con aggettivi suadenti e dai colori tenui e verosomiglianti alla natura, quali per esempio: “la capitale verde d’Europa”, lasciando intendere che la stessa sia la migliore interprete dei precetti sopra evocati: “benessere, sostenibilità e cautela”. Perchè non crederlo?

    Ma se davvero così stanno le cose, le stesse non cambiano anche quando si analizzi come, in quel ventoso paese, si produce l’elettricità che alimenta il loro benessere e che sveliamo qui di seguito per chi non lo sapesse ancora:
    48% da carbone (peraltro tutto d’importazione); 22% da gas; 18% da eolico;
    3% da olio combustibile; 9% da altre fonti (principalmente smaltimento rifiuti).

    Ma come, la capitale verde d’Europa, è tale nonostante il nero “Carbone”?
    E la CO2, ed i cambiamenti climatici e l’anomalo aumento della temperatura, apparentemente senza precedenti da migliaia e migliaia di anni ?

    Dopo un pò di stupore e naturale smarrimento, arriva uno sconosciuto che voleva prestare bonario soccorso al nostro smarrimento e ci svela che alcuni curiosi ficcanaso sono andati a rovistare tra gli archivi informatici di reputate Università inglesi ed americane, che hanno fatto dell’argomento il loro cavallo di battaglia – nella speranza di giungere a prestigiosi riconoscimenti, infatti generosamente elargiti, quali: “oscar cinematografici per l’attore Al Gore; premio Nobel collettivo (per la pace, non per la scienza) all’organismo ONU che si occupa di questi “studi” (l’IPCC); benemerenze varie e molteplici, ecc.” – ed hanno scoperto che queste avrebbero taroccato i dati e le evidenze scientifiche, così da far apparire i loro grafici e modelli climatici previsionali, del tutto in linea con le loro catastrofiche previsioni. Il cosiddetto: “Climategate”, cioè lo scandalo del clima, addomesticato!

    Certo, non è semplice cancellare d’un colpo 20 anni di paure, d’ammonimenti da “santa inquisizione” (che non è purtroppo stata una favola nei secoli passati), di oceaniche manifestazioni strombazzanti, e riordinare le idee senza rimanere smarriti.

    Poi il buon senso fortunatamente prevale ed allora c’è una regola semplice ed efficace che in questi casi può aiutare a decidere da che parte stare e che consiste nel guardare nel “giardino” dei nostri vicini (tedeschi, inglesi, spagnoli, olandesi ….ed anche danesi) per osservare come questi cugini producono l’elettricità che consente loro di conservare un ambiente salubre e piacevole, di mantenere il benessere e di sviluppare l’occupazione, senza compromettere il loro habitat congeniale, che qui di seguito riepiloghiamo:
    30% da carbone; 28% da nucleare; 22% da gas; 3% da olio combustibile;
    10% da idro; 3,3% da eolico e solare; 3,7% da altre (principalmente rifiuti e biomasse).

    C’è un’altra cosa che credo d’aver capito: “la prossima volta che qualcuno mi parla di previsioni catastrofiche ed irrazionali, lo guardo e sorrido, poi vado a documentarmi da seri esperti e professori autorevoli (ora che internet ce l’ho anch’io), ma anche dal vicino amico agronomo (che stupido non averci pensato prima!), che sa bene quale è il ruolo e l’importanza della CO2 per la vita di noi tutti su questo meraviglioso pianeta e mi tranquillizzo”. La prossima volta non mi lascio più fuorviare a mio stesso danno.

    U N Q U O T E

    Forse è opportuno riflettere che non è certo con ulteriori balzelli fiscali (che inevitabilmente si riversano sui relativi prodotti e quindi vengono infine pagati dai comuni cittadini) che si risolvono i problemi, perdipiù se fittizi.
    C’è da augurarsi quindi possa essere fatta un’opportuna riflessione in merito al sorprendente auspicio conclusivo del Presidente PSE: ” sorprendente L’ultimo cosa da fare ora è rendere la situazione dei cittadini ancora più difficile attraverso l’aumento dei prezzi dell’energia.”

  4. Caro Rinaldo Sorgenti..

    Se avessi cliccato sul link che ho postato poco prima di te..
    Avresti scoperto un mondo, di cui ti accenno qui.:
    /——————-/
    Federparchi ed i parchi rappresentano per Legambiente e per i suoi dirigenti la più grande fonte di guadagno( anche personale) dei prossimi decenni. Centinaia di milioni di euro.

    La parola magica è Carbon Credit.

    I certificati di credito di emissione di CO2 un patrimonio enorme che i parchi possono vendere dopo averli acquisiti come conseguenza della piantumazione di alberi.

    Personaggi ed interpreti di questo grande affare:

    – La CIR di Carlo De Benedetti insieme a Tubini a fondato “Giga” una società che acquista e vende Carbon Credit Internazionali . ( già acquistati per 60 milioni di euro da varie nazioni)

    – Legambiente è propietaria del 10% delle azioni di Sorgenia (Presidente onorario di legambiente Ermete Realacci , Alcuni membri della segreteria nazionale .Duccio Bianchi, Edoardo Zanchini, Nunzio Cirino Groggia, Andrea Poggi
    ….

    Questo è solo l’anticipo, scopri il resto da solo.

    Piero Iannelli

  5. Caro Iannelli,

    Non ho dubbio che si possa guadagnare anche tanti soldi semplicemente seguendo la moda od un mercato fittizio come quello dei “Carbon Credit”. Infatti, sono stati creati apposta per alimentare una fittizia speculazione basata sull’emotività, la paura, l’opportunismo dei troppi che galleggiano su questi teoremi ideologici.

    Facile, infatti. Basta demonizzare una cosa e creare in collegamento a questa un mercato finznziario basato su dei “pezzi di carta”, costringendo il sistema ad acquistarli, quindi a versare risorse e ricchezza per stare al “passo con l’invenzione” !

    E pensaare che a me avevano insegnato che la vera ricchezza si acquisisce producendo qualcosa di concreto e materiale, frutto di impegno, lavoro e concretezze.

    Purtroppo, invece, abbiamo una larga fetta di individui che “guadagnano” (messo tra vingolette, perchè il vero verbo dovrebbe essere un’altro, che lascio a voi definire meglio) sulle spalle dei loro simili, predicando paure e speculando sulle relative ricadute, senza produrre nulla di concreto, solo opportunismo a caro prezzo.

    Nel frattempo una larga fetta di umanità: 1,6 miliardi di esseri umani non dispongono neppure dell’elettricità e dell’acqua potabile e si vorrebbe che questi rimanessere in tali condizioni per lungo tempo ancora.
    Se, invece, quelle tante risorse economiche venissero investite per risolvere questi problemi, con intelligenza, impegno e serietà (anzichè ringorrendo “lucciole” o … fittizi crediti cartacei … che non generano nulla di utile!), forse il risultato sarebbe molto più concreto e dimostrato.

    Ma non mi aspetto che lei concordi con queste considerazioni. Molto meglio rincorrere e sostenere queste speculazioni dfinanziarie !

  6. Molto meglio rincorrere e sostenere queste speculazioni finanziarie ?

    No..Rinaldo.

    Meglio noi, poveri ma ricchi del sano piacere del sapere..

    Mi parli del vecchio motto del creare la malattia, per vendere la medicina.
    Ma non sarei così semplicistico, vi è dell’altro.. di più profondo e oscuro.

    Non è semplice truffa, vi è un disegno per quanto questo sia anche peggio della semplice truffa.

    Nel 1798
    Malthus propone quindi di adottare ogni misura atta a scoraggiare la natalità e di abolire la “legge sui poveri”, poiché la carità è un incentivo all’incremento di popolazione. Malthus mette in luce il crescente divario tra la crescita demografica e quella delle risorse per la sussistenza.

    Ora che hai letto questo.

    Leggi con maggiore attenzione il resto:
    Nella provincia più colpita dalla malaria, il Kwa Zulu Natal, con la reintroduzione del DDT i casi della malattia sono calati dell’80%. Charles Wiirster, un ambientalista dirigente dell’Environmental Defence Fund, quando nel 1972 1’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (EPA) stava discutendo di bandire il DDT, di fronte all’obiezione che tale divieto avrebbe provocato molte morti nei paesi poveri, disse: “E allora? La popolazione è la causa di tutti i problemi.
    Abbiamo troppa gente.
    Abbiamo bisogno di meno persone e questa è una buona strada”. il portavoce nazionale di CORE, Niger Innis, ha sottolineato che bandire il DDT significa lasciare in balia di se stessi e totalmente inermi i Paesi afflitti dalla malaria. Innis ha dichiarato pubblicamente:

    “A volte ho la sensazione che a Greenpeace stia più a cuore la sorte dei virus che quella degli uomini”.

    Bene allora ora sei pronto a comprendere che olre il semplice “LUCRO” vi è realmente un disegno, velato.. appena percettibile.

    # Al Gore si adoperò in prima persona per impedire il trattamento dei malati di AIDS in Sud Africa con medicinali generici all’epoca in cui presiedette la Commissione USA-Sud Africa sull’AIDS. Egli infatti minacciò rappresaglie economiche contro una nazione messa in ginocchio dalla piaga dell’AIDS, cosa per cui fu giustamente criticato dagli attivisti contro l’AIDS come un tentativo di genocidio contro l’Africa Nera. Dopo essersi riempito la bocca di tanti buoni sentimenti verso le vittime dell’AIDS Gore si schierò con gli interessi dei monopoli farmaceutici avallando di fatto il genocidio.

    # Dalla fine degli anni Ottanta Al Gore promuove l’embargo della tecnologia moderna verso il Terzo Mondo, con la scusa che si tratta di “tecnologia duale”, ovvero utilizzabile sia per scopi civili che militari. In queste tecnologie duali rientrano persino i mezzi di trasporto pesanti e i composti chimici primari per la produzione di fertilizzanti, per non parlare del nucleare. A proposito dell’Iraq Gore ebbe a dire: “Il mondo non ha bisogno del contributo iracheno alla scienza spaziale o dei risultati dell’Iraq nella fisica nucleare – pratica o applicata”. Questo apartheid tecnologico contro il Terzo Mondo colpisce in particolare le popolazioni “colorate”.

    Quindi certamente ci sono ladri di polli, (miliardi di euro..) ma temo ci sia qualcosa di peggio.

    Il britannico sir Julian Sorrel Huxley, fondatore del WWF, è stato presidente della Società Eugenetica Britannica, dirigente di associazioni per il libero aborto e per la legalizzazione dell’eutanasia.

    Come sottolineo eugenetico e razzista anche uno dei padri fondatori dei verdi italiani: Alessandro CHIGI.

    Un nome sconosciuto ai più, ma che il presidente onorario del WWF Fulco Pratesi ha definito come «l’antesignano di ogni organizzazione della natura nel nostro Paese»;
    Roberto Duria, l’animalista radicale dell’Animal Liberation Front, ha scritto di lui che è stato «il più grande zoologo dell’epoca».

    CHIGI? Quello che scriveva le leggi razziali durante il fascismo..

    Siamo partiti dal riscaldamento globale.. (bugia).. la co2 (TRUFFA).. Ma è il resto che mi preoccupa..

    A BHOPAL.. 30’000 morti.
    Chi era il responsabile per la sicurezza?.. si sempre un membro del WWF.

    responsabile per il settore ambiente, salute e sicurezza della Union al tempo del disastro era un certo Russel Train, uno degli ambientalisti più premiati al mondo.

    Cofondatore nel 1961 del Wwf, nel 1977 ne ha ricoperto la carica di Presidente. Train si è più volte pronunciato a favore della riduzione della popolazione dei Paesi in via di Sviluppo. Intervistato sul disastro di Bhopal, Russel Train rispose che: «la Union Carbide ha un programma ambientale ottimo».

    Ma mister Train non è stato l’unico a aver la doppia tessera: inquinatore e militante per l’ambiente.

    Tre direttori e 7 membri del Consiglio Nazionale del Wwf figuravano anche come direttori in dieci compagnie che comparivano in Toxic 500, l’elenco delle industrie più inquinanti del Paese elencate dal governo americano nel 1997.

    Qualche nome di questi capitalisti con il pollice verde?

    Eccoli: il pakistano Syed Babar Alì, presidente della Packages Ltd.,

    Sir John A. Anderson, direttore della National Bank della Nuova Zelanda, e tanti altri manager di grandi corporation tra i quali non possiamo non menzionare il vice presidente Emerito del Wwf International Luc Hoffman, già direttore della ditta farmaceutica svizzera Hoffman-La Roche, la multinazionale proprietaria dell’impianto chimico dell’Icmesa di SEVESO, nel quale il 10 luglio del 1970 un’esplosione produsse una nube di diossina che investì la zona circostante.

    E le varie associazioni collegate?:
    «Una alternativa (come ha suggerito l’ecologa Laura Conti) potrebbe essere il creare scatolette di cibo per cani e gatti in cui la carne umana sostituisca quella di altri animali».

    Sai Rinaldo, cosa si diceva tanto tempo fà: “DIVIDI ED IMPERA”

    Io son qui per “UNISCI E PROGREDISCI”

    Non vi è destra non vi è sinistra.
    Siamo “noi”, la nostra curiosità, il nostro impegno.. l’arma cotro queste canaglie.

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