Mondiali di calcio: faccio il tifo per il Brasile.

Il Brasile (VAI ALLA SQUADRA) di Carlos Dunga, con la sua difesa granitica e i suoi fuoriclasse, punta decisamente alla sesta vittoria mondiale della sua storia. Personalmente quest’anno farò il tifo per il Brasile e mi piacerebbe una finale Brasile vs Inghilterra. Primo perchè è una squadra di veri fuoriclasse, che giocano bene e quando li vedi giocare ti incanti, secondo perchè Dunga è un grande allenatore, modesto ma capace. Terzo perchè il Brasile di Lula oggi  è di moda, in economia e geopolitica, è diventato il beniamino di commentatori e futurologi. Ha la moneta più forte del mondo (appena 15 anni fa era carta a sei zeri) e la Borsa più instancabile. Le sue grandi imprese sfidano i mercati, le sue esportazioni li inondano di soia, carne e ferro. In politica è il nonno saggio del continente, attraversato da tensioni e protagonismi. E il famoso debito estero, quello che i vescovi dichiaravano non andasse pagato in nome della giustizia sociale? Roba da pizzicotto nel sonno, ha ammesso di recente lo stesso ministro dell’ Economia: sparito, il Brasile è diventato creditore netto, sono gli altri che gli devono soldi. E voi coglionazzi continuate a votare Berlusconi. Accomodatevi ,divertitevi, non aspetta altro il grande nato. Confesso anche la mia antipatia per Lippi, che  cari amici,  alla fin fine è riuscito a farmi stare antipatica la Nazionale, ha fatto di tutto, e pensare che anni fa mi stava pure simpatico lui ora invece è pieno d se stesso e si impettisce come una vecchia zitella per ogni accenno a qualunque critica. Lippi ha messo su un’accozzaglia di giocatori mediocri dove solo pochi si salvano, ma lui imperterrito continua per la sua strada, basandosi sul fatto di avere vinto un mondiale non meritandolo e con il culo che Sacchi non ha mai avuto, che pure ne aveva in abbondanza. E non dico questo solo perchè non convoca l’Antonio nazionale, anche se è una bestemmia, ma è proprio questa sua mancanza e ostracismo del bel gioco, e di non riucire a far divertire il pubblico, di cui sostanzialmente se ne frega. allora: Que Viva el Brasil.

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