Per fortuna ci sono ancora Magistrati comunisti.

La sentenza di primo grado per i fatti di Genova ha ribaltato il verdetto della  alla sentenza di primo grado, che aveva assolto “perché il fatto non sussiste” tutti gli alti vertici della polizia. Quelli, della  “macelleria messicana”, per ricordare l’espressione usata dal vice questore Michelangelo Fournier. Aspettando il giudizio della Cassazione non si può non prendere atto di un atto di coraggio da parte dei magistrati della Corte d’Appello, che in un momento storico di conformismo dilagante applicano la giustizia in modo corretto e senza intimidazioni.

Vertici della polizia e dei servizi azzerati, un grave colpo anche per chi sta al di sopra di tutti, quel Gianni De Gennaro che, così si racconta, non sapeva, non commentava, non induceva a falsa testimonianza, insomma quasi ignorava che a Genova ci fosse un G8. Colpisce l’arroganza del capo della Polizia Manganelli che dichiara “Tutti al loro posto fino alla Cassazione.”Non è cosi che si serve lo Stato.

3 Responses to “Per fortuna ci sono ancora Magistrati comunisti.”

  1. Mio padre è stato in un campo di concentramento tedesco durante la seconda guerra mondiale, e tra le altre cose mi ha detto che ai prigionieri veniva dato da mangiare brodo di rape e un piccolo pezzo di pane. Erano costretti a lavorare tutto il giono, ed ovviamente in pochi sopravvivevano. Poi, al mattino arrivava un soldato tedesco che dava calci agli sgabelli di ferro e quello era il segnale di alzarsi dal letto. Chi riusciva ad alzarsi, poteva vivere un altro giorno, chi, stremato, non ce la faceva ad alzarsi, il soldato tedesco, lo picchiava sulle costole con il calcio del fucile, fino a spezzarle, dicendo in tedesco: alzati, alzati! Quando il prigioniero sembrava morto, il soldato dava ordine a due degli altri di caricarlo su una carriola e buttarlo nella fossa comune e gettarci sopra la calce viva. Mio padre mi ha detto anche che una volta un prigioniero fece presente che quello picchiato era ancora vivo e il soldato sparò a tutti e due. Da quella volta, vivo o morto, veniva buttata la calce viva addosso al malcapitato.
    Quando finì la guerra, tutti i prigionieri sopravvissuti di qualsiasi nazione pensarono di trovare il modo di ritornare a casa; tutti tranne i russi, che armati di coltelli e spade “aprivano in due” tutti quelli che indossavano una divisa tedesca.
    Io penso che quando si crede di aver a che fare con un nemico, nemmeno noi stessi, conosciamo la ferocia e crudeltà che possiamo tirare fuori.
    Vedendo il filmato di quella ricostruzione e sapendo quello che è successo, penserei che la forza pubblica che ha causato quello, dovrebbe insistere per una pena adeguata al male fatto, ma ancora di più, c’è da vergognarsi per i loro superiori e quelli che stanno più in alto che hanno portato ad agire in quel modo quelli che poi hanno commesso quei soprusi.
    Antonio. (ho un po’ censurato questo testo).

    • Ti raconto un fatto: Manganelli è di Avellino e da ragazzo faceva il cantante,oltre che studiare. Aveva un gruppo che si chiamava i Giaguari, mi pare. Già da giovane universitario aveva la fissa di fare il poliziotto. Era molto diverso da adesso, nell’animo, dico. Il Potere purtroppo corrompe anche le persone per bene. Io facevo parte di un gruppo che si chiamava “I Madras” ma il mio amico Ardovino non mi faceva suonare, perchè io avevo successo con le ragazze e lui era invidioso.
      Però dovevoscrivergli lettere d’amore alle ragazze che corteggiava.
      Antò la vita è bella ma è pure una merda.

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