Che succede se Fini se ne va?

Il liberale ha svolto un’indagine statistca per comprendere le intenzioni di voto degli italiani nel caso in cui si andasse a votare oggi con Finifuori dal PDL.Sono state prospettate una ipotesi base  e due ipotesi dove erano indicati i vari candidati Premier ed i partiti a sostegno delle candidature. Vediamole:

1) Popolo della Libertà: 29,9%

Partito Democratico: 22,9%
Lega Nord: 12,2%
Italia dei Valori: 6,6%
Unione di Centro: 6,2%
Partito Fini: 5,9%
Movimento 5 Stelle: 3,6%
Sinistra Ecologia Libertà: 3,8%
Federazione delle Sinistre: 1,8%
Alleanza per l’Italia: 1,3%
Lista Pannella-Bonino: 1,1%
La Destra: 1,0%
Movimento per le Autonomie: 0,9%
Partito Socialista: 0,8%
Partito Comunista dei Lavoratori:  0,6%
Fiamma Tricolore: 0,6%
Forza Nuova: 0,4%
Verdi: 0,4%
Scenario uno: Berlusconi candidato da un CDX che perde Fini e l’MPA ma recupera La Destra. Il centrosinistra apre verso il centro ed organizza, una vastissima coalizione sul nome di Mario Draghi; rimangono fuori i Radicali ed i Comunisti per i veti centristi. Spunta la candidatura di Beppe Grillo, altre candidature estreme sia da una parte che dall’altra.
SILVIO BERLUSCONI: 44,3%
coalizione PDL, LN, LD
MARIO DRAGHI: 44,0%
coalizione Fini, UDC, API, MPA, PD, PSI, SVP, VER, SEL, IDV
BEPPE GRILLO: 4,6%
coalizione M5S
PAOLO FERRERO: 2,8%
coalizione FDS
EMMA BONINO: 2,2%
coalizione LPB
MARCO FERRANDO: 0,9%
coalizione PCL
LUCA ROMAGNOLI: 0,8%
coalizione FT
ROBERTO FIORE: 0,4%
coalizione FN
Commento: La candidatura di Draghi disperde in astensione e a sinistra un grande quantitativo di voti, tuttavia la coalizione a molto ampia e porta comunque ad un testa a testa. In questa configurazione è molto forte Beppe Grillo non lontano dal 5%. Berlusconi tiene discretamente grazie alla grande astensione a sinistra e all’apporto di alcuni centristi che non si riconoscono in un’alleanza col CSX. 
Vediamo la seconda ipotesi:
Scenario due: Berlusconi candidato da un CDX che perde ancora Fini e l’MPA e recuperan ancora La Destra. Il centrosinistra ripropone quasi l’Unione e candida Vendola, ipotizzato vincente alle primarie, ma la vera sorpresa è la candidatura di Casini che unisce Fini, MPA, UDC e API. Spunta sempre la candidatura di Beppe Grillo e le altre candidature estreme.
SILVIO BERLUSCONI: 42,7%
coalizione PDL, LN, LD
NICHI VENDOLA: 36,3 %
coalizione PD, PSI, SVP, VER, SEL, IDV, FDS, LPB
PIERFERDINANDO CASINI: 15,3%
coalizione Fini, UDC, API, MPA
  
 
BEPPE GRILLO: 3,8%
coalizione M5S
MARCO FERRANDO: 0,9%
coalizione PCL

LUCA ROMAGNOLI: 0,7%

coalizione FT
ROBERTO FIORE: 0,3%
coalizione FN
Commento: Spunta il terzo polo, Casini va bene anche grazie a Fini che è forte in questa configurazione, questa coalizione strappa consensi ad entrambe le altre due. Berlusconi perde verso il centro ma batte Vendola alla Camera. Al Senato non dovrebbe esserci una maggioranza. E’ lo stallo, probabilmente si andrebbe verso un governo istituzionale.
fantapolitica? Chi lo sa?

3 Responses to “Che succede se Fini se ne va?”

  1. Ma se tutti questi casini di partiti si riunissero in due gruppi o tre e finalmente pensassero un po’ (solo un po’ basterebbe) agli altri italiani che non siano né loro, nè i loro parenti, non sarebbe meglio?
    Non voglio dire che potremmo diventare un Paese civile (per quello ci vorrebbe tanta strada da fare) ma almeno potremmo renderci orgogliosi di essere al di sopra delle scimmie! Il che non sarebbe male!!!
    Antonio.

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