Regione Lazio:fatta la giunta.

Due donne soltanto, un ex Ugl e finiani dimezzati. In rivolta gli esclusi Pdl

La fumata bianca arriva alle nove di sera, quasi 12 ore dopo l’annuncio di Renata Polverini: “Oggi darò la giunta”. In mezzo una giornata di trattative furiose fino a quando fallisce l’ultima mediazione con l’Udc. E la Polverini vara via comunicato stampa una squadra “leggera”: 14 nomi e solo due donne, il minimo sindacale. La legge impone che non siano più di 11 gli assessori di un sesso e lei, per far quadrare i conti, calcola pure se stessa, grazie alla delega alla Sanità.

L’altra delega chiave, quella al Bilancio, va a Stefano Cetica. In squadra anche l’altra amica Mariella Zezza, risarcita con la delega a Lavoro, Famiglia e Politiche sociali.
Storace ottiene per Teodoro Buontempo la delega a Casa e tutela dei consumatori, mentre nel Pdl finisce 6 a 4 per gli azzurri. Tra gli ex An l’uomo di Alemanno, Pietro Di Paolo, avrà Attività produttive e rifiuti. Fuori Franco Fiorito, che sarà capogruppo alla Pisana. Un solo posto al finiano Augello, quello di Luca Malcotti, ma con una delega pesante: Lavori pubblici. Due ai rampelliani: Francesco Lollobrigida (Trasporti) e Antonio Cicchetti (Istruzione e cultura). Poi gli ex forzisti: una squadra in cui è forte l’impronta dei parlamentari Pdl e del premier, che hanno imposto i loro uomini a scapito delle logiche locali. Vicepresidente, con delega all’Urbanistica, sarà Fabio Armeni, portato da Barelli.

Altri assessorati pesanti sono quello all’Ambiente per l’ex sindaco di Albano Marco Mattei, voluto da Cicchitto, e quello agli Enti locali (con la nuova delega alla Sicurezza) per Pino Cangemi, forte dell’asse Tajani-Sammarco. E ancora a Latina Stefano Zappalà, voluto da Fazzone, ottiene Turismo e Made in Lazio a scapito della Cetrone. Mentre Fabiana Santini, capo della segreteria di Scajola, si occuperà di Arte, Sport e Politiche giovanili, il viterbese Francesco Battistoni di Agricoltura. In tutto entrano in giunta solo 6 dei 41 esclusi della lista Pdl. Fuori molti eccellenti: Prestagiovanni, Mazzocchi, Maselli, solo per citarne alcuni. A dare il via alla rivolta 7 consiglieri capitolini che invocano, contro le spartizioni, l’intervento di Berlusconi. Con loro Robilotta, ma anche De Lillo e Gramazio, seccati in prima persona per l’esclusione dei “loro” protetti Luzzi e Palombi. Troppo tardi: la Polverini ha deciso. (repubblica.it – Roma) L’epurazione contro Fini nel PDL comincia proprio nella regione <Lazio, mentre rimane fuori l’UDC, che assicura solo l’appoggio esterno.

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