A quale mulino porta l’acqua Fierro?

Il Presidente della società Alto Calore Patrimonio, Fierro, lo scorso anno, fedele all’impegno assunto presentò le dimissioni  dalla carica di presidente dell’ente pochi giorni prima della data fissata per l’assemblea dei soci. L’Inclito, poi,  si preoccupò poi  di far andare deserta l’assemblea per non correre il rischio che le sue dimissioni fossero accettate. Dopo un anno Fierro  si ripresenta attaccando il consiglio di amministrazione della società Alto Calore Servizi e il suo Presidente Maselli.  Fierro ha infatti inviato  una lettera a tutti i Sindaci- soci della società invitandoli  a non prestare il loro consenso  ad approvare il bilancio dell’ente Alto Calore  Servizi, “anche per evitare le conseguenti responsabilità derivanti dall’approvare un bilancio il cui utile è stato alterato per oltre 3,5 milioni di euro”. L’illecito di cui parla Fierro riguarderebbe l’iscrizione in bilancio quali sopravvenienze attive della somma di €3.517.000. Di quale alterazione  Fierro accusa  Maselli ed il suo consiglio di amministrazione? Di non rispettare un contratto a suo tempo sottoscritto fra i due enti con il quale l’alto Calore Servizi riconoscendo la proprietà di tutte le strutture dell’ex Alto Calore s.p.a in capo alla società di cui Fierro è presidente si impegnava corrisponderle un canone annuo di novecentomila euro. Maselli, dal canto suo, afferma che l’unico bene di cui è proprietario l’Alto Calore Patrimonio è lo stabile in Corso Europa sede dell’Ente. Ritenendo eccessivo il canone della sede dell’ente,  il Presidente ha richiesto una  valutazione all’agenzia per il Territorio di Avellino, che  ha ritenuto che il canone giusto fosse di € 133.200, cioè otto volte in meno di quanto richiesto da Fierro. Sulla base di questa valutazione Maselli ha operato l’iscrizione in bilancio quali sopravvenienze attive di tutte le somme presumibilmente pagate in eccesso. Ovvia la reazione di Fierro che accusa Maselli di falso in bilancio e di altri orribili misfatti. Come tutti sanno la disciplina del  reato di falso in bilancio è stata modificata con la  riforma del 2002, che ha inserito alcuni limiti di punibilità infatti  al di sotto di una certa soglia, il reato viene derubricato a illecito amministrativo.Il reato è comunque punito Con l’arresto fino a due anni, ma la punibilità è esclusa se non altera in maniera sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società o se le falsità determinano una variazione del risultato economico non superiore al 5% o una variazione del patrimonio non superiore all’1%. In quest’ultimo caso, scatta una sanzione amministrativa e l’interdizione dai pubblici uffici da sei mesi a tre anni. b) Con la reclusione da 6 mesi a 3 anni se il fatto è commesso in danno dei soci o dei creditori (è necessaria la querela della parte offesa). Per le società soggette alle disposizioni della parte IV, titolo III, capo II del testo unico del 24 febbraio 1998 (ovvero le società quotate), la sanzione prevista va da uno a quattro anni, ed è perseguibile d’ufficio. La punibilità è esclusa se non altera in maniera sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società o se le falsità determinano una variazione del risultato economico non superiore al 5% o una variazione del patrimonio non superiore all’1%. In quest’ultimo caso, scatta una sanzione amministrativa e l’interdizione dai pubblici uffici da sei mesi a tre anni. c) Con la reclusione da due a sei anni, se il falso in bilancio cagiona grave nocumento ai risparmiatori. Per accertare quindi se effettivamente Maselli abbia commesso gli illeciti di cui è accusato è necessario che il bilancio venga approvato e che sussistano tutte le condizioni di punibilità che la legge prevede. Allo  stato non è possibile fare questa verifica semplicemente perché il bilancio non è ancora approvato. Quindi appare quanto meno intempestiva la lettera di Fierro. Va però riscontrata la singolare coincidenza che l’attacco di Fierro è contemporanea al proposito del Centrodestra Irpino, di cui tanti si è parlato nei giorni scorsi sui giornali, di attaccare tutti gli enti in mano al centrosinistra, fra cui l’alto Calore. Fierro smarcandosi e liquidando il compagno di partito Maselli sta cercando, probabilmente con l’accordo di una parte del centrodestra, di presentarsi come unico interlocutore all’appuntamento del 31 dicembre 2010 con l’Acea. Infatti è bene ricordare che a quella data   l’Alto Calore dovrebbe passare nelle mani dell’Acea per un accordo a suo tempo sottoscritto fra Alemanno e Bassolino. Se questo è vero non si comprende il terrificante silenzio di Enzo De Luca, quello nostro, che dell’Alto Calore è stato anche presidente e che di tutte queste porcherie dovrebbe saperne qualcosa. A questo punto parlare di acqua pubblica è come parlare della vita sugli altri pianeti.

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