Che fare?

Berlusconi ed i suoi Ministri danno assoluta priorità alle riforme istituzionali. Indicando con questo termine qualcosa di oscuro per i più e certamente di molto diverso dagli argomenti attorno ai quali ruotano  la vita e il disagio sociale della maggioranza degli italiani.
Il governo, secondo Berlusconi, è indebolito dallo strapotere del Parlamento e delle altre istituzioni. La verità è che  la Camera e il Senato sono bloccati da una vera e propria invasione di decreti-legge, leggi delega e disegni di legge del Governo.  

Per  istituzionalizzare la prassi autoritaria del governo si vuole modificare la Costituzione, riducendo i poteri dello Stato a meri esecutori degli ordini del governo in carica.
Dietro tutto questo si nascondono gli interessi economici del Presidente del Consiglio e della sua cricca di malfattori. 
La cosa che stupisce che la classe politica che dovrebbe rappresentare l’opposizione invece di denunciare questa deriva sud-americana comincia a fare dei distinguo accettando sostanzialmente un dialogo che li vede sconfitti in partenza Nessuno dice chiaramente no al  Presidenzialismo, nessuno, salvo Di Pietro difende senza riserve la magistratura e la Costituzione.
Ci si appella al Capo dello Stato, chiedendogli di svolgere una funzione di supplenza in assenza di una opposizione che appare sempre più debole e frantumata.

E’ ora di dire chiaramente che non si può dialogare con chi  vuole il presidenzialismo e con chi vuole colpire l’autonomia della magistratura.  

Se il Partito Democratico, che pretende di gestire l’opposizione avrà questa forza dovremo seguirlo, concordando i temi e i tempi. Ma se questo non avverrà ognuno dovrà lavorare per mobilitare tutte le coscienze per difendere la Costituzione Repubblicana e la Magistratura . Opporci al “dialogo sulle riforme” e riaprire nel Paese un discorso sulla democrazia italiana, sulle reali cause della sua asfissia, sulla occlusione dei canali di partecipazione alle scelte generali che interessano l’Italia e il mondo intero, questi gli argomenti all’ordine del giorno dopo la sconfitta alle elezioni Regionali.

2 Responses to “Che fare?”

  1. Io sono convinto della perfetta buona fede di chi ha scritto questo articolo, che io condivido con tutto me stesso, ma la realtà è già da un po’ di tempo un’altra. Una vecchia barzelletta diceva che un contadino voleva far perdere il vizio del mangiare al suo asino, così, giorno per giorno gli dava sempre meno da mangiare. Arrivato alla dose bastante per nutrire un uccellino, il contadino era contento. Però, quando il giorno dopo trovò l’asino morto, esclamò: accidenti, ora che l’asino si era levato il vizio del mangiare, è morto. Sono proprio sfortunato!
    Io sono convinto che tra non molto, quando saremo sotto una dittatura esplicita e riconosciuta nel mondo, si darà la colpa alla sinistra che non ha saputo reagire, a cotanto sfacelo! Come se nella barzelletta di prima si dovesse dare la colpa all’asino della sua morte!
    Prodi, criticabile se si vuole, con un gatto e mezzo in più dell’opposizione, qualcosa era riuscito a fare. Ricordiamoci che aveva a che fare con gente spinta da un potere economico potente e a quanto parrebbe, affiancato dalle mafie che garantivano voti dai più deboli. Ora, al contrario, berlusconi può disporre di tutte le TV, di quasi tutti i giornali, di denaro e puttane ad alto livello, ed in più riesce con bugie ed altro ad apportare ai suoi voleri ancora persone, a parer mio imbecilli. Secondo me, qualsiasi cervello medio capirebbe che più voti si levano dalla sinistra, più vicina è la dittatura conclamata e assestata (non come quella di adesso, solo velata). Dobbiamo aspettare che il voto a sinistra se lo dia solo Bersani o qualche altro? In questo momento, per me (e spero di sbagliarmi) la sinistra è alla “dose dell’uccellino”, forse domani morirà. A me sembra di vedere il mio cane, circondato da leoni, e che non voglio levargli la museruola. E’ molto probabile che ora se gli levassi la museruola, morirebbe egualmente; ma, accidenti, la colpa è stata mia dall’inizio! Sono io che ho voluto questo, anche se inconsapevolmente! Ora non mi resta che piangere e sperare che i miei figli non debbano soffrire troppo a lungo quello che hanno sofferto i miei nonni!
    Questo è quello che TUTTI gli italiani doverebbero pensare e che penseranno in futuro. TUTTI, anche quelli che ora godono per la disfatta della sinistra, che è come il loro cane e come il loro asino!
    Antonio.

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