Captain Beefheart.

Secondo una leggenda metropolitana Captain Beefhearth in quattro ore e mezzo, con Frank Zappa alla consolle la banda “magica” registra il doppio album rock’n’roll più rivoluzionario degli anni sessanta e forse di ogni tempo. Gli ingedienti sono semplici: blues e free jazz alla Ornette Coleman. L’album Trout Mask replica è una colata sonora dissonante e priva delle connessioni usuali. Il critico Steve Huey scrisse “Trout Mask Replica ha avuto più influenza nello spirito che nello stile, come un punto di partenza della letteratura musicale. Comunque, il disco ha fatto capire quali fossero le possibilità infinite della musica rock, quanto si possa ancora sperimentare. L’album ha inoltre creato una sorta di surrealismo musicale che verrà seguito soprattutto nell’era punk/new wave. Matt Groening scrisse che al suo primo ascolto giudicò Trout Mask Replica “la cosa peggiore che avesse mai ascoltato”; ora è uno dei suoi dischi preferiti.

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