Imagine.

Si può essere più forti senza potere? Così risponde Lennon a Vetrano
È il 1971. I Beatles si sono già sciolti da un anno, di comune accordo, su proposta di John Lennon che dal ‘67-’68 ha imboccato un nuovo cammino di ricerca espressiva con Yoko Ono. Qualcuno si illuse che  presto i Beatles sarebbero tornati insieme, qualcuno riversò ogni colpa per lo scioglimento della band su Linda e Yoko e le definì “dark ladies”.
Ma ecco che, inatteso, giunge l’album Imagine, con il quale Lennon non solo dimostra di aver ritrovato se stesso, ma si “marchia” con una canzone simbolo, destinata a diventare un inno universale, una preghiera laica di un ateo militante capace di riassumere con mirabile nitore l’utopia di un’intera generazione per consegnarla eternamente vergine ai posteri.
Il tempo, però, sembra aver dissolto il suo intento provocatorio
Se pensi ad una canzone sulla pace, ad una esistenza libera, senza confini e senza conflitti, canterai per sempre “Imagine”. Non importa quante volte l’hai già sentita; le parole, così semplici e allo stesso tempo  così profonde, ti emozionano ogni volta.
“Immagine” è la pace: la pace tra i popoli, ma anche la pace interiore!
Pensa di ballarla con la donna  che ami sotto un cielo coperto di stelle oppure  a casa mentre i bambini giocano sul letto; pensa di ascoltarla quando incontri dopo tanto tempo un amico carissimo o un figlio quando torna da un lungo viaggio: perché rinunziare all’Utopia, alla forza del Sogno, all’immaginazione che non ha bisogno di andare al Potere perché è più forte senza il Potere?

3 Responses to “Imagine.”

  1. Anch’io sono stato un grande fan di John Lennon, ed ho pianto quando sentii della sua morte. Anch’io pensai che Yoko Ono era stata la causa dello scioglimento del gruppo. Forse non sarà vero, ma io ancora oggi dico che quella donna non mi piace. Stranamente non l’ho mai associata in positivo alla figura del grande Lennon. Comunque, se lui ci stava insieme, vuol dire che lei aveva delle doti nascoste… ma dovevano essere molto nascoste, perchè secondo me, nessuno le ha mai notate. Comunque, ogni tanto, riascolto quella voce, sia quando è melodica, sia quando è più dura. Lui non morirà mai nel ricordo che ha lasciato.
    Antonio.

  2. Gran bel pezzo di storia. Un brano che fa venire i brividi appena lo si ascolta, che fa ancora vibrare dopo averlo ascoltato. Che però purtroppo mi è stato in parte macchiato da quella maratona mediatico-televisiva mandata in onda su Mtv, quando – lo ricorderete – in occasione dell’attentato alle Torri gemelle venne lanciato per 24 ore consecutive, come colonna sonora di quell’inferno. Un conto è la pace che ognuno di noi vorrebbe, un conto è massacrare idealmente una colonna portante della musica per farne un manifesto di un qualcosa che politicamente, poi, ci è stato molto, ma molto poco spiegato.

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