Archive for aprile 1st, 2010

aprile 1, 2010

Gli MC5. Buonanotte compagni.

Gli MC5 (sigla che sta per Motor City 5 = Detroit 5) sono un gruppo rock di Detroit, considerato tra i precursori dei generi punk rock e heavy metal, e tra i più influenti gruppi americani di sempre, in compagnia dei Velvet Underground e dei concittadini The Stooges.

Fondamentali per la nascita del punk, gli MC5 portano la celebrazione della sacra trinità sesso, droga e rock&roll ad un nuovo e inaudito livello che coinvolge testi, mai così sfrontatamente rivoluzionari, e sound capaci di spazzare via ogni convenzione e struttura e tradizione. Nascono alla fine del ’64 a Lincoln Park, Michigan, patria di Iggy Pop e del garage rock, ancora liceali e grezzi musicalmente, ma già sperimentatori di feedback e distorsioni che, lasciando poco all’originalità delle composizioni, mostrano tutta la portata e la forza incendiaria dei loro strumenti. La voce di Rob Tyner e l’interplay fra la chitarra solista di Wayne Kramer e quella ritmica di Fred “Sonic” Smith costituiscono l’asse portante del gruppo che, pur non riuscendo ad uscire dai confini di Detroit, catalizza su di sé le attenzioni delle avanguardie protopunk. L’album di svolta, registrato dal vivo per l’incapacità degli MC5 di portare in studio la loro leggendaria energia, “Kick out the jams” non vende. Ma la breccia nella storia del rock è tracciata e poco importa se questa pietra miliare verrà riscoperta solo ad anni di distanza (il successo non era la loro prerogativa del resto) dall’avanguardia punk britannica.

Questa sera “annozero” è stata una fetecchia. L’unico all’altezza è stato Vauro.

aprile 1, 2010

e questa è la risposta vera.

Mitico Sarno

aprile 1, 2010

Antò a domanda rispondo.

Antò, mi pigli per fesso? o per uno della lega? La canzone era questa e nel film la moglie (Aretha) dice al marito “faresti meglio a pensare invece di precipitarti”. La canzone c’è su you tube. So’ troppo forte!

rivolgere  quesiti più difficili, please.

aprile 1, 2010

Renato,renato.

Perchè Renato Zero è diventato famoso? Perchè scriveva canzoni come queste. Storie vere, in cui si parlava delle ansie di tutti i giorni, di amori veri, quelli del bottegaio, del ragazzo senza un soldo in tasca, del cinema di periferia, dell’amore in macchina. Gli altri scrivevano e scrivono ancora di amori da operetta, non veri, fuori dal mondo. Questa canzone è un commovente racconto di periferia romana.  grande il dialogo con la signora intorno al panino col prosciutto e il formaggino. Uscito nel 1976 in 45 giri assieme a Madame. Antonio dammi il tempo che ti rispondo.

aprile 1, 2010

Beccatevi questa Aretha d’annata.

Don’t Play That Song (You Lied) è un brano musicale scritto da Ahmet Ertegün e Betty Nelson, è originariamente registrato dal cantante soul Ben E. King. Il brano era la title track del terzo album di King Don’t Play That Song, e raggiunse la vetta della classifica statunitense R&B singles chart oltre che la numero undici della Billboard Hot 100, quando venne rilasciata come singolo dalla Atco Records.

Sono un mostro.

aprile 1, 2010

stand by me.

“Stand by Me” è stato classificato al 121° posta nella speciale classifica di Rolling Stone‘S nell’elenco delle  500 migliori canzoni di tutti i tempi. Nel 1999, BMI ha ricordato che è stata la  quarta canzone più eseguita del 20 ° secolo, con circa 7 milioni di prestazioniJohn Lennon ha registrato la sua versione della canzone per il suo album del 1975 Rock ‘n’ Roll.  “Stand by Me” è stato il suo ultimo colpo prima del suo ritiro di cinque anni dall’industria musicale. Cioè, voglio dire Geppino è come uno di quegli zii un pò rincoglioniti a cui tu dici sempre sì, ma poi gli devi dare il colpo di classe. Magari lui manco lo sapeva che John Lennon aveva inciso “stand by me”, ma io che sono la reincarnazione di Otis Reading, vuoi che non sappia queste chicche? Grande Beppe! A proposito Crodino che fine ha fatto?

aprile 1, 2010

Imagine.

Si può essere più forti senza potere? Così risponde Lennon a Vetrano
È il 1971. I Beatles si sono già sciolti da un anno, di comune accordo, su proposta di John Lennon che dal ‘67-’68 ha imboccato un nuovo cammino di ricerca espressiva con Yoko Ono. Qualcuno si illuse che  presto i Beatles sarebbero tornati insieme, qualcuno riversò ogni colpa per lo scioglimento della band su Linda e Yoko e le definì “dark ladies”.
Ma ecco che, inatteso, giunge l’album Imagine, con il quale Lennon non solo dimostra di aver ritrovato se stesso, ma si “marchia” con una canzone simbolo, destinata a diventare un inno universale, una preghiera laica di un ateo militante capace di riassumere con mirabile nitore l’utopia di un’intera generazione per consegnarla eternamente vergine ai posteri.
Il tempo, però, sembra aver dissolto il suo intento provocatorio
Se pensi ad una canzone sulla pace, ad una esistenza libera, senza confini e senza conflitti, canterai per sempre “Imagine”. Non importa quante volte l’hai già sentita; le parole, così semplici e allo stesso tempo  così profonde, ti emozionano ogni volta.
“Immagine” è la pace: la pace tra i popoli, ma anche la pace interiore!
Pensa di ballarla con la donna  che ami sotto un cielo coperto di stelle oppure  a casa mentre i bambini giocano sul letto; pensa di ascoltarla quando incontri dopo tanto tempo un amico carissimo o un figlio quando torna da un lungo viaggio: perché rinunziare all’Utopia, alla forza del Sogno, all’immaginazione che non ha bisogno di andare al Potere perché è più forte senza il Potere?
aprile 1, 2010

In memoria di Papa Giovanni Paolo II

La “Messa di Requiem in Re Minore” è sicuramente l’opera di Wolfgang Amadeus Mozartpiù discussa e controversa. Si tratta d’una composizione classica di musica sacra per orchestra, coro e quattro solisti composta dal celeberrimo artista austriaco nel 1791, un’opera che purtroppo restò incompiuta a causa della prematura morte del suo autore. Bisognosa di denaro, la vedova Mozart consegnò quindi gli spartiti originali ad alcuni allievi del marito, affinché potessero completarne l’opera, commissionata da un nobile misterioso per una lauta cifra; fu soprattutto Franz Süssmayr ad avere l’onore di portare a compimento il “Requiem” di Mozart. Ma ciò non toglie nulla a questo lavoro straordinario, la cui visione è stata ideata da un uomo che molto probabilmente, sentendo l’approssimarsi della morte, scrisse un requiem per se stesso. Musicalmente parlando, il “Requiem” di Mozart – noto fra studiosi e musicisti anche come “K626” – è suddiviso in otto parti – IntroitusKyrieSequentia,OffertoriumSanctusBenedictusAgnus DeiCommunio – per un totale di quattordici brani.

aprile 1, 2010

Mentre Bersani si domanda se ha vinto la gente continua a morire sul lavoro.

31.03.2010 – Mezzane: agricoltore muore schiacciato sotto un trattore
30.03.2010 – Giarre: bracciante gravemente ferito alle gambe da motozappa
30.03.2010 – Bolzano: grave operaio caduto da furgone
29.03.2010 – Roma: perde il lavoro e cade in depressione. Si suicida lanciandosi dal sesto piano
29.03.2010 – Taranto: morto operaio in una cava
29.03.2010 – Caronno Pertusella: morto l’operaio caduto dal camion dei rifiuti
aprile 1, 2010

E’ giusto disobbedire ad una legge ingiusta?

I cattolici non possono accettare le ingiustizie elevate a “diritto” e a leggi, prima fra tutte “l’uccisione di bambini innocenti non ancora nati”: é quanto ha detto papa Ratzinger durante la Messa del Crisma celebrata stamane a San Pietro. Il pontefice non ha parlato dello scandalo della pedofilia che sta investendo la Chiesa, ma ha incitato i cristiani a “rifiutarsi di fare ciò che negli ordinamenti giuridici non è diritto, ma ingiustizia”
papa ratzinger,Santità io sono cattolico, ma prima di tutto sono cittadino italiano e come tale mi sono impegnato a rispettare le leggi del mio stato. Quando non l’ho fatto ne ho pagato le conseguenze, ritenendo giusto farlo.  Queste sue parole se dette da un’altra persona, senza il carisma della sua autorità sarebbero state da considerare istigazione all’eversione. Le rispondo con parole non mie ricordandole che Socrate preferì morire anzichè violare la legge. Pur essendo un buon cristiano e contrario all’aborto, non me la sento di condividere il suo invito pregandola vivamente ad  essere meno sbilanciato nei confronti del governo presieduto dal signor Berlusconi, che non tutti i cattolici ritengono un galantuomo.
Se le leggi, come le Tavole che Mosè ricevette sul Sinai, emanassero direttamente da Dio, sarebbe fuor di luogo discuterne la saggezza e perfezione. Ma le leggi di Atene, come le leggi di qualunque paese in ogni tempo, sono il risultato della decisione degli uomini. Ed anzi degli uomini politici. Esse dipendono dal periodo storico, dalle convinzioni dei legislatori e perfino dai loro pregiudizi. Nulla assicura che siano giuste. Fra l’altro, se fossero sacre, sarebbero anche eterne e invece mutano nel tempo. È perciò opportuno obbedire alle leggi per civismo, quando si pensa che siano ragionevoli, o per paura della sanzione: ma pretendere una sorta di adorazione della norma dello Stato in quanto tale è francamente eccessivo.