la Corte di Giustizia Ue condanna i petrolieri nel Petrolchimico di Augusta:

 Chi inquina paga. E’ questa la conclusione della Corte di Giustizia europea a proposito dei ricorsi presentati da Raffinerie Mediterranee (ERG) SpA, Polimeri Europa SpA, Syndial SpA e ENI SpA. Le sentenze sono state pubblicte oggi e sono la C-380/08, C-379-08 e la C-378-08. L’inquinamento del polo petrolchimico di Priolo-Melilli-Augusta risale agli anni ‘60 da quando cioè un territorio che sarebbe dovuto essere a vocazione naturalmente turistica è stato brutalmente riconvertito in industria pesante con la numerosa presenza e avvicendamento di imprese del settore degli idrocarburi e petrolchimico. Le autorità amministrative italiane hanno imposto alle imprese che si trovano lungo La Rada di Augusta di disinquinare i siti avendo dichiarato il territorio di Priolo «sito di interesse nazionale a fini di bonifica». Le imprese coinvolte hanno presentato ricorso e il TAR della Sicilia ha rinviato la decisione alla Corte di Giustizia europea. Oggi le sentenze che stabiliscono il principio per cui chi inquina paga. Era ora.

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