Il caso lazio.

Il decreto salvaproroghe è un vergognoso rimedio per salvare le liste della Lombardia e del Lazio per gli errori di chi ha  o non ha, come nel caso del Lazio, sbagliato a presentare le liste. Stando però a quello che prevede il decreto  all’art.3 in cui si stabilisce che con ogni mezzo di prova si potrà dimostrare di essere stati presenti nell’ufficio competente al momento della chiusura della presentazione delle liste le liste, si potrebbe concludere che nel caso del Lazio i giudici potrebbero rigettare il ricorso del PDL, perchè in quel caso le liste non sono state conegnate  e  a rigor di logica la lista della Polverini per la provincia di Roma dovrebbe non essere ammessa. Ma le cose purtroppo non andranno così. Vinceremo lo stesso, con i voti della gente che è stanca di una banda di pirati al governo con a capo un signore che corrompe i giudici, i testimoni si fa le leggi quando quelle esistenti lo intralciano. Anche la CEI non ha potuto fare a meno di esprimere il proprio dissenso da questa arbitraria prepotenza di Berlusconi e i suoi sodali.

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