Tristam Stuart, ecologista estremo

I manager dei supermercati e negozi alimentari vari lo sanno, non c’è niente di peggio che vedere degli scaffali semi vuoti. Dà subito una sensazione di povertà, restrizione e miseria.

L’acquirente vuole vedere tante confezioni colorate a portata di mano. Avere la percezione della disponibilità, della possibilità. E il più divertente (a denti stretti) è che la maggior parte di questi acquirenti non ha mai sofferto la miseria o la fame. Ma non potrebbe capire la non disponibilità.

Ed i manager dei supermercati lo sanno. Ed è più facile per loro riempire gli scaffali, e poi buttare l’eccedenza scaduta. Mandando così al macero tonnellate di cibo ancora buono e commestibile. Tanto al massimo si fa un operazione “tre per due” compri tre, paghi due. Perché l’acquirente non è più una persona che ha necessità di cibo per vivere, ma un consumatore che ha il dovere e la funzione di riempire il suo carrello con la sensazione di aver fatto un buon affare. Tanto ci sarà sempre tempo di buttare via il cibo in un secondo momento.

Tristam Stuart ne ha fatto una passione ecologica, “fa la spesa” direttamente dai cassonetti dietro i supermercati, riesce a recuperare spese complete (yogurt, frutta, carne, cibi pronti, pane, …) per valore di centinaia di euro. Il sig. Stuart non è un senza tetto, non è un clochard. Il sig. Stuart è laureato a Cambridge, lavora, ha pubblicato un libro ed. Bruno Mondadori, Sprechi.

Tristan Stuart denuncia, dati alla mano, le montagne di cibo buono buttato via regolarmente, cibo che potrebbero sfamare persone bisognose, anziani con la minima, senza tetto, ….

Dice, analizzando un salame italiano recuperato nel cassonetto di un supermercato vicino a Brighton: “prendiamo questo salame italiano. È stato distrutto un pezzo di foresta amazzonica per far crescere la soia, importata in Europa e usata per sfamare i maiali, poi macellati, lavorati, insaccati, messi in vendita. E buttati via”. Per dimostrare la bontà delle sue teorie nel mese di dicembre a Londra h organizzato un pranzo gratis per cinqemila persone usando cibi scartai come rifiuti dalla grande distribuzione. “Abbiamo servito 3.500 porzioni di curry, tre tonnellate di rodotti alimentari e circa mezza tonnellata di frullati.” ha dichiarato orgoglioso Tristam.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: