Si ferma la Fiat

Il gruppo Fiat ha deciso di fermare la produzione in tutti gli stabilimenti della divisione auto dal 22 febbraio al 7 marzo. Lo ha reso noto la società, precisando che la misura, che coinvolge circa 30mila addetti, si è resa necessaria in seguito all’assoluta mancanza di ordini a partire dai primi giorni di gennaio. «Prevedendo che questo andamento negativo continui – scrive Fiat che ha recentemente presentato i conti 2009 – è quindi necessario adeguare i livelli produttivi alla domanda. Gli stabilimenti interessati al fermo delle attività sono Mirafiori, Termini Imerese, Sevel, Sata – Melfi, Cassino e Pomigliano. Il governo per bocca del ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola ha criticato la decisione dell’azienda. In particolare, il ministro ha detto che, proprio in questo periodo in cui si stanno conducendo le trattative su Termini Imerese, «questa rapidità di decisione della Fiat di avviare la Cig a fine mese per tutti gli stabilimenti mi pare una decisione non opportuna». Anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, è critico sulle decisioni delle aziende e ha “Qualcuno lo chiamerebbe un ricatto». Il ministro Scajola parlando degli incentivi ha dichiarato che, il governo sta studiando la possibilità di rinnovarli. Il governo ancora una volta dimostra di non avere una politica industriale seria che serva a far uscire l’industria italiana dalla crisi. Ha ragione Epifani segretario generale della CGIL quando afferma che sulla crisi del settore auto il governo deve aprire gli occhi e decidere. Le misure tampone non servono a nulla. Occorre invece un piano di politica industriale generale, così come è successo in tutte le altre nazioni europee. Negare gli incentivi o ridurli significa metter per strada centinaia di migliaia di lavoratori e condannare al fallimento centinaia di piccole azione della cd. Subfornitura. Allora bisognerebbe fare come in altri paesi in cui si sta provvedendo non solo a misure per il settore auto e, in tal senso, è emblematico il caso della Francia dove si stanno adoperando per aiuti «al settore del trasporto e delle costruzioni aeree mentre, in altri Paesi, si stanno affrontando problemi legati alle infrastrutture e alla formazione». Aiutare la Fiat e tutti i settori industriali in difficoltà in questo momento con strumenti mirati significa generare un effetto domino benefico che aiuterebbe alla fine tutto il comparto industriale e quindi , anche le piccole e piccolissime imprese.Piuttosto la concessione dehli incentivi dovrebbe essere legata ad un corrispettivo da parte dell’azienda ad investimenti in ricerca, sviluppo di settori alternativi.

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