I magistrati ne sanno una più del diavolo.

Una buona notizia che avrà fatto sicuramente incazzare Heil Bossi. Ma tant’è! E’ la democrazia bello!Se una borsa di studio prevede fra i requisiti minimi «la cittadinanza italiana è discriminatoria» e va modificata. Lo stabilisce un’ordinanza del Tribunale di Brescia che impone alle amministrazioni leghiste di Chiari e Castel Mella di eliminare appunto la clausola della nazionalità tra i requisiti per l’accesso ai bandi comunali destinati a studenti meritevoli. Così hanno deciso i magistrati accogliendo il ricorso presentato dalla Fondazione Piccini, dall’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) e dalla Cgil di Brescia.
Se l’amministrazione guidata da Ettore Aliprandi (Castel Mella), dopo aver ricevuto notizia del ricorso, ha ritirato la delibera, riaprendo i termini per l’ottenimento delle borse di studio e togliendo la «postilla discriminatoria» (sobbarcandosi comunque 600 euro per il pagamento delle spese legali), a Chiari l’amministrazione non ha ritirato la delibera.

E un bel vaffanculo a Maroni non ce lo mettiamo?

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