Archive for gennaio 22nd, 2010

gennaio 22, 2010

Buonanotte compagni.

Ciao Toni amico, ma non troppo. Buon viaggio verso il paradiso dei santi bevitori. Sono sicuro che proverai ad ubriacare anche il Padreterno.  Dove andrai troverai  bar,  bettole, tanti locali  e una grande città: la Las Vegas del Paradiso. Incontrerai tutti i santi  bevitori di cui mi hai parlato e giocherai ancora una volta quelle memorabili partite che mi hai raccontato. Non hai sperperato i tuoi giorni. Finchè hai potuto te la sei goduta. Cadillac man, con che macchina stai andando in paradiso? Con una bella limousine bianca una bottiglia appena stappata ed una bella donna che ti fa compagnia.  Buon Viaggio amico mio. Sei stato senza coscienza ed è stato giusto così.

Buonanotte compagni.

gennaio 22, 2010

Licenziato perché marocchino. Il magistrato ordina la reintegrazione..

Un’altra brutta notizia per  Heil Bossi e la sua banda di scalmanati neofascisti.

E’ accaduto a Genova dove un altro magistrato comunista ha reintegrato nel posto di lavoro un  giovane marocchino, Simohamed Kaabour, 28 anni, che nel frattempo è diventato cittadino italiano. Il signor Professore è stato licenziato  due anni fa dalla scuola media Volta-Gramsci di Cornigliano perché straniero. L’insegnate si  è rivolto al Tribunale del Lavoro di Genova e  i giudici gli hanno dato ragione: la scuola – e di conseguenza il ministero della Pubblica Istruzione – lo hanno «discriminato», il professore nordafricano ha diritto ad insegnare, e a tornare in graduatoria. Il ministero gli deve un risarcimento materiale – per il periodo in cui è stato messo alla porta – ed uno morale. Per un curioso gioco di omonimie, il giudice che ha pronunciato l´ordinanza si chiama Bossi. Margherita Bossi.

Avrebbe comunque acquisito il diritto ad insegnare, perché nel frattempo è diventato cittadino italiano. «Ma ho continuato a chiedere giustizia per una questione di principio. E perché altri stranieri come me abbiano la possibilità di insegnare nelle scuole italiane, contribuendo alla crescita culturale di tutti».

«Ero fiducioso, ho sempre creduto nella giustizia italiana», sorride Simohamed Kaabour. «Sono contento di passare alla storia di questo Paese, che è anche il mio Paese. In un periodo che non è certo dei migliori». Il professore spera che l´ordinanza del tribunale sia di stimolo per tutti. «Anche per quelli che vorrebbero non più del trenta per cento di studenti stranieri nelle classi. Io ho avuto la fortuna di essere ‘contaminato´ da due culture straordinarie – marocchina ed italiana -, e credo mi abbia permesso di essere una persona migliore. Conoscersi, comunicare: non c´è lezione migliore per qualsiasi studente, e di qualsiasi età».

Anche in questo caso il vaffanculo a Maroni è d’obbligo.

gennaio 22, 2010

I magistrati ne sanno una più del diavolo.

Una buona notizia che avrà fatto sicuramente incazzare Heil Bossi. Ma tant’è! E’ la democrazia bello!Se una borsa di studio prevede fra i requisiti minimi «la cittadinanza italiana è discriminatoria» e va modificata. Lo stabilisce un’ordinanza del Tribunale di Brescia che impone alle amministrazioni leghiste di Chiari e Castel Mella di eliminare appunto la clausola della nazionalità tra i requisiti per l’accesso ai bandi comunali destinati a studenti meritevoli. Così hanno deciso i magistrati accogliendo il ricorso presentato dalla Fondazione Piccini, dall’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) e dalla Cgil di Brescia.
Se l’amministrazione guidata da Ettore Aliprandi (Castel Mella), dopo aver ricevuto notizia del ricorso, ha ritirato la delibera, riaprendo i termini per l’ottenimento delle borse di studio e togliendo la «postilla discriminatoria» (sobbarcandosi comunque 600 euro per il pagamento delle spese legali), a Chiari l’amministrazione non ha ritirato la delibera.

E un bel vaffanculo a Maroni non ce lo mettiamo?

gennaio 22, 2010

Elezioni Regionali 2010: Ancora incertezze sulle alleanze.

L’UDC anche se con molte riserve da una parte e dall’altra sembra aver ormai deciso la strategia da adottare in queste ultime battute sulle alleanze prima delle candidature ufficiali.  Oltre all’accordo con il centrodestra  nel Lazio si aggiungono di fatto Campania e Calabria. Resta in sospeso la Puglia, in attesa delle primarie. Qualora prevalesse Boccia del PD, l’UDC lo appoggerebbe di certo, altrettanto certo il non appoggio in caso vincesse Vendola.  Forse anche per questo il CDX non ha ancora scelto il proprio candidato, sperano ancora di imbarcare i centristi. Qualche dubbio si insinua anche in Liguria dove l’accordo CSX-UDC sembrava fatto; probabilmente però qui rientrerà tutto.

Ricapitoliamo le alleanze:

PIEMONTE: CSX+UDC, probabile accordo tecnico coi Comunisti. Sicura la presenza di una Lista Grillo, forse presente il PCL. Possibile la presenza di una candidatura di disturbo a scapito di Cota.

LIGURIA: CSX+UDC quasi certo. Anche i Comunisti dentro. Forse presente il PCL. Ci dovrebbe essere anche Forza Liguria, comprensibilmente a disturbo di Biasotti.

LOMBARDIA: UDC in solitaria, ci sarà Grillo e forse altre candidature, nulla di rilevante ai fini del risultato. Qui i Radicali corrono soli, così come i Comunisti.

VENETO: UDC in solitaria, probabile presenza di svariati candidati, compreso Grillo.

EMILIA ROMAGNA: UDC in solitaria, tutto facile per il CSX. C’è Grillo.

TOSCANA: UDC in solitaria, la Lega vuole andare sola, comunque niente di decisivo. I Radicali corrono soli.

MARCHE: CSX+UDC, alleanza forse decisiva per la conferma di Spacca, probabilmente i Comunisti soli.

UMBRIA: UDC in solitaria, CSX senza un candidato, comunque ce la farà.

LAZIO: CDX+UDC ufficiale, alleanza potenzialmente decisiva; ci sarà Fiore con ogni probabilità.

CAMPANIA: CDX+UDC quasi ufficiale, CSX senza candidato.. C’è una candidatura di Grillo e forse dell’MPA

PUGLIA: CSX+UDC se Boccia vince le primarie, alleanza molto importante e competitiva; se vince Vendola UDC forse solo, forse col PDL. Incertezza assoluta, anche sul candidato di CDX. I Radicali corrono soli.

BASILICATA: CSX+UDC con De Filippo, facile conferma. Il CDX candida Magdi Cristiano Allam. I Radicali corrono soli, probabilmente anche i Comunisti.

CALABRIA: Si va verso CDX+UDC con Scopelliti. Sicuramente favoriti. Il CSX è nei guai e senza candidato.

gennaio 22, 2010

Andar per trattorie nelle langhe: risotto al barolo.

Tritate finemente cipolla e rosmarino e rosolateli a fuoco dolce in 30 grammi di burro in un tegame.

Unite il riso, tostatelo per un paio di minuti e copritelo col vino Barolo; fatelo asciugare senza rimestare, poi bagnatelo col brodo fino a cottura. Aggiustate di sale e pepe, secondo il gusto. A cottura ultimata, togliete dal fuoco e mantecate col rimanente burro. Fate riposare un paio di minuti e servite.

Ingredienti per 4 persone:

300 gr di riso carnaroli,

una cipolla,

un rametto di rosmarino possibilmente fresco,

 4 bicchieri di vino Barolo,

60 gr. di burro,

 un litro di brodo vegetale o di carne

sale e pepe q.b.

Il miglior risotto al Barolo si gusta nelle trattorie di Alba. N.B. usare vino giovane.

gennaio 22, 2010

“Siamo gay. Vogliamo sposarci”

Lo sciopero della fame lo faranno in diretta web. Francesco e Manuel vogliono sposarsi ma il Parlamento sembra abbia dimenticato il progetto sulle unioni civili. Ieri hanno protestato sotto le finestre di Montecitorio: oggi, dalla casa a Savona, mostrano online la loro vita senza cibo. “Non mangeremo finché Montecitorio non metterà in calendario le proposte di legge sui matrimoni gay”. Non gli piacciano i paragoni con il Grande Fratello ma assicurano che la webcam rimarrà accesa tutto il giorno. “Trasmetteremo sul nostro sito .
Racconteremo i nostri tormenti e vivremo insieme, virtualmente, a tutti coloro che vogliono sostenerci”.

Francesco Zanardi, 38 anni, imprenditore nel settore informatico, fondatore del movimento Gay Italiani, e Manuel Incorvaia, 22 anni, precario, convivono dal 2007 a Villapiana. Hanno un sogno, sposarsi: i parlamentari gli avevano fatto sperare che presto sarebbe stata varata una legge per le unioni civili e anche il sindaco di Savona gli aveva promesso che avrebbe ufficializzato la loro convivenza, ma le parole si sono perse nel vento e dall’agenda politica il progetto è svanito.

Per questo, Francesco e Manuel hanno iniziato lo sciopero della fame. Nonostante le associazioni gay europee li abbiano avvertiti che con i tempi della politica italiana rischiano di morire di fame, la coppia non demorde: “Abbiamo chiesto consiglio a Marco Pannella: chi, meglio di lui, ci poteva consigliare come sopravvivere allo sciopero della fame”, dice con una punta di ironia Francesco. “Ci ha consigliato di bere tre cappuccini al giorno, ingoiare vitamine e bere, bere tanto. Faremo come lui ci ha detto”.

Sono convinti che la loro battaglia sia giusta, e se il web gli permetterà di avere una visibilità maggiore, ben venga internet: “ Vorrà dire che per mantenere un po’ della nostra privacy, ogni tanto abbasseremo l’audio”. Dalla telecamerina montata sul pc si scorge la finestra del salotto che si affaccia sul balcone e nell’o mbra si intravede il sofà. Francesco, tra i due quello che si mostra più disponibile a sostenere il confronto, in maglietta a maniche corte e cuffie alle orecchie, risponde a chi lo chiama, parla della sua condizione e delle discriminazioni di cui spesso è vittima la comunità gay.

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“In Italia ci sono due modi per essere omosessuali: l’una, quella scelta da me e da Manuel è mostrasi al mondo così come si è, senza nascondere nulla a nessuno, in pace con se stessi. Oppure non essere visibile: meno problemi sociali ma molti più interni. Lo Stato ti fa sentire un essere sbagliato. Ma noi non siamo sbagliati. Vogliamo il rispetto dei diritti riconosciuto ai coniugi eterosessuali, così come sancito dalla Costituzione”.

Poi Francesco racconta: “Una sera, durante un viaggio in Grecia, sono stato vittima di una grave aggressione omofobica. Mentre ero all’ospedale pensavo: se da qua non uscirò vivo, Manuel perderà tutto. Non solo me, ma anche tutti i miei averi, la casa, le pensione, tutto. Noi due viviamo come marito e moglie, ma per la legge italiana Manuel non ha alcun diritto, non esiste. E queste cose non sono accettabili in uno stato di diritto”.

Sergio Rovasio, segretario dell’associazione radicale Certi Diritti, il primo a sostenere la protesta della coppia di Savona, è convinto che “se in Italia ci fossero 2-300 pazzi come loro, avremmo già fatto la rivoluzione sui diritti civili”. ”Ma pazzi non siamo”, replica con lo stesso spirito ironico Francesco. “Ci appoggiano don Franco Barbero, il leader delle comunità cristiane di base; Anna Paola Concia, Vladimir Luxuria e Franco Grillini, parlamentari ed ex parlamentari che da sempre combattono contro le discriminazioni. Andremo avanti con lo sciopero della fame finché la politica italiana non si ricorderà di noi”.

fonte la Repubblica: Bruno Persano

gennaio 22, 2010

Ciao Toni.

Questa notte Toni se n’è andato. E’ morto solo come era vissuto. Casa sua era vuota, solo estranei. Non era un brav’uomo. Per lo meno non lo era nel senso tradizionale del termine. Partito da un paese dell’alta Irpinia in cerca di fortuna, era approdato a Chicago negli anni sessanta e alla fine ce l’aveva fatta. Aveva fatto i  soldi con un ristorante. Era un grande bevitore e tutti i soldi che aveva guadagnati li spendeva a Las Vegas fra donne  e tavoli da gioco. Guardava la vita con cinismo. Alla fine de millennio era tornato in Italia, per trascorrere il tempo che la vita gli dava ancora, fra le sue montagne, fra la sua gente. ha aspettato un pò prima di morire, ma poi si è arreso. Ciao amico mio.

gennaio 22, 2010

Processo breve.

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dura lex sed lex

gennaio 22, 2010

ENERGIA PULITA PER LE ISOLE EGADI

 

 

 Favignana, Levanzo e Marettimo saranno un laboratorio avanzato per lo sviluppo delle rinnovabili, l’efficienza energetica e l’abbattimento della CO2 nelle isole minori. Quello delle Egadi sara’ il primo arcipelago a basse emissioni di CO2. Il progetto, finanziato dal bando del ministero dell’Ambiente, prevede un risparmio di quasi 6 milioni di kWh, l’ammodernamento delle infrastrutture energetiche e nuova occupazione. Il finanziamento di 1.165.000 euro, sui 4 milioni complessivi, deriva dal bando ‘Fonti rinnovabili, risparmio energetico e mobilita’ sostenibile nelle isole minori’ del ministero dell’Ambiente. Gli obiettivi del progetto ‘Sole e stelle delle Egadi’ sono di favorire, nel territorio delle tre isole siciliane, Favignana, Levanzo e Marettimo, la diffusione delle energie rinnovabili e promuovere tecnologie per l’efficienza e la mobilita’ sostenibile che porteranno ad un risparmio energetico di circa 5.700.000 kWh elettrici all’anno e dal conseguente abbattimento delle emissioni di CO2 del 36% rispetto al livello attuale. Il piano di interventi, prevede l’utilizzo di diverse tecnologie: impianti fotovoltaici e solari termici integrati nell’architettura del luogo e nel paesaggio per edifici pubblici e privati; generatori a oli vegetali con motori con potenza di circa 100 kW; un progetto di mobilita’ sostenibile che prevede biciclette a pedalata assistita, motorini elettrici, colonnine e pensiline fotovoltaiche per la ricarica dei mezzi; un intervento sull’illuminazione pubblica che sostituira’ le lampadine esistenti con nuove lampade a LED senza modificare la morfologia dei lampioni; infine, un progetto di forestazione del Bosco di Favignana. Verranno, inoltre, proposti e organizzati Gruppi d’Acquisto Solidali (GAS) di tecnologie rinnovabili per i cittadini delle tre isole.
gennaio 22, 2010

Cassazione: Il padre clandestino puo` rimanere in Italia per assistere il figlio minore

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 823 del 19 gennaio 2010, ha accolto il ricorso con cui un uomo, clandestino, aveva chiesto l’annullamento del provvedimento della Corte di Appello di Milano che aveva disposto il suo rimpatrio nonostante lo stesso fosse padre di due minori.

Mentre i giudici di secondo grado avevano ritenuto che, nel caso in esame, non sussistessero quelle condizioni di carattere eccezionale, strettamente collegate alla salute del minore, tali da giustificare, ex articolo 31 Decreto legislativo n. 286/98, la permanenza del genitore in Italia, secondo la Cassazione, per contro, poiche` la disposizione citata non tratta di situazioni eccezionali o eccezionalissime ma piu` semplicemente di “gravi motivi che vanno valutati tenendo conto delle condizioni di salute e dell’eta` del minore”, non era da ritenere che, nel caso di specie, l’interesse del minore fosse strumentalizzato al solo fine di legittimare la presenza di soggetti privi dei requisiti dovuti per la permanenza in Italia. A seguito della decisione, l’uomo potra` assistere i figli restando in Italia per altri due anni.

E vaffanculo a Maroni.