Bettino ,Bobo ed Aidid, storie di ordinaria corruzione.

Questa mi mancava. Rovistando in internet e negli archivi telematici dei giornali ho scoperto questa perla che non farà piacere a coloro che in questi giorni suonano la grancassa della riabilitazione di Craxi. Il fatto risale al 1989 anno in cui il generale Somalo Aidid insieme al cognato Ali Hasci Dorre  intentò una causa presso la magistratura italiana a Paolo Pillitteri (che dal 1978 al 1986 era stato presidente della Camera di commercio italo-somala), Pietro Bearzi e Bettino Craxi, accusandoli di non aver onorato un accordo che prevedeva la provvigione (o tangente) del 10% su ogni affare procurato in Somalia. Il 25 novembre 1991 la prima sezione del tribunale civile di Milano respinse  l’istanza per «carenza probatoria», cioè la richiesta andava  bocciata per esclusive ragioni processuali: sarebbe mancata  la “legittimazione ad agire”, ossia la prova che i due somali fossero autorizzati a rappresentare il loro Stato. I due somali furono condannati al pagamento delle spese processuali: 73.600.000 lire a Pillitteri, 72.600.000 a Craxi. Aidid e suo cognato rivendicavano un pagamento di circa 50 miliardi, perché a loro dire i socialisti milanesi avrebbero  versato solo un acconto di un milione e centomila franchi svizzeri, strappato il 19 febbraio dell’ 87, dopo molte inutili insistenze con Bearzi, “grazie alla mediazione di Bettino Craxi e di suo figlio Vittorio”.  

Capito?

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