regionali 2010: inizia la bagarre

ROMA – Il Pd alle prese con il rebus delle elezioni regionali. Se in Puglia il partito di Pier Luigi Bersani ha incassato il sì di massima dall’Udc per Francesco Boccia, nel Lazio a Nicola Zingaretti è stato affidato un mandato esplorativo per cercare candidature, mentre nel Pd romano c’è chi starebbe pensando a Emma Bonino che oggi è ufficialmente scesa in campo. Ma intanto esplode il caso Umbria, con l’auto candidatura di due big del partito. Il mandato a Zingaretti. La segreteria nazionale e quella regionale del partito hanno dato mandato a Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, di cercare un antagonista al candidato del Pdl Renata Polverini e accertare “le condizioni politico-programmatiche e la candidatura più idonee e coerenti per costruire una nuova e larga alleanza per le elezioni regionali nel Lazio. Nicola Zingaretti – conclude la nota – si è impegnato a svolgere questo incarico nel più breve tempo possibile”.

Diversamente dall’incarico esplorativo su se stesso conferito a Francesco Boccia per la Puglia, quello a Zingaretti è un vero e proprio mandato esplorativo per risolvere la difficile situazione politica che si è venuta a creare nel Lazio dopo lo scandalo Marrazzo. A precisarlo è lo stesso Zingaretti, che parla di “ruolo terzo di mera esplorazione”. Il suo compito (difficile e da svolgere in pochissime ore, “riferirò entro giovedì”, ha fatto sapere) è di mettere insieme attorno a uno stesso nome una coalizione che vada dalla sinistra all’Udc, che nel Lazio sembra sempre più orientata a scegliere il Pdl. Emma Bonino in campo. Oggi, intanto, Emma Bonino ha rotto gli indugi e ha annunciato la propria candidtura alla presidenza della Regione Lazio per la lista Bonino-Pannella. “La mia candidatura rappresenta un’alternativa per tutti quei cittadini che ancora credono nello stato di diritto e nella legalità nel nostro Paese. Sappiamo di poter dare un servizio ai cittadini”, ha spiegato la vice presidente del Senato. “Candidature autorevoli, anche all’esterno del Pd”. A questo punto, se il partito di Casini alla fine dovesse andare con il Pdl, per il centrosinistra sarebbe quasi impossibile raggiungere la vittoria e il Pd potrebbe anche lavorare a una un’intesa sul nome della stessa leader radicale (un’ipotesi, questa, alla quale starebbe lavorando una parte consistente del Pd romano, anche se non è piaciuta affatto la fuga in avanti di oggi). A confermarlo ci sono le stesse parole di Zingaretti: nel corso del suo incarico avrà “la possibilità di verificare candidature autorevoli, anche all’esterno del Pd, in modo da costruire una coalizione larga e capace di vincere”.

 L’alleanza con l’Udc in Puglia. L’Udc intanto ha fatto sapere di essere disponibile ad appoggiare Francesco Boccia in Puglia, “indipendentemente da Vendola”, ma ad una condizione precisa: entro lunedì il candidato deve presentare la coalizione che lo sostiene. Lo ha detto Pier Ferdinando Casini. “Basta indugi – ha detto il leader centrista – il Pd faccia la sua scelta, la pantomima non può continuare oltre, se no da lunedì si apre una partita diversa”. Casini, durante una breve conferenza stampa a Montecitorio, ha assicurato l’intenzione di appoggiare il Pd, anche a costo di perdere, però facendo chiarezza con una coalizione che tagli con la sinistra no global e con le ”pretese” di Vendola: ”Noi – ha sottolineato – siamo anche disponibili a perdere con Boccia. Il Pd – ha ribadito – oggi è chiamato a scegliere. Scelga Boccia e andiamo subito a una coalizione”. L’Idv: “Quale candidato?”. Anche l’Idv incalza il Pd: “Ci dica qual è il candidato definitivo. Se è Boccia, appoggeremo Boccia; se è Vendola, appoggeremo Vendola; se è Emiliano, appoggeremo Emiliano. Se dovesse essere altra persona, ce lo dicessero per tempo perchè il giorno dopo le elezioni non è più possibile appoggiarlo”, ha detto stasera Antonio Di Pietro, parlando a Bari con i giornalisti del candidato del centrosinistra alle regionali in Puglia. L’Idv non pone preclusioni nei confronti né di Vendola né di Emiliano né di Boccia. “Ribadiamo il nostro impegno anche a livello regionale – ha concluso Di Pietro – di appoggiare la costruzione di una coalizione di centrosinistra”. L’udc e la Polverini. Diversa, invece, lo schema delle aleanze per il Lazio. Nel pomeriggio una fonte dell’Udc regionale aveva fatto sapere che per la Pisana “c’è la possibilità di un colpo di teatro in extremis, ma ormai i giochi sembrano fatti e tutto propende per una nostra alleanza con il Pdl e Renata Polverini”. “Oggi – aveva aggiunto la fonte – c’è stata pure l’ufficializzazione della candidatura di Emma Bonino, un nome pesante, di caratura nazionale, che sicuramente porterà i Radicali oltre i consensi che abitualmente ricevono e toglierà molti voti al centrosinistra”.

 Il caso Umbria. Intanto cresce il caos tra i democratici in Umbria. Il Pd, al momento, ha due candidati in campo: la presidente uscente Rita Lorenzetti (che sarebbe al suo terzo mandato) e Mauro Agostini, ex tesoriere del partito. Entrambi sono disponbili a correre alle primarie. Oggi è saltata la riunione della segreteria regionale ed è stata rinviata all’8 gennaio per tentare di districare la matassa nei prossimi giorni. La Lorenzetti, da parte sua, ha bisogno di una deroga allo statuto regionale del partito che non prevede un terzo mandato e dalla sua potrebbe avere la maggioranza: il documento per la sua ricandidatura è stato firmato da 130 esponenti dell’assemblea regionale Pd, su 250 membri.

fonte La Repubblica

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