Lettera di nencini, segretario nazionale psi, a di pietro

“Egregio on. Antonio Di Pietro, vogliamo voltare pagina e cominciare il nuovo anno parlando di politica anziché di manette?” In questi anni e in questi giorni, lei non ha mai smesso di dimostrare nei confronti di Bettino Craxi un atteggiamento livoroso e, a dieci anni dalla sua morte, anche inutilmente aggressivo.Io non ho intenzione di negare la funzione pubblica del lavoro da lei compiuto, assieme ad altri magistrati, quando vestiva i panni di Pubblico Ministero, anche se ritengo che nel corso di quelle inchieste, conosciute come Tangentopoli, siano state compiute forzature, violenze e ingiustizie. Allo stesso modo non voglio sottovalutare il problema, attualissimo oggi forse anche più di allora, del finanziamento illecito e illegale della politica, segno evidente che la questione non si è risolta con quelle indagini. Non posso però accettare che ancora oggi la questione venga ridotta nei termini di una vicenda giudiziaria, per di più apparentemente confinata a Bettino Craxi e al PSI. Resto convinto che quanto il leader socialista ebbe a dire nel suo discorso alla Camera il 3 luglio del 1992, non solo fosse assolutamente giusto, ma anche che la mancata o insufficiente risposta del mondo politico alle sue domande, ieri come oggi, costituisca un grande ostacolo per la nascita della seconda Repubblica e una tara insopportabile per tutta la sinistra italiana. Egregio onorevole così come oggi io valuto lei per le sue iniziative politiche e non certo per le sue passate vicissitudini giudiziarie, né per i suoi legami con la Milano ‘da bere’, o tantomeno mi faccio condizionare dalle inchieste giornalistiche sulla sua persona, altrettanto le chiedo di fare con Craxi e il PSI. Oggi lei non è più magistrato, ma è un esponente di primo piano della politica, divenuto tale grazie alla notorietà acquisita in quelle inchieste. A questo punto le chiedo: non ritiene che sia ora di separare il piano giudiziario del caso Craxi da quello della politica? Torno a chiederglielo a dodici anni dalla sua elezione al Mugello, mio vecchio collegio elettorale: vuole confrontarsi con me, in qualità di segretario dell’attuale Psi e dunque ideale erede anche dei pensieri e degli atti di Bettino Craxi, in un dibattito pubblico, quando e dove meglio vorrà?”

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