Sinistra e libertà: una scelta difficile.

Quando si è cominciato a discutere della possibilità di costituire un’aggregazione intorno al progetto di Sinistra e Libertà,  il gruppo socialista che si riconosceva nella “sinistra che unisce”ha risposto con entusiasmo all’iniziativa. Ci si è riconosciuti nel progetto e abbiamo dato il nostro contributo di idee e di lavoro perché il progetto andasse avanti.

Dopo Bagnoli, le cose sono cambiate a seguito di un crescendo di avvenimenti a volte contraddittori, che hanno raffreddato gli entusiasmi e cambiato il volto e le prospettive di quella che si preannunciava come una nuova stagione della sinistra.

Due gli avvenimenti che hanno cambiato il volto di Sinistra e Libertà. Da una parte il Partito Socialista è venuto meno agli impegni presi, usando come pretesto le  accelerazioni date al progetto. Anche i Verdi dopo il  congresso sono venuti meno e si sono ritirati in uno  splendido isolamento in attesa di tempi  migliori e di padroni più rassicuranti. I verdi non appartengono alla tradizione culturale della sinistra. La  loro dissociazione non meraviglia più di tanto.  Più grave il comportamento di Nencini, che perseguendo un piano che aveva come unico scopo quello di garantirsi la sopravvivenza politica, non ha esitato un attimo a tirarsi fuori dalla mischia. Anche Vendola ha le sue responsabilità, perché se non avesse accelerato sulla questione partito, probabilmente le cose sarebbero andate diversamente. Fare il partito dopo le elezioni, se i socialisti avessero rispettato gli impegni, non avrebbe cambiato niente. Va anche detto che il Psi, probabilmente non aveva mai voluto fare  il partito né in forma federata, né in forma organica.

Dopo il venir meno dei socialisti e dei verdi, le prospettive di Sinistra e Libertà sono cambiate. Non più un’aggregazione positiva delle varie anime della sinistra, ma un coacervo di persone intorno al nucleo forte di Sinistra Democratica. Noi di “Quaderni socialisti” non siamo comunisti e non ci riusciamo ad identificare in un formazione prevalentemente comunista che tende a far valere la regola dei numeri. Sinistra e Libertà avrebbe dovuto tener conto degli sforzi fatti dai socialisti, come noi  per poter intraprendere il cammino di Sinistra e Libertà senza un partito, senza un’organizzazione. Invece ci è stato detto che dovevamo adeguarci. Dopo il fallimento della costituente socialista, abbiamo assistito ad un secondo fallimento.

Sinistra e libertà avrebbe rappresentato una novità ed un’opportunità. Oggi non è così. Saremo vicini ai compagni di sinistra e libertà e condivideremo le loro scelte, quando lo riterremo opportuno. Ciononostante così come abbiamo negato legittimazione ad un partito socialista asfittico e moribondo, altrettanto faremo con Sinistra e Libertà.

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