riscattare l’immigrazione buona e scartare l’altra

I ministri fascisti della lega all’estero mostrano il loro vero volto.

Articolo di Politica interna, pubblicato mercoledì 9 dicembre 2009 in Spagna.

[El País]

Intervista a Luca Zaia Ministro italiano delle politiche agricole e dirigente della Lega Nord

Afferma di essere innamorato della Spagna, per i suoi cavalli, e che legge El País tutti i giorni. Non è l’ unica stranezza di Luca Zaia, ministro delle politiche agricole del Governo Italiano e politico emergente della Lega Nord. Nato a Treviso 41 anni fa, veterinario ed enologo, Zaia vive nella prospera campagna del nord-est e, come il suo leader Umberto Bossi, è un padano puro, diretto e xenofobo. In un’intervista concessa poco prima che la Lega lanciasse un duro attacco alla Chiesa per la sua posizione riguardo l’immigrazione, non resiste alla tentazione di classificare gli immigrati in “buoni e cattivi”

Domanda: Perché la Lega Nord sembra essere l’unico partito italiano che funziona?
Risposta: Abbiamo un capo che sa comandare, una forte presenza sul territorio e molta disciplina.

D. Però Bossi continua ad essere l’anima.
R. La Lega è Bossi e Bossi è la Lega. Non ci sono alternative. È il fondatore, l’ispiratore e ancora oggi un ideologo puro, l’uomo delle idee.

D. Qual è il segreto del suo appoggio a Berlusconi?
R. Lui rispetta la Lega perché noi ascoltiamo e interpretiamo i desideri del popolo: ordine pubblico e sicurezza, più autonomia regionale, lotta per l’identità dei nostri agricoltori e del nostro territorio. In Spagna è la norma, no? Qui siamo andati verso una crescente perdita d’identità regionale.

D. A proposito d’identità e immigrazione. Il vostro alleato Gianfranco Fini ha detto che chi pensa che gli immigrati siano diversi dagli italiani è uno stronzo.Lei si sente uno stronzo?
R. Io non ho pregiudizi, perciò non sono uno stronzo. Però sarebbe grave se noi italiani non ci difendessimo dagli stranieri delinquenti. Il 75% della popolazione carceraria in Italia è straniero e gli immigrati sono solo il 6% della popolazione. Il problema non è la diversità, ma far capire agli stranieri che devono venire solo a lavorare e a vivere, non a delinquere.

D. Voi eravate un paese che accoglieva i rifugiati e ora li rimandate in Libia in mezzo al mare.
R. Facciamo come gli spagnoli, abbiamo imparato dalla Francia e dalla Spagna. La riconsegna ha, alla fine, un profilo umanitario: si evita la tratta e si combattono le mafie locali che incassano soldi non per portarli qui ma per lasciarli affogare.

D. L’italia ha bisogno degli immigrati per continuare a crescere.
R. Questo è un falso problema. Suppongo che anche gli spagnoli pensino che vengano prima i loro cittadini e dopo gli immigrati. Adesso c’è un tasso di disoccupazione molto alto e sarebbe più corretto dare lavoro ai connazionali piuttosto che dire che c’è bisogno di più immigrati. Abbiamo avuto mezzo milione di disoccupati quest’anno. Dobbiamo occuparci della fame dei nostri e anche di quella degli altri?

D. La solidarietà non le sembra un valore?
R. Se non fosse per la Lega non staremmo restituendo gli immigrati. Lampedusa era un centro turistico, vi andavano 19.000 persone all’anno. Era necessario dire a quelli che vengono che quì gli operai guadagnano meno di mille euro al mese e che con quei soldi non si arriva alla fine del mese.

D. Avete paragonato l’immigrazione clandestina al terrorismo e alla mafia nella lista di reati al di fuori della riforma del processo breve. Non è esagerato?
R. Sì, ma solo alzando il livello di propaganda possiamo ottenere dei risultati. Dobbiamo essere chiari per garantire la coesione civile e la convivenza. Nero su bianco intimorisce, ma non possiamo abbassare la guardia. Ci sono stati clandestini che hanno violentato delle donne, che hanno commesso omicidi, e non riusciamo a condannarli. È doppiamente grave che sia un clandestino a compiere un reato. Cosa dobbiamo fare con questa gente?

D. Fermarli con le ronde cittadine?
R. Nelle nostre pattuglie ci sono parecchi immigrati.

D. Non sarebbe meglio integrarli e associarli meno alla criminalità?
R. Il 5% del PIL italiano viene dagli stranieri. Sono loro i primi a chiedere leggi severe perché sono le prime vittime di questa delinquenza. Dobbiamo riscattare l’immigrazione buona e scartare l’altra.

[Articolo originale “”Debemos rescatar a la inmigración buena y descartar la otra” di MIGUEL MORA]

 Fermiamoli finchè siamo in tempo.

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