Archive for novembre 26th, 2009

novembre 26, 2009

buonanotte compagni

Buonanotte a Salvatore che domani ci rappresenta in consiglio comunale.

Buonanotte ad Angelo e il nocino.

Buonanotte a Raffaele e i suoi 14 anni.

Buonanotte a Beppe e alla sua passione politica.

Buonanotte Compagni

novembre 26, 2009

Processo breve: ecco il testo.

Ecco il testo della norma che se passasse stravogerebbe il sistema giudiziario Italiano.

Articolo 2
(Estinzione del processo per violazione dei termini di durata ragionevole)
«1. Nel codice di procedura penale, dopo l’articolo 346 è inserito il seguente: Art. 346-bis – (Non doversi procedere per estinzione del processo).
1. Il giudice nei processi per i quali la pena edittale determinata ai sensi dell’art. 157 del codice penale è inferiore nel massimo ai dieci anni di reclusione dichiara non doversi procedere per estinzione del processo quando:
a) dal provvedimento con cui il pubblico ministero esercita l’azione penale formulando l’imputazione ai sensi dell’articolo 405 sono decorsi più di due anni senza che sia stata emessa la sentenza che definisce il giudizio di primo grado;
b) dalla sentenza di cui alla lettera a) sono decorsi più di due anni senza che sia stata pronunciata la sentenza che definisce il giudizio di appello;
c) dalla sentenza di cui alla lettera b) sono decorsi più di due anni senza che sia stata pronunciata sentenza da parte della Corte di cassazione;
d) dalla sentenza con cui la Corte di cassazione ha annullato con rinvio il provvedimento oggetto del ricorso è decorso più di un anno senza che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile.
2. Il corso dei termini indicati nel comma 1 è sospeso:
a) nei casi di autorizzazione a procedere, di deferimento della questione ad altro giudizio e in ogni altro caso in cui la sospensione del procedimento penale è imposta da una particolare disposizione di legge;
b) nell’udienza preliminare e nella fase del giudizio, durante il tempo in cui l’udienza o il dibattimento sono sospesi o rinviati per impedimento dell’imputato o del suo difensore, ovvero su richiesta dell’imputato o del suo difensore, sempre che la sospensione o il rinvio non siano stati disposti per assoluta necessità di acquisizione della prova;
c) per il tempo necessario a conseguire la presenza dell’imputato estradando.
518 in nessun caso i termini di cui al comma 1 possono essere aumentati complessivamente per più di tre mesi.
4. Alla sentenza irrevocabile di non doversi procedere per estinzione del processo si applica l’articolo 649.
5. Le disposizioni dei commi 1, 2, 3 e 4 non si applicano nei processi in cui l’imputato ha già riportato una precedente condanna a pena detentiva per delitto, anche se è intervenuta la riabilitazione, o è stato dichiarato delinquente o contravventore abituale o professionale, e nei processi relativi a uno dei seguenti delitti, consumati o tentati:
a) delitto di associazione per delinquere previsto dall’articolo 416 del codice penale;
b) delitto di incendio previsto dall’articolo 423 del codice penale;
c) delitti di pornografia minorile previsti dall’articolo 600-ter del codice penale;
d) delitto di sequestro di persona previsto dall’articolo 605 del codice penale;
4
e) delitto di atti persecutori previsto dall’articolo 612-bis del codice penale
f) delitto di furto quando ricorre la circostanza aggravante prevista dall’art.4 della legge 8 agosto 1977, n.533, o taluna delle circostanze aggravanti previste dall’articolo 625 del codice penale;
g) delitti di furto previsti dall’articolo 624-bis del codice penale;
h) delitto di circonvenzione di persone incapaci, previsto dall’articolo 643 del codice penale;
i) delitti previsti dall’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del codice di procedura penale;
l) delitti previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale;
m) delitti commessi in violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all’igiene sul lavoro e delle norme in materia di circolazione stradale;
n) reati previsti nel testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo
25 luglio 1998, n.286;
o) delitti di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti previsti dall’art. 260, commi 1 e 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152.
6. In caso di dichiarazione di estinzione del processo, ai sensi del comma 1, non si applica l’articolo 75 comma 3. Quando la parte civile trasferisce l’azione in sede civile, i termini a comparire di cui all’art. 163 bis del codice di procedura civile sono ridotti della metà, e il giudice fissa l’ordine di trattazione delle cause dando precedenza al processo relativo all’azione trasferita.
7. Le disposizioni del presente articolo non si applicano quando l’imputato dichiara di non volersi avvalere della estinzione del processo. La dichiarazione deve essere formulata personalmente in udienza ovvero è presentata dall’interessato personalmente o a mezzo di procuratore speciale. In quest’ultimo caso la sottoscrizione della richiesta deve essere autenticata nelle forme previste dall’articolo 583, comma 3.».

Articolo 3
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
2. Le disposizioni dell’articolo 2 si applicano ai processi in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, ad eccezione di quelli che sono pendenti avanti alla Corte d’appello o alla Corte di cassazione.».

Vorrei capire perchè la gente continua a fidarsi di questi banditi.

novembre 26, 2009

Forti con i deboli

solidarietà agli operai della ALCOA

novembre 26, 2009

A proposito del processo breve.

Quando il ministro della Giustizia Angiolino Alfano va in televisione a dire che il processo breve si fa per riformare una giusitizia sclerotica ed paralizzata e non per salvare Berlusconi da due sicure condanne, dice una bugia e dimostra anche che, chi detiene il potere, agisce in dispregio dei cittadini che dice di rappresentare. A tal proposito è illuminante Adorno che afferma “L’immoralità della menzogna non consiste nella violazione della sacrosanta verità. Tra gli scaltriti pratici di oggi, la menzogna ha perso da tempo la sua onorevole funzione di ingannare intorno a qualcosa di reale. Nessuno crede più a nessuno, tutti sanno il fatto loro. Si mente solo per far capire all’altro che di lui non ci importa nulla, che non ne abbiamo bisogno, che ci è indifferente che cosa pensi di noi. La bugia, un tempo strmento liberale di comunicazione, è diventata oggi una tecnica della sfrontatezza, con cui ciascuno spande intorno a sè il gelo di cui ha bisogno per vivere e prosperare.”(Theodor W. Adorno, Minima Moralia, Milano 1954)

novembre 26, 2009

Buoni esempi

novembre 26, 2009

Privatizzazione dell’acqua: ridiamoci su.

L’ennesima furbata del governo, sempre a favore degli amichetti del piccoletto, potrebbe avere ripercussioni di dimensioni …. bibliche !!!

novembre 26, 2009

Il PD Irpino? In fondo a destra!

 

Il decreto Ronchi che privatizza la gestione dell’acqua è una vera è propria truffa ai danni del cittadino, che vede un bene per sua natura pubblico, trasferito ai privati. Questo trasferimento porterà una serie di conseguenze negative, allo stato imprevedibili, che ricadranno sui cittadini.

La sinistra in maniera unanime si sta battendo perché questo non avvenga e sono previste iniziative per rendere inefficace il decreto Ronchi. Il problema è tanto più grave e sentito ad Avellino  e nella provincia perché l’Irpinia è un serbatoio naturale di acqua che disseta  non solo la provincia di Napoli ma anche  buona parte della Puglia. Con il decreto Ronchi l’ Irpinia sarà derubata due volte, perché oltre al prelievo forzato dell’acqua a favore di Napoli e della Puglia, dovrà sopportare l’ingiuria di vedere il suo patrimonio più importante, l’acqua, appunto, oggetto di speculazioni da parte di società private che si impossesseranno dell’acqua in virtù di una legge dello stato. Oltre a questo vi è il pericolo reale  di infiltrazioni da parte della  Camorra e della  criminalità organizzata come è già successo a Napoli per il ciclo dei rifiuti. La sinistra Irpina ha proposto la realizzazione di una società pubblica  che ottenesse dall’ATO competente l’affidamento in house, evitando lo scippo dell’acqua. A fronte di queste nostre richieste, cui hanno fatto seguito quelle del Centrosinistra Alternativo, del consigliere regionale Giusto e di molti altri personaggi illustri, i non c’è stata alcuna reazione da parte degli interessati. Contemporaneamente l’amministrazione provinciale di Avellino guidata dal centrodestra dovendo decidere a chi affidare il servizio della gestione dei rifiuti a partire dal I° gennaio 2010, ha deciso di realizzare  una società interamente pubblica per la gestione dei rifiuti e non  si mostra contraria a una gestione pubblica dell’acqua. Personalmente non mi chiedo perché ciò sia potuto accadere e perché la destra a Roma vota il decreto Ronchi e ad Avellino prevede società pubbliche per il ciclo dei rifiuti e manifesta la stessa volontà per la gestione dell’acqua. Certo rimango sconcertato da un PD, che per non aumentare la tensione al suo interno in vista del congresso di dicembre, sull’argomento preferisce mantenere un ostinato silenzio e da una destra che invece “fa qualcosa di sinistra” facendo prevalere una linea che noi della sinistra non avremmo mai potuto sperare di imporre con la sola forza delle nostre battaglie. Sono ormai cinque mesi che il PD Irpino è sotto congresso e che una parte del partito subisce silente il ricatto di una altra parte. Non per questo l’attività amministrativa della provincia deve rimanere paralizzata e la giusta battaglia in favore della gestione pubblica dell’acqua deve essere abbandonata. Fra quattro mesi si vota per le elezioni dei deputati regionali. La gente ha dimostrato di ragionare in maniera autonoma e non può aspettare il PD, paralizzata dai suoi dubbi amletici. Prendere in giro Cosimo Sibilia, può essere simpatico ed appagante, ma non serve a nascondere la gravi responsabilità politiche che il centrosinistra si sta assumendo rifiutando le responsabilità che gli competono. Un centrosinistra più conservatore della destra non l’avevo mai visto. E’ vero il detto che al peggio non c’è mai fine.

Beppe Sarno

novembre 26, 2009

C’era una volta il partito socialista.

 
Il “Corriere di Avellino dedica una intera pagina alla storia recente del partito socialista irpino. Ne riportiamo alcuni stralci.  
Se è una storia di laceranti divisioni quella della sinistra italiana, quella del Partito Socialista, se possibile, lo è ancor di più. Senza andare troppo lontano, basta ricordare il congresso del 2006 che vide addirittura proclamazioni parallele di due segretari diversi. Allora i leader erano Luigi Mainolfi e Giacomo Carpenito, che con l’ultime elezioni si sono allontanati dal partito, oggi il segretario provinciale è Marco Riccio della sezione di Ariano. I problemi però sono sempre gli stessi.
Riccio viene eletto nell’aprile del 2008 in un congresso a Grottaminarda, in cui il gruppo facente capo ai vecchi leader e la sezione Orsini di Avellino fa cartello a favore dell’arianese. Gli sconfitti, guidati dal sindaco di Volturara Edmondo Marra, candidato alla segreteria, e composto da amministratori del Vallo di Lauro come Franco Addeo, da Beppe Sarno e da Geppino Vetrano (quest’ultimi due oggi promotori, insieme ai vendoliani di Gennaro Imbriano, della “Sinistra che unisce”) guadagnano il 30% dei consensi e devono accettare seppur con amarezza l’esito della votazione. A questo episodio risalgono le ultime e insanabili spaccature all’interno del partito.
Alle Amministrative del 2009, le fratture sono diventate talmente forti da portarsi dietro anche tristi risvolti in termini di risultati elettorali.
Le provinciali rappresentano una sorta di Big Ben: la diaspora socialista fa sì che il partito non riesca neanche a presentare una lista con proprio Simbolo. Al Comune di Avellino le cose vano diversamente. I socialisti riescono a presentare una lista appoggiando il candidato sindaco Giuseppe Galasso ma si dividono ugualmente visto che il gruppo dell’ex presidente del Consiglio comunale Geppino Vetrano aderisce alla “Sinistra che unisce”.
Le tensioni nel partito continuano esplodendo nuovamente con la nomina di Antonio De Fazio a presidente provinciale, disposta da Riccio aspramente osteggiata dalla minoranza di Marra.
E’ in questo quadro che il Partito Socialista si prepara alle elezioni regionali di marzo.
Sullo sfondo c’è il progetto di Sinistra è Libertà accolto con entusiasmo prima delle europee dal coordinatore nazionale Marco Di Lello, ma osteggiato dopo il voto dal segretario nazionale Nencini.
Della stessa linea è il responsabile del circolo avellinese Costantino Severino: «Il progetto di Sinistra e Libertà ha esaurito la sua corsaSul tema la minoranza di Addeo e Marra la pensa in modo leggermente diverso non sottovalutando l’importanza di stringere in Campania l’accordo con “Sinistra e Libertà”.
«Fermo restando che il Partito Socialista per adesso non si scioglie, guardiamo con interesse al progetto anche perché gli attuali sistemi elettorali impongono unità. Ci riconosciamo comunque nella linea nazionale espressa nelle parole del segretario Nencini».
novembre 26, 2009

Denunciate i clandestini

L’invito alla denuncia del clandestino arriva alla fine di un manifesto che riporta un paio di articoli e relative pene del decreto Maroni sulla sicurezza: “Chiunque fosse a conoscenza della presenza sul territorio comunale di immigrati clandestini è pregato di comunicarlo con tempestività al sindaco, all’ufficio di polizia municipale o all’ufficio anagrafe del Comune per i necessari atti conseguenti. Grazie della collaborazione”. Firmato: l’amministrazione comunale.

Da una settimana a San Martino dall’Argine, mille e ottocento abitanti a 25 chilometri da Mantova, nel comune con la più bassa percentuale di immigrati di tutta la provincia, sono comparsi i manifesti. In centro e in periferia, vicino alle scuole e lungo le strade che portano alle piccole fabbriche e alle aziende agricole. Dopo il caso bresciano di Coccaglio, dove la giunta leghista ha inaugurato i controlli agli immigrati con il permesso di soggiorno in scadenza intitolandolo al “Bianco Natale”, ora un altro comune lombardo invita tutti i residenti a segnalare gli irregolari. “L’obiettivo è informare sulle nuove norme. Ora bisogna stare attenti a dare in affitto le case, magari non a norma, a clandestini”, spiega il sindaco Alessandro Bozzoli, indipendente alla guida di un’amministrazione Lega-Pdl. A quando le taglie con scritto “Wanted”?

novembre 26, 2009

Stop alla commercializzazione della pillola abortiva Ru486.

Si dovrà attendere un parere tecnico del ministero della Salute sulla compatibilità tra la legge 194 sull’aborto e la nuova pillola abortiva. Pertanto allo stato la pillola Ru 486 non  potrà essere commercializzata.Lo ha stabilito la commissione Sanità del Senato.

La commissione ha infatti approvato, a maggioranza, con il voto favorevole di Pdl e Lega e quello contrario del Pd, il documento finale dell’indagine conoscitiva sulla RU486 presentato dal presidente e relatore Antonio Tomassini. Nel documento si chiedeva appunto di fermare la procedura di immissione in commercio della pillola abortiva in attesa di una verifica sulla compatibilità.

Che cosa significa questo stop? Per rispondere è necessario fare un passo indietro. Quando nel luglio scorso l’Agenzia del farmaco (Aifa) ha approvato la pillola abortiva le gerarchie ecclesiastiche si sono ribellate parlando di  “veleno letale” e di “delitto” che comporta “la scomunica” della chiesa per chi la usa, la prescrive o partecipa a qualsiasi titolo “all’iter”. Alle reazioni della Chiesa hanno fatto subito eco i rappresentanti del governo i quali hanno tentato di bloccare l’uso della pillola Ru 486 perché in contrasto con la legge 194. La legge 194 impone il ricovero in una struttura sanitaria dal momento dell’assunzione del farmaco fino alla certezza dell’avvenuta interruzione della gravidanza, nonché l’attento monitoraggio del percorso abortivo onde ridurre al minimo le reazioni avverse”. Molto probabilmente il governo riuscirà a bloccare definitivamente la commercializzazione della pillola abortiva per rispondere alle aspettative del Vaticano, malgrado i pareri favorevoli espressi dai rappresentanti del mondo scientifico. E’ appena il caso di ricordare quanto dichiarato da Rita Levi Monalcini la quale ha detto “ La pillola abortiva Ru486 ha dato risultati straordinari. Penso molto bene di questo farmaco – spiega il premio Nobel per la medicina, conosco colui che l’ha scoperto, e’ venuto da me e posso dire che i risultati sono straordinari”.