Archive for novembre 25th, 2009

novembre 25, 2009

buonanotte compagni.

buona notte alle donne vittime delle violenze. Oggi è la loro giornata.

Buona notte ai viados, sono peveri cristi.

Buona notte a tutti i magistrati che fanno il loro dovere.

Buona notte a Luigi Mainolfi, mi mancano le litigate che poi alla fine si concludevano con una risata.

novembre 25, 2009

firmiamo l’appello di libera.

beni%20mafie%20cosa%20nostra%20libera.jpgLe mafie si sconfiggono arrestando i mafiosi e attaccando il loro immenso impero economico. In questi giorni il governo mette seriamente a rischio questa seconda parte della lotta.

Un emendamento alla finanziaria consente di vendere i beni confiscati alle mafie che non siano stati destinati entro 3 o 6 mesi. Secondo voi chi se li ricomprerà? Magari i boss stessi?

Libera propone una raccolta di firme per cercare di sensibilizzare il governo. Voi che fate?

Continua a leggere “I beni confiscati li rivendiamo alle mafie? Firma l’appello di Libera” »

novembre 25, 2009

Il futuro dipende da noi.

Questo interessante documentario è stato prodotto dalla BBC e in Inghilterra ha creato un vero e proprio caso, per la sua capacità di muovere l’opinione pubblica a considerazioni che riguardano tutti, da vicino.
Lo spunto di partenza è dato dalla consapevolezza dell’insostenibilità di una economia basata estesamente sull’utilizzo dei derivati del petrolio; lo sviluppo del ragionamento riguarda le modificazioni da introdurre necessariamente nel settore dell’agricoltura, ovvero la progettazione di fattorie ecosostenibili, secondo la filosofia e la pratica della Transizione.

Questo film ha creato un vero “caso” in Inghilterra, la BBC ha dovuto mandarlo in onda una seconda volta dopo il primo passaggio perché le richieste ricevute dal pubblico erano davvero tantissime.

Si tratta di un’opera preziosa per la sua capacità divulgativa delle tematiche della Transizione, pensate se potesse andare in onda in prima serata sulle nostre televisioni (succederà?). Guardatelo e fatelo guardare.

novembre 25, 2009

Le PSE applaudit la nomination de Catherine Ashton

 

Poul Nyrup Rasmussen, présidente del  Partito  socialista europeo, si è congratulato per l’accordo raggiunto dal Consiglio europeo riguardante il posto di Alto rappresentante dell’EU e del presidente del Consiglio, che ha definito “accordo storico per l’equilibrio politico dell’Unione Europea”

Il presidente del PSE Poul Nyrup Rasmussen ha poi cichiarato: « La designazione di  Catherine Ashton è un grande momento per il  PSE oltre che per le donne in Europa. Catherine Ashton è un rappresentante politico estremamente competente, che gode di una stima assoluta e che saprà rinforzare l’influenza collettiva dell’Europa sulla scena internazionale.
Il presidente Rasmussen ha concluso « Il PSE è felice di aver potuto concludere questo accordo con il PPE per garantire l’equilibrio politico e la eguaglianza dei sessi concernenti le alte cariche dell’Unione. Lo svolgimento del negoziato ha dimostrato che la famiglia del PSE ha compiuto gli sforzi necessari e quando si agisce uniti si può fare la differenza.”

Ci dispiace caro Baffettino, ma l’Europa non è l’Italia e li gli inciuci non funzionano.

novembre 25, 2009

Esportatori di democrazia.

Chi  crede al mito che i paesi occidentali vanno in giro per il mondo ad esportare la democrazia nei paesi sottosviluppati farà bene a leggere la storia di una donna delle pulizie irachena che ha accusato manager britannici della società texana Kbr di averle usato violenza all’interno della sede diplomatica del Regno Unito a Baghdad.
Lavicenda si svolge fra il 2006 e gli inizi del 2007 e ha come protagonisti la donna delle pulizie e alcuni funzionari di nazionalità britannica alle dipendenze della Kbr, una compagnia statunitense incaricata di gestire il personale locale operativo all’interno dell’edificio diplomatico a Baghdad. Gestione del personale che, secondo quanto denunciato da Asah, madre di cinque figli, si è ben presto trasformata in un vero e proprio abuso dello stesso. In  un primo momento un contractor britannico offrì ad Asah un raddoppio di stipendio in cambio di una notte di sesso. Dopo aver incassato il netto rifiuto della donna l’affaire passò da proposta di promozione a riduzione della paga e, successivamente, a licenziamento immotivato. Lo stato maggiore dell’azienda, preferì confermare il licenziamento della donna e procedere con quello di due cuochi, sempre iracheni, che in qualità di testimoni accreditarono l’intera versione.

 Ad un anno e mezzo di distanza dagli ultimi sviluppi alla donna è stato riconosciuto il diritto di adire le vie legali contro il governo di Sua Maestà britannica, reo di aver permesso che il Fco fallisse nel suo compito di proteggere i diritti della donna. Lo scorso agosto Tessa Gregory, suo rappresentante legale, si è recata a Beirut per raccogliere una testimonianza firmata dei tre ex dipendenti. “É venuto da dietro e mi ha spinto con violenza sul letto – ha raccontato Asah -. Ho lottato e sono riuscita ad alzarmi dal letto. L’ho spinto via. Mentre stavo scappando mi ha afferrato per la camicia, ma sono riuscita a liberarmi e a chiudermi nel bagno”.
La Kbr non è nuova ad episodi del genere. Va ricordata la vicenda di  Jamie Leigh Jones ex dipendente della Kbr. La donna allora diciannovenne accusò sette suoi colleghi di averla drogata e violentata in gruppo il 28 luglio del 2005 a Camp Hope, Baghdad. I suoi legali dichiararono che: “Quando si svegliò la mattina dopo ancora sotto l’effetto della droga, trovò il suo corpo nudo e gravemente ferito, con lacerazioni alla vagina e all’ano, sangue che colava dalla gamba, le sue protesi mammarie rotte e i muscoli pettorali strappati”. Conseguenze penali o civili per gli imputati: nessuna. Ora si aspetta l’udienza che dovrà rendere alla donna “i miei diritti e di riacquistare la mia dignità”.

novembre 25, 2009

Sosteniamo l’iniziativa di greenpeace.

USA E CINA CONTRO COPENHAGEN. INONDIAMOLI DI MAIL! 

Cari cyberattivisti,
i presidenti del Governo americano e cinese – Barack Obama e Hu Jintao – hanno recentemente affermato di voler ridurre il vertice di Copenaghen a un mero accordo politico senza impegni concreti. Perciò, insieme a Legambiente e Wwf, abbiamo invitato tutti cittadini a mobilitarsi contro questo accordo al ribasso sul clima per ridurre la portata delle decisioni da prendere nel prossimo vertice sul Clima. Vogliamo che Obama e Jintao cambino idea! 

Il summit deve rimanere la sede di un accordo concreto sul clima, con la sottoscrizione di obiettivi quantificati e di impegni finanziari precisi. Questa occasione non può essere rimandata a data da definire, perché l’innalzamento della temperatura del pianeta ha già raggiunto il livello di guardia e molti Paesi già ne patiscono pesantemente le conseguenze. 

Inondiamo di e-mail le sedi delle rappresentanze statunitensi e cinesi, scriviamogli su facebook, facciamogli capire che ai cittadini l’accordo “politico” Usa-Cina non piace perché rimanderà ancora gli impegni concreti. Occorre, invece, che venga raggiunto un accordo “vincolante” su tutte le parti del nuovo trattato salva-clima che deve dare un futuro al Protocollo di Kyoto, in scadenza nel 2012.
  
Ambasciata Usa a Roma: uscitizensrome@state.gov 
Ambasciata cinese a Roma: chinaemb_it@mfa.gov.cn 
Facebook ufficiale Casa Bianca http://www.facebook.com/WhiteHouse 

novembre 25, 2009

Le strade dell’inferno…….

Fini è Presidente della Camera dei Deputati di un governo di centrodestra omofobo, xenofobo e razzista e rimane al suo posto. La peggior legge sull’immigrazione porta il suo nome.

Per cui quando va a dire per televisione che italiani e immigrati sono tutti eguali e chi dice il contrario è uno stronzo, non mi fa simpatia e non mi convince che improvvisamente sia diventato moderno, tollerante e democratico. Un lupo rimane un lupo e non si può addomesticare.

La verità è che gli immigrati sono diversi da noi perchè parlano lingue diverse dall’italiano, vengono da culture diverse, hanno colori, costumi, religioni diverse. Alcuni scappano dalla fame, dalla guerra, dalla carestia, da regimi opprimenti. Un nigeriano scampato al genocidio  e passato gentilmente per le prigioni libiche non è uguale a un pensionato italiano. Non lo è. Il problema  è che negando l’esistenza di una diversità non  si risolve il problema del razzismo. Troppo facile e buono solo per un po di pubblicità gratuita nei telegiornali.

Fini farebbe bene per essere credibile a non far approvare leggi razziste e a denunciare quelle esistenti. Oggi un immigrato appena mette piede in Italia è un fuorilegge. Gli immigrati non vengono in Italia perché affascinati dal clima e dalla bella accoglienza che ricevono. Nessuno viene via dal proprio paese perché ha la gioia di provare il brivido della morte in mare o dei carceri libici. Sono, quindi, persone che scappano che dovrebbero essere accolte, aiutate. Invece…

Il problema quindi di Fini e di tutta la destra, è proprio la mancata  accettazione della diversità: il voler dividere le persone in categorie. I bambini di quella scuola dove Fini è andato a a fare il suo spot  sono i buoni extracomunitari, da contrapporre ai Rom, ai clandestine che aarrivano per mare a quelli che per necessità delinquono. “Siamo tutti uguali” è una falsità storica e certamente in Italia non  vien applicata. Invece di seguire la lega approvando ogni giorno norme xenophobe e razziste sarebbe meglio fare come tanti stati hanno fatto: creare un progetto nobile dell’accoglienza, della solidarietà  e dell’integrazione. Invece di spendere soldi a esportare la democrazia perchè non si investe sull’integrazione? Fin quando Fini starà dalla parte di chi ogni giorno ci dice “Gli stranieri devono starsene a casa loro” non sarà credibile e quindi  prima di dire “tutti uguali”,  dovrebbe cominciare ad ammettere la necessità della differenza e a rispettarla.

novembre 25, 2009

Perché piace questa storia di Brenda.

Bruno Vespa nel suo “porta a porta” del 24 novembre ha dedicato un’intera trasmissione alla vicenda del transessuale Brenda. Evidentemente questa triste vicenda fa audience e piace al pubblico dei cd. normali. La domanda è perché?

Indubbiamente ci vorrebbe una indagine psicologica di massa per capire perché una storia che dovrebbe suscitare solo umana pietà, invece tanto più piace quanto più scende nel torbido, quanto più scava nelle persone mettendo a nudo le loro miserie.

Da un parte allora c’è il gusto di mettere in mostra il diverso, l’alieno. Si scopre allora che esiste un mondo di transessuali, per lo più brasiliani, che fanno marchette e vivono intorno a noi, in mezzo a noi, conservando la loro specificità e la loro diversità.

I transessuali ci aiutano a ritrovare le nostre matrici, perché mentre loro sono i cattivi e quindi stanno dall’altra parte del muro, tutti gli altri sono i buoni, gli onesti i normali. E’ cosi?

Nessuno di tutti quelli che ne hanno parlato  ha affrontato il problema in maniera corretta. I transessuali, i “femminielli”, sono di per se stessi indifendibili. Chi vorrebbe mai aiutare ragazze come Brenda? Alla fine si possono sostenere i gay, le lesbiche, sostenendoli, organizzandoli, facendoli crescere come persone comuni che dovrebbero avere dei diritti civili, ma i “femminielli” no!

I “femminielli” servono a qualcuno che vuole provare emozioni forti, una serata particolare fatta di droga amore forte e festini da sballo.

Le conseguenze di questi atteggiamenti sono però sotto gli occhi di tutti. I “femminielli” servono per fare spettacolo, ma poi finito lo spettacolo sono cittadini serie “B”, senza dignità, con un marchio di infamia addosso incancellabile. In una società mercificata i “femminielli” sono cose, carne da frollare e consumare, come la dose di droga e tutto ciò che in una mente deviata può dare piacere. Una volta usate non servono più e allora possono anche morire se pericolosi.

I giornali e le televisioni chi hanno inondati della foto di Brenda, mostrando la sua bruttezza, come segno distintivo della sua diversità, come a dire “questa non è una donna, non vi confondete”   Ma avete mai visto la foto dei quattro carabinieri arrestati? Per loro vale il diritto alla privacy, per Brenda no.

Il fascismo che si è insinuato nella nostra società si mostra anche in questi atteggiamenti e più andremo avanti e peggio sarà. Brenda purtroppo non è la prima e non sarà l’ultima vittima inghiottita in questo mondo.