Archive for novembre 22nd, 2009

novembre 22, 2009

buona notte compagni

Con una musica così la buona notte ci spetta due volte.

novembre 22, 2009

buonanotte compagni

buonanotte a morgan, che fa cacca sul mio presepe.

novembre 22, 2009

Dagli USA piccoli gesti quotidiani per ridurre le emissioni di CO2

ambiente-voler-bene-a-se-stessi-per-voler-bene-al-pianetaUn gruppo di sociologi, economisti e ambientalisti americani ha pubblicato uno studio sui Proceedings of the National Academy of Science (PNAS) finalizzato a dimostrare come singole azioni domestiche, attuate con impegno e costanza, nell’arco di un decennio potrebbero abbattere l’anidride carbonica di percentuali significative, paragonabili a quelle richieste dal Protocollo di Kyoto.
Diversi sono gli aspetti della vita quotidiana contenuti in questo decalogo: per prima cosa bisogna prestare attenzione all’isolamento termico degli edifici, responsabile di considerevoli perdite di energia. I punti più delicati sono coperture e infissi. Importante è anche la scelta di caldaie e condizionatori, spesso inefficienti. Per gli edifici di nuova costruzione non bisogna dimenticare che esistono criteri architettonici ormai ben sperimentali per favorire il condizionamento interno.
Attenzione anche alle modalità d’uso di tutti gli elettrodomestici: è preferibile non scegliere programmi di lavaggio lunghi ed energici per capi di biancheria non troppo sporchi oppure staccare le spine degli apparecchi elettrici che continuano a consumare energia anche quando sono apparentemente spenti (ovvero in standby). Importante è anche non tenere al massimo la temperatura degli scaldabagni elettrici, che consumano molta energia.
Per quanto concerne l’automobile, esistono alcuni accorgimenti per una corretta manutenzione che fanno risparmiare significative quantità di carburante: evitare accelerazioni e frenate continue; ridurre le velocità massime di crociera; optare per pneumatici a basso coefficiente di attrito.
Gli autori della ricerca PNAS sostengono che questi piccoli e semplici accorgimenti, se sistematicamente e quotidianamente adottati negli Stati Uniti, potrebbero portare in un decennio all’abbattimento del 7,4 % delle emissioni nazionali. Percentuali eguali o più elevate si riscontrerebbero nel caso di sistemi energetici complessivamente inefficienti, come quelli di Canada e Australia e percentuali più ridotte nei Paesi dell’Europa Occidentale, già dotati di sistemi mediamente più efficienti.
L’importanza di questi gesti quotidiani è evidente, se si considera che nei dieci anni successivi all’approvazione del Protocollo di Kyoto, i provvedimenti presi dai governi hanno fallito rispetto all’obiettivo di ridurre le emissioni del 5,2%.

novembre 22, 2009

H1N1, letti vuoti per le emergenze. Restano fuori gli altri malati

In tutto il Lazio nelle ultime due settimane ci sono stati 430 contagi. Ma stando alle misure predisposte dalla Regione per gestire la pandemia ogni giorno dovrebbero restare liberi 572 letti, di questi 88 nei reparti di terapia intensiva e terapia sub intensiva. E così a rimetterci sono i malati più gravi

Cala il contagio dell’influenza A nel Lazio ma restano riservati all’emergenza pandemica parte dei letti di molte strutture ospedaliere. Alcuni di questi però vengono sottratti a reparti, come quelli di terapia intensiva e chirurgia, per restare a disposizione di un eventuale caso grave di influenza. In altre parole per curare una persona affetta da un virus che fino ad ora non si è mostrato particolarmente pericoloso o virulento, si occupano posti che invece servono tutti i giorni a malati gravi, come quelli oncologici. Quelli cioè che hanno la necessità di un intervento medico e di cure urgenti. E così accade che negli ospedali romani restino camere libere, come quelle di un albergo, senza che nessun malato grave ne possa beneficiare.

Molti camici bianchi assistono a questo fenomeno, denunciando il disagio. “Nei reparti di chirurgia – spiega un medico che preferisce restare anonimo – abbiamo persone con tumore al pancreas, al fegato, che hanno difficoltà a trovare un posto. E molte volte sono costretti a rinunciare a un letto, che però resta vuoto”.

Nella scorsa settimana, quella che va dal 12 al 18 novembre, sono stati registrati da Sistema di sorveglianza sindromica di Laziosanità – Asl 80mila casi di malattia, 14mila in meno rispetto alla settimana precedente. E i ricoveri? Diminuiscono anche quelli: la media giornaliera negli ultimi sette giorni è di circa 26 persone, prima erano di più, quasi 36 al dì. E dal 5 novembre, in totale, i ricoveri nel Lazio sono stati 430 (245 dal 5 all’11 novembre; 185 dal 12 al 18).

Intanto, per fronteggiare l’emergenza pandemia, la Regione ha deciso nella Determinazione n. 20011 dello scorso 4 novembre: “Di impegnare gli organi competenti delle Aziende Sanitarie, delle Aziende Ospedaliere, degli IRCCS e dei Policlinici Universitari ad attivare, ciascuno per i propri ambiti di competenza e secondo le modalità contenute nel Piano Operativo Regionale del Sistema Ospedaliero per la Risposta alla Pandemia Influenzale”. Come? Riservando 572 posti letto in tutto il Lazio per fronteggiare l’emergenza pandemia. E così, in 15 giorni ci sono stati 430 ricoverati, mentre ogni giorno dovrebbero restare liberi per l’emergenza 572 letti, di questi 88 nei reparti di terapia intensiva e terapia sub intensiva. In pratica, se tutto funzionasse, in un giorno si dovrebbero ricoverare per il virus H1N1 142 persone in più di quante ce ne siano state due settimane.

”Il problema – spiega il dottor Antonio D’Urso, direttore sanitario Asl Roma B – è che non tutte le strutture hanno predisposto i posti letto per l’emergenza pandemia”. Insomma il piano c’è, ma non è ancora perfettamente funzionante. E così se ci fosse davvero l’emergenza paventata il numero dei posti letto potrebbe non essere sufficiente a soddisfare le esigenze dei malati. Nel frattempo però a rimetterci sono i pazienti più gravi, come quelli oncologici. E così dopo i ritardi nei vaccini, i pronto soccorso affollati, anche quello dei posti letto rischia di diventare un problema da risolvere non solo nel Lazio, ma anche nelle altre regioni.

di Adele Sarno

novembre 22, 2009

Collaudatori di piacere.

Questa volta facciamo pubblicità alla famosa casa di contraccettivi Durex. Sembra una castroneria ma è pura realtà, la Durex infatti sta selezionando personale…
A Napoli questo mercoledì, prima nelle vie dello shopping e poi all’università, le selezioni per 100 tra ragazzi e ragazze

State cercando lavoro? Bene, sappiate che la Durex sta selezionando personale. E per la precione, la figura professionale richiesta è quella di “collaudatore di piacere”. Loro, quelli della Durex, la definiscono “iniziativa rivoluzionaria”. L’idea è quella di creare una scuola di collaudatori e collaudatrici del piacere mettendo in palio per i più capaci un giro del mondo da 5 mila euro e una fornitura gratis di stimolanti e preservativi per un anno.

Il primo test d’ingresso è a Napoli, poi in molte altre città d’Italia: per partecipare è sufficiente entrare nel sito www.durexacademy.it e iscriversi alla prima accademia virtuale al mondo. Che è il primo passo per diventare, appunto, collaudatore ufficiale.

I prescelti alla fine delle selezioni saranno 100, 50 maschietti e 50 femminucce, che dovranno affrontare un corso di 8 settimane dando prova di sapersi destreggiare in materie come Storia dei preliminari, Meteorologia dell’eros, Gastronomia del piacere, Letteratura dell’orgasmo, Fisica della stimolazione, Lingua straniera, Scultura del piacere, Geometria del piacere, Filosofia dell’eccitazione, Geografia della sensualità, Scrittura creativa del corpo e Musica dell’estasi. Pensate che possa fare per voi?


novembre 22, 2009

Tutti a ballare.

Gli abitanti di Coccaglio non saranno razzisti, ma canale cinque si. Anche questa domenica la trasmissione di Barbara D’Urso “Domenica 5” si esibita in uno spettacolo di razzismo nei confronti dei cittadini extracomunitari. Lo spunto è venuto dall’Operazione withe Christmas promossa dall’amministrazione del Comune di Coccaglio, in provincia di Brescia. Dalla trasmissione sono partiti una serie di messaggi fuorvianti e tendenziosi.

La conduttrice per buona parte della trasmissione ha parlato degli extracomunitari come clandestini. Poi, magari, qualcuno le ha ricordato che non tutti gli extracomunitari sono clandestini.

Gli extracomunitari che hanno diritto a stare in Italia sono quelli buoni, mentre quelli cattivi debbono andare via. I due terzi dei reati vengono commessi da extracomunitari. E i camorristi, i mafiosi, gli amministratori corrotti, quelli che corrompono i giudici e i testimoni nei processi che sono? Brava gente? Il messaggio più subdolo però è che la lega ed i suoi amministratori sono solo gente che fanno rispettare le leggi italiane. Se queste leggi sono in se stesse criminogene e razziste, questo non interessava alla trasmissione. Non fa notizia….. e poi tutti a ballare: sha,la,lal,la la fammi godere.

novembre 22, 2009

La confraternita dell’uva.

Se volete leggere un buon libro, uno di quelli che v fa venire la voglia di leggerne altri dello stesso autore vi consiglio di leggere “ la confraternita dell’uva” di John Fante(Einaudi editore). In questo libro l’autore descrive il tumultuoso rapporto con il padre. Il vecchio Nick, Nicola, da Torricella Peligna, Abruzzo.

La trama del libro (scritto tra il 1974 e il 1975, quando cioè lo scrittore cominciò a subire i primi seri danni del diabete che lo portarono alla cecità e all’amputazione delle gambe) è presto riassunta dallo stesso Fante in una lettera all’amico di una vita, Carey Mc Williams: «La storia di quattro italiani vecchi e ubriaconi di Roseville, un racconto su mio padre e i suoi amici».

Il bizzoso, testardo, dongiovanni, beone, giocatore incallito, ma raffinato muratore Nick Molise deve costruire un affumicatoio in montagna e chiede aiuto al figlio scrittore, trattandolo come un apprendista sbarbatello. Ma nella gita in montagna il vecchio muore. «La confraternita dell’uva» è, accanto a «1933, un anno terribile» e «Sogni di Bunker Hill», uno dei più bei libri di Fante, forse meglio anche di «Chiedi alla polvere»..

Fante è uno scrittore di italoamericano, che descrive un’America fatta di povera gente, che sbarca il lunario con fatica e che stenta ad integrasi in un contesto sociale che considera con diffidenza gli immigrati italiani.

Di lui Charles Bukowski disse di considerarlo”il migliore scrittore che abbia mai letto” e “il narratore più maledetto d’America” (Bukowski giunse a dichiarare “Fante era il mio Dio”). Bukowski gli chiede l’autorizzazione di ristampare Chiedi alla polvere, per cui scrive un’appassionata prefazione.  Costrinse con le minacce la casa editrice Black Sparrow per cui scriveva a ristampare le opere di Fante, da lungo tempo fuori stampa.

Se poi avete voglia di approfondire potete leggere anche “chiedi alla polvere “,una struggente originale storia d’amore. Leggere John Fante è una grande emozione.

novembre 22, 2009

Le mani sull’acqua.

Il presidente dell’ACS, l’ingegnere Francesco Maselli lancia un grido d’allarme sulla prossima privatizzazione dell’acqua che dovrebbe avvenire in seguito all’approvazione del decreto Ronchi. Per quanto concerne la privatizzazione dei Servizi”- ha detto Maselli- “basta vedere le esperienze europee di Francia e Germania e l’italiana Acqualatina, per rendersi conto che la privatizzazione dell’acqua, per i cittadini, porterà solo all’aumento dei costi. Continua Maselli” Se si vuol cancellare la presenza dell’ACS dopo oltre 70 anni evidentemente esistono disegni già preconfezionati che noi al momento non conosciamo.” E’ la cosa che inascoltato sto dicendo da tempo: l’acqua dell’Irpinia è stata già svenduta in base ad un accordo scellerato di cui si conoscono sia i registi, non tanto occulti, sia gli esecutori materiali. Non dimentichiamo che pochi giorni fa in occasione dell’assemblea dell’alto Calore Patrimonio, il Presidente dimissionario, ha fatto in modo da far mancare il numero legale per poter rimanere saldo al suo posto. Un’autentica mascalzonata. Sull’acqua in Irpinia si sta giocando una partita sporca e dispiace che i sindaci dell’Irpinia, proprietari dell’’Alto Calore, si stiano comportando con irresponsabile indifferenza. La privatizzazione della gestione dell’acqua non porterà soltanto l’aumento dei costi, ma una serie di conseguenze allo stato imprevedibili e che determinerà una situazione di non ritorno. Il previsto aumento dei costi, sarà scaricato sulla collettività. Inoltre il modo con cui il decreto Ronchi trasferisce al privato la gestione dei servizi idrici, senza un´efficiente regolamentazione dei prezzi, e meccanismi di controllo per qualità e investimenti, creerà solo un sistema per distribuire prebende. Un rischio tanto più reale in una regione, come quella Campana, dove corruzione e infiltrazioni della criminalità nella politica sono diffusissime. Questa privatizzazione di un bene che per sua natura è pubblico, comporterà  l’ inefficienza del servizio, perché nessun privato vorrà mettere mano alla manutenzione straordinaria degli impianti, porterà inoltre una sicura riduzione del personale, come già da tempo la destra dichiara, definendo l’ACS un carrozzone pieno di scansafatiche, mettendo per strada incolpevoli lavoratori. Quello che succederà ad Avellino ed in Irpinia già sta succedendo a Napoli dove la Veolia, si candida a gestire l’acqua ed i rifiuti. Per fare un esempio la Veolia che  gestisce tramite una sua controllata l’acqua a Latina e Aprilia, ha aumentato le tariffe del 300%.  La privatizzazione dell’acqua avrà un epilogo amaro perché la sua gestione passerà nelle mani di multinazionali senza scrupoli, che non avrà problemi a legarsi in questo grande business con la camorra e con le mafie. Siamo ancora in tempo per fermare queste mani allungate su un grande patrimonio naturale che l’Irpinia possiede. E’ un momento grave facciamo in modo che l’acqua non venga svenduta. Ognuno si assuma le proprie responsabilità per quello che gli compete. da Antonio Festa presidente dell’ATO, al senatore Enzo De Luca, che in questa occasione sta rimanendo in colpevole silenzio, ai Sindaci proprietari dell’Alto Calore Servizi, che stanno rinunciando alla loro funzione di custodi di un bene pubblico.Noi non ci arrenderemo.

novembre 22, 2009

Ora è Palermo ad essere sotto la spazzatura

 

Dopo Napoli, ora tocca a Palermo e circondario. Montagne di spazzatura si accumulano. I cittadini danno fuoco ai cumuli. I sindaci protestano con il presidente della regione. E, ancora un volta, sembra che alla base del problema ci siano mafia e corruzione. Le ditte coinvolte nella raccolta e smaltimento dei rifiuti hanno debiti per il totale di 1 miliardo di euro.

Napoli è pulita, anche se esistono molti punti di domanda sul modo in cui il risultato è stato raggiunto.

Ma ora è Palermo a soffrire sotto sempre più grandi montagne di spazzatura. Da oltre una settimana non viene più raccolto niente nella capitale siciliana e nei comuni del circondario. Ancora una volta i containers traboccano, viene dato fuoco ai mucchi di spazzatura, le scuole vengono chiuse e la spazzatura arriva fino all’ingresso degli ospedali.

La discarica principale di Bellocampo è chiusa, perchè le autorità locali non pagavano più per la discarica. Il consorzio che raccoglie la spazzatura è ugualmente sull’orlo del fallimento e già da mesi non paga il personale. I netturbini scioperano. E tutto questo nonostante i cittadini ogni anno paghino regolarmente la tassa sui rifiuti.

La scorsa settimana sessanta sindaci dei comuni coinvolti hanno occupato l’edificio che ospita il parlamento regionale a Palermo. Gli è stato promesso un commissario speciale per l’emergenza rifiuti. Venerdì sera decine di sindaci hanno manifestato davanti al palazzo del presidente della regione, Raffaele Lombardo.

Il sistema è stato introdotto nel 2002, quando l’allora presidente della regione decise di coinvolgere aziende private nello smaltimento dei rifiuti. Da allora lo smaltimento dei rifiuti si è dimostrato la gallina dalle uova d’oro per le aziende mafiose e per i politici che controllavano la raccolta dei rifiuti. Le discariche ancora esistenti sono quasi piene e hanno capacità per poco più di un anno. La crisi attuale sembra essere appena l’inizio.

Questo articolo è stato pubbllicato sabato 14 novembre 2009 in Olanda. http://%20http//weblogs.nos.nl/rome/2009/11/14/nu-ligt-palermo-onder-het-vuilnis/