Zitti! Parla Vetrano.

Dopo le elezioni amministrative, Geppino Vetrano, ex Vice Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale di Avellino, segue, insieme ad una parte del partito socialista, un percorso diverso da quello della segreteria provinciale del partito.  Sinistra e Libertà per molti ha significato in questi mesi la possibilità di ricomposizione in un nuovo soggetto politico di queste storie politiche e di tutte le altre che compongono il panorama della sinistra provinciale. Il processo, tuttavia, ha avuto una battuta d’arresto proprio in queste due ultime settimane caratterizzate da decisioni spesso contraddittorie assunte dal coordinamento nazionale di Sinistra e Libertà. E’ questa la ragione che ha indotto il quotidiano OttoPagine a sentire l’opinione di Vetrano che ha seguito più direttamente i lavori del coordinamento nazionale di Sinistra e Libertà.

 

Vetrano, a livello nazionale il segretario Nencini è stato chiaro: nessuna accelerazione, il Partito Socialista non si scioglie prima delle elezioni regionali. Quali effetti avrà questa posizione su Sinistra e Libertà?

Per la verità la posizione assunta ieri dalla Segreteria Nazionale del PSI è ancora più netta. Anche se non è detto esplicitamente nel documento approvato, il Partito Socialista si chiama fuori da Sinistra e Libertà per valutare possibili alleanze regionali con altre forze politiche a partire da quelle aderenti al PSE nonché  da quelle ecologiste e laiche.

Siamo, allora, di fronte ad un passo indietro rispetto al processo federativo di Sinistra e Libertà?

Purtroppo Si! Durante la campagna elettorale per le europee si disse che SEL non era né un partito e né un cartello elettorale volendo così dare agli elettori di sinistra il senso di un processo in corso per la costruzione di in un nuovo soggetto politico. Se non c’è uno scatto dopo questa sequenza di comunicati che arrivano da Roma, c’è il rischio che Sinistra e libertà diventi una semplice alleanza elettorale per giunta neanche organica, cioè estesa in tutte le regioni in cui si vota.

I Verdi prima, adesso i Socialisti: quali secondo lei le cause della crisi di Sinistra e libertà?

La creazione di un nuovo soggetto politico è una operazione che non s’inventa dalla sera alla mattina, richiede una lettura nuova della nuova situazione storica, richiede un lavoro enorme che, nelle condizioni in cui si trova la sinistra italiana, può avere successo solo se appare ai giovani, alle donne, al popolo di sinistra come l’apertura di un nuovo orizzonte, cioè qualcosa che riguarda non il ceto politico ma loro, che tocca la loro vita e che ad essa da un senso ed un significato. Occorreva, perciò, aprire un processo costituente esteso a tutto il mondo della sinistra ed in particolare a quanti non si riconoscono nelle forze politiche esistenti. Il confronto, invece, si è ristretto ai gruppi dirigenti nazionali e qui sono prevalse due linee antitetiche: da un lato la tenace volontà di rinchiudersi nei vecchi recinti e dall’altra la velleitaria tentazione del “partito subito”

Come potrà sopravvivere, secondo lei, l’identità socialista oggi vittima della “diaspora”?

L’identità non può essere l’alibi per la costruzione di muri invalicabili all’interno della sinistra o per custodire gelosamente piccole e sempre più insignificanti rendite di posizione. Non può esistere un partito socialista senza popolo ed è per questo che, a mio avviso, i socialisti, in qualunque formazione della sinistra militino, devono essere i protagonisti di un processo di scomposizione e ricomposizione della sinistra riformista italiana. Io penso che nel solco della cultura socialista si trovano gli strumenti indispensabili per leggere la realtà sociale ed economica del Paese, l’approccio pragmatico alla definizione degli obiettivi di governo, l’orientamento valoriale, la capacità di parlare ai diversi strati sociali e di interagire con essi.

 

Passiamo alle elezioni regionali: quali saranno i candidati del partito qui in Irpinia?

Bisogna innanzitutto capire cosa succederà in questi giorni dopo la presa di posizione della segreteria nazionale del PSI. In ogni caso la sinistra sarà in campo con le proprie forze per contrapporsi al pericoloso dominio del centro-destra. 

Il suo candidato Presidente ideale chi sarebbe? E nell’ambito di quale schieramento?

In Campania  occorre costruire una solida alleanza di centro-sinistra che raccolga, oltre al PD, anche UDC, IDV e le forze che si richiamano a Sinistra e Libertà. Il candidato Presidente dovrà essere colui che meglio riuscirà ad interpretare il profilo di questa nuova alleanza. Al momento, per quanto possa rilevare, non ho alcuna preclusione nei confronti dei nomi che circolano sulla stampa. Mi interessa, invece, il profilo dell’alleanza che non può essere tout court in continuità con l’esperienza che sta per chiudersi.

Infine, uno sguardo all’Irpinia: qual è il suo giudizio, finora, sull’Amministrazione cittadina del Galasso-bis?

I primi passi dell’amministrazione non mi sembrano all’altezza delle attese che sorsero durante la campagna elettorale ed all’indomani di quello straordinario successo elettorale.

Per ora non mi sembra di vedere un grande slancio progettuale e neanche grandi capacità di intervento sui problemi della quotidianità. Spero che, dopo il rodaggio, le cose possano funzionare meglio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: