Archive for novembre 20th, 2009

novembre 20, 2009

Buona notte compagni.

Buona notte Niki Vendola siamo con te!

novembre 20, 2009

Vendola, mi candido e questi sono i miei partiti

da http://www.sinistraeliberta.eu/

Il presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra e Libertà, Nichi Vendola, ha sciolto poco fa qualsiasi riserva e ha ufficializzato la propria candidatura alle prossime regionali. ”Mi candido – ha detto – per conto del Pdl, popolo della legalita’, del Pdp, popolo della precarietà, e del Pdb, Popolo dei bambini. E di tutti quei soggetti sociali che sono il mio partito”. Oggi ho ufficializzato la mia candidatura alle prossime elezioni regionali. Ho interrotto il giro di valzer con i partiti. Da oggi tutti sono obbligati a giocare a carte scoperte. Non c’è in gioco una carriera, la mia, c’è in gioco la qualità di una politica. Ho scelto in questo momento di chiudere i giochi per quanto riguarda la mia persona. I giochi si possono riaprire soltanto se qualcuno intenderà accettare la sfida delle primarie, in quel caso sarò disponibile. Ma senza primarie deve essere del tutto chiaro che io correrò e correrò per vincere. Non correrò per perdere, non correrò per testimoniare: farò l’ennesima sfida impossibile. Ancora una volta, nel mio piccolo, Davide contro Golia, contro poteri giganteschi, forse. Io penso a quei vecchietti che ho incontrato, a quelle vecchiette, nell’Appennino Dauno, poi sul Gargano che mi hanno detto ‘Presidente non ci abbandonare!’, o ai bambini che stamani hanno siglato con me un altro patto per il futuro, i bambini delle scuole a cui abbiamo regalato i diari sulla raccolta differenziata, a cui abbiamo prestato le cure. Penso alle persone diversamente abili che per la prima volta hanno avuto una interlocuzione forte con una Regione capace di considerarli non dei problemi ma delle risorse, penso al completamento della costruzione di tutti gli impianti per i rifiuti, e potrei continuare all’infinito. Penso alla protezione civile che finalmente abbiamo, un gioiello, mentre dieci anni di distrazione criminale della destra facevano della Puglia una terra preda delle fiamme o del fango. Noi possiamo vantare un cambiamento straordinario nell’economia come nella rete dei servizi e dei diritti per i cittadini. Io non posso farmi indietro perché significherebbe dire a tutte queste conquiste che forse potrebbero essere messe in discussione. L’operato di questo governo è stata un’esperienza entusiasmante con la quale abbiamo cominciato a dare speranza alle città soffocate dall’inquinamento, alle persone prigioniere della precarietà o delle cosiddette esternalizzazione, ai bambini, alle donne e ai vecchi senza servizi sociali. Voglio continuare. Se penso che la rimozione di Vendola può significare bloccare il processo di stabilizzazione dei lavoratori precari, se penso che togliere Vendola può facilitare la costruzione di centrali nucleari in Puglia, o che togliere Vendola significa poter vendere l’Acquedotto Pugliese, allora devo rispondere che Vendola non ha un problema personale, non ha un problema di carriera. Vendola è ospite dei suoi doveri pubblici, è legato ai suoi doveri pubblici, Vendola risponderà alle domande, alle speranze, alle ansie di questa grande Puglia. Ho il dovere di rivolgermi alla ‘Pdl’, che è il mio partito, il Popolo della legalità; alla ‘Pdp’, che è il mio partito, il ‘Popolo della precarietà’, e a tutti i soggetti in carne ed ossa, piccoli, grandi, ammalati: noi dobbiamo continuare a coltivare il sogno di una Puglia migliore, la Puglia migliore l’abbiamo vista sbocciare, ha bisogno di tanto lavoro ancora e io sono disponibile a farlo.

In bocca al lupo NICHI

novembre 20, 2009

Operazione San Gennaro.

Grazie ad un ordine del giorno presentato dal deputato regionale socialista Gennaro Oliviero, riguardante la situazione della ex Eutelia,La Regione Campania si candida a promuovere un tavolo nazionale di crisi con la Conferenza delle Regioni, unitamente alle Regioni Italiane interessate alla vicenda e le organizzazioni sindacali nazionali di categoria, per coinvolgere, assieme al Ministero dello Sviluppo Economico, la Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché vengano poste all’ordine del giorno soluzioni condivise a tutela della stabilitá occupazionale, con speciale riferimento agli operai della ex Eutelia.
Ogni tanto qualcuno che ricorda di essere di sinistra.
novembre 20, 2009

non si fa!

Stamane, nel corso della trasmissione televisiva Omnibus, il giornalista Alessandro Gilioli  dell’Espresso avrebbe dato del pagliaccio al Presidente del Consiglio  Silvio Berlusconi. Il governatore del veneto, ancora per poco, Giancarlo Galan, ha commentato la cosa dicendo “Di sicuro ci sono giudici sia a Roma che a Milano, ma per il momento mi limito a segnalare il fatto a qualche valente avvocato». In una nota poi l’intrepido governatore ha affermato: “Dispiace che ciò sia accaduto nello spazio di una trasmissione televisiva tra le più interessanti e corrette, ma che in un caso del genere non si è dimostrata in grado di distinguersi da un Gilioli qualunque».

Premesso che Gilioli ha detto che all’estero pensano che Berlusconi sia un pagliaccio, che è cosa ben diversa, personalmente mi dichiaro soddisfatto e contento perché un giornalista va per televisione  e dice qualcosa che nessuno ha più il coraggio di dire.

 Galan potrebbe suggerire ai magistrati che si interessano del caso Cosentino di smettere di indagare su quel poveretto ed aprire un’inchiesta su Gilioli, sicuramente pagato da una potenza straniera per diffamare il nostro beneamato Presidente del Consiglio. ……….Ma per piacere!

novembre 20, 2009

Acqua.

Il decreto Ronchi viene approvato con 320 voti favorevoli e 270 contrari. A poche ore dall’annuncio della questione di fiducia sul decreto Ronchi per la liberalizzazione dei servizi idrici nazionali la sede romana del Forum italiano dei movimenti per l’acqua è stata inondata, è il caso di dirlo, da migliaia di proteste giunte da ogni parte d’Italia. “Nelle ultime ore siamo stati raggiunti da tantissime telefonate, e-mail e il numero dei sottoscrittori delle nostre petizioni sta aumentando di minuto in minuto”. Ma le organizzazioni annunciano battaglia contro la misura. Due fronti d’azione, invece, sono quelli proposti da Emilio Molinari, presidente del Contratto mondiale sull’acqua. “Spingeremo perchè i cittadini si mobilitino in ogni città d’Italia – ha sostenuto Molinari – A ognuno chiederemo di dar vita a iniziative proprie dal momento che non abbiamo risorse per presentare una piattaforma nazionale. Come organizzazione parteciperemo a manifestazioni sindacali di categoria e all’evento del 5 dicembre prossimo a Roma”. Il presidente ha poi svelato quello che sarà il lavoro di lobbing presso gli enti locali. “Stiamo già facendo pressione sui Comuni e le Province perchè protestino formalmente contro il decreto Ronchi e sulle Regioni perchè si muovano per sollevare una mozione di anticostituzionalità della nuova legge”.
Intanto è attesa domani per le 13 l’ultima votazione formale del Parlamento sul provvedimento di conversione del decreto. I rappresentanti del popolo sfidano il popolo rappresentato.

novembre 20, 2009

Baffettino non c’è l’ha fatta.

 No sarà Massimo D’Alema il ministro degli esteri europeo.Purtroppo per lui  Il Partito socialista europeo ha scelto la britannica Catherine Ashton, commissaria europea al Commercio. Eppure il suo amico e sodale Berlusconi, partendo per Bruxelles aveva detto: “Adesso vado a Bruxelles e ci penso io. Proveremo fino alla fine, parlerò con i premier europei” evidentemente i premier europei non sono come i suoi ministri “pronti ad obbedir tacendo e tacendo morir”. D’Alema se la prende con i socialisti, che avrebbero frenato le sue legittime aspirazioni. Infatti egli dice “Sono stato frenato da Zapatero, da Brown, dagli accordi tra i governi per i commissari economici. E dal Pse” Questi socialisti quante ne combinano!

Personalmente non mi dispiace che D’Alema non abbia avuto l’incarico di ministro degli esteri perché proprio non ce la faccio a riconoscermi in D’Alema. D’Alema  è uno che usa la politica per il suo esclusivo tornaconto personale. D’Alema è quello che ha consegnato Telecom (la più grande azienda pubblica italiana) ai capitani coraggiosi Colaninno e Gnutti vendendola a debito. Ha fatto una legge (numero 488, articolo 27, comma 9, pagina 32) per Berlusconi che gli assegna le frequenze televisive pubbliche  al  prezzo dell’uno per cento del fatturato. Alla votazione per l’incostituzionalità dello Scudo Fiscale non c’era. Sulla legge per la prescrizione breve non fiata. Per il No Berlusconi Day del 5 dicembre preferisce non pronunciarsi. La sua aria da statista corrucciato, pensoso e profondo è stata notata dal Financial Times che lo ha elogiato giusto ieri con le incoraggianti parole: “Leftwinger familiar with italian intrigue (Politico di sinistra familiare con gli intrighi italiani)”, ma anche: “Pratico con le oscure arti degli intrighi politici italiani avendo cospirato per rimpiazzare Romano Prodi, un suo collega, come premier nel 1998“. Un riconoscimento internazionale inaspettato. Uno così l’Europa non lo meritava.In compenso avrà molto più tempo per andare in barca a vela.

novembre 20, 2009

I diritti negati.

Art 24 della Carta Costituzionale: “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita almeno per otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi…..”

Giovedì mattina i bambini della scuola elementare Elsa Morante di via Pini a Milano non hanno trovato sui banchi i loro compagni rom. Senza alcun preavviso e senza ascoltare le richieste di genitori, insegnanti, associazioni, il Comune ha sgomberato il campo rom che sorgeva nell’ex area Enel di via Rubattino e che ospitava quasi trecento persone, tra cui 50 minori. “Sono una maestra – ha detto Fabiana Robbiati, una delle insegnanti dell’istituto Morante in cui erano regolarmente iscritti ventisei bambini rom – e non posso pensare che questi bimbi resteranno lontani da scuola per un periodo di tempo indeterminato. Sono ragazzini molto educati, frequentavano le lezioni con passione e serietà. Si sono fatti volere bene. In breve tempo hanno conquistato tutti, anche chi aveva qualche pregiudizio sui nomadi. Questa mattina alcuni bimbi italiani hanno pianto quando hanno saputo quello che era accaduto ai loro coetanei rom”. All’umanità dei bimbi si contrappone l’atteggiamento del Comune di Milano che pare essersi scordato anche delle più semplici regole del diritto.

Ancora una volta l’amministrazione guidata dal sindaco Moratti ha scelto di usare il pugno di ferro e di chiudere le porte a una seria politica di integrazione che passi in primo luogo dalla scuola, come hanno cercato di spiegare le maestre, i genitori e i compagni dei trentasei bambini rom che da oggi non sanno più quando potranno tornare sui banchi. La solidarietà è una bella cosa se praticata, m va praticata nei fatti. Il sindaco Moratti e la sua giunta dimostrano nei fatti di non praticare alcuna solidarietà, di avere in dispregio il dettato costituzionale e di non essere dei buoni cristiani nonostante i servili comportamenti nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche.

novembre 20, 2009

Zitti! Parla Vetrano.

Dopo le elezioni amministrative, Geppino Vetrano, ex Vice Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale di Avellino, segue, insieme ad una parte del partito socialista, un percorso diverso da quello della segreteria provinciale del partito.  Sinistra e Libertà per molti ha significato in questi mesi la possibilità di ricomposizione in un nuovo soggetto politico di queste storie politiche e di tutte le altre che compongono il panorama della sinistra provinciale. Il processo, tuttavia, ha avuto una battuta d’arresto proprio in queste due ultime settimane caratterizzate da decisioni spesso contraddittorie assunte dal coordinamento nazionale di Sinistra e Libertà. E’ questa la ragione che ha indotto il quotidiano OttoPagine a sentire l’opinione di Vetrano che ha seguito più direttamente i lavori del coordinamento nazionale di Sinistra e Libertà.

 

Vetrano, a livello nazionale il segretario Nencini è stato chiaro: nessuna accelerazione, il Partito Socialista non si scioglie prima delle elezioni regionali. Quali effetti avrà questa posizione su Sinistra e Libertà?

Per la verità la posizione assunta ieri dalla Segreteria Nazionale del PSI è ancora più netta. Anche se non è detto esplicitamente nel documento approvato, il Partito Socialista si chiama fuori da Sinistra e Libertà per valutare possibili alleanze regionali con altre forze politiche a partire da quelle aderenti al PSE nonché  da quelle ecologiste e laiche.

Siamo, allora, di fronte ad un passo indietro rispetto al processo federativo di Sinistra e Libertà?

Purtroppo Si! Durante la campagna elettorale per le europee si disse che SEL non era né un partito e né un cartello elettorale volendo così dare agli elettori di sinistra il senso di un processo in corso per la costruzione di in un nuovo soggetto politico. Se non c’è uno scatto dopo questa sequenza di comunicati che arrivano da Roma, c’è il rischio che Sinistra e libertà diventi una semplice alleanza elettorale per giunta neanche organica, cioè estesa in tutte le regioni in cui si vota.

I Verdi prima, adesso i Socialisti: quali secondo lei le cause della crisi di Sinistra e libertà?

La creazione di un nuovo soggetto politico è una operazione che non s’inventa dalla sera alla mattina, richiede una lettura nuova della nuova situazione storica, richiede un lavoro enorme che, nelle condizioni in cui si trova la sinistra italiana, può avere successo solo se appare ai giovani, alle donne, al popolo di sinistra come l’apertura di un nuovo orizzonte, cioè qualcosa che riguarda non il ceto politico ma loro, che tocca la loro vita e che ad essa da un senso ed un significato. Occorreva, perciò, aprire un processo costituente esteso a tutto il mondo della sinistra ed in particolare a quanti non si riconoscono nelle forze politiche esistenti. Il confronto, invece, si è ristretto ai gruppi dirigenti nazionali e qui sono prevalse due linee antitetiche: da un lato la tenace volontà di rinchiudersi nei vecchi recinti e dall’altra la velleitaria tentazione del “partito subito”

Come potrà sopravvivere, secondo lei, l’identità socialista oggi vittima della “diaspora”?

L’identità non può essere l’alibi per la costruzione di muri invalicabili all’interno della sinistra o per custodire gelosamente piccole e sempre più insignificanti rendite di posizione. Non può esistere un partito socialista senza popolo ed è per questo che, a mio avviso, i socialisti, in qualunque formazione della sinistra militino, devono essere i protagonisti di un processo di scomposizione e ricomposizione della sinistra riformista italiana. Io penso che nel solco della cultura socialista si trovano gli strumenti indispensabili per leggere la realtà sociale ed economica del Paese, l’approccio pragmatico alla definizione degli obiettivi di governo, l’orientamento valoriale, la capacità di parlare ai diversi strati sociali e di interagire con essi.

 

Passiamo alle elezioni regionali: quali saranno i candidati del partito qui in Irpinia?

Bisogna innanzitutto capire cosa succederà in questi giorni dopo la presa di posizione della segreteria nazionale del PSI. In ogni caso la sinistra sarà in campo con le proprie forze per contrapporsi al pericoloso dominio del centro-destra. 

Il suo candidato Presidente ideale chi sarebbe? E nell’ambito di quale schieramento?

In Campania  occorre costruire una solida alleanza di centro-sinistra che raccolga, oltre al PD, anche UDC, IDV e le forze che si richiamano a Sinistra e Libertà. Il candidato Presidente dovrà essere colui che meglio riuscirà ad interpretare il profilo di questa nuova alleanza. Al momento, per quanto possa rilevare, non ho alcuna preclusione nei confronti dei nomi che circolano sulla stampa. Mi interessa, invece, il profilo dell’alleanza che non può essere tout court in continuità con l’esperienza che sta per chiudersi.

Infine, uno sguardo all’Irpinia: qual è il suo giudizio, finora, sull’Amministrazione cittadina del Galasso-bis?

I primi passi dell’amministrazione non mi sembrano all’altezza delle attese che sorsero durante la campagna elettorale ed all’indomani di quello straordinario successo elettorale.

Per ora non mi sembra di vedere un grande slancio progettuale e neanche grandi capacità di intervento sui problemi della quotidianità. Spero che, dopo il rodaggio, le cose possano funzionare meglio.