Archive for novembre 19th, 2009

novembre 19, 2009

Buona notte compagni.

Buona notte pinuccia che sei stata una settimana senza me.

Buona notte al dalai lama, che non s’incazza mai.

Buona notte ad Abu mazen che ha schifato tutti.

Buona notte a chi spera che l’Italia diventi un posto migliore.

buona notet a chi sta incazzato.

Buona notte a chi non crede al razzismo e alla xenofobia.

Buona notte a chei non crede che l’Italia sia solo degli italiani.

novembre 19, 2009

Non ci posso credere.

Non ci posso credere. Per la prima volta nella storia di questo paese un partito pieno di soldi come il PDL governato dall’uomo più ricco e potente d’Italia è costretto ad inseguire una manifestazione nata dalla Rete. I vari circoli della libertà hanno lanciato il SiBerlusconiDay per contrastare l’ondata di gente che non ne può più di questa politica del compromesso e del malaffare. Questo è già un grande successo. Una vittoria a tavolino del popolo della Rete che costringe il vecchio a dimenarsi per non essere inghiottito, digerito ed estirpato. Solo una cosa mi fa paura. Questi intelligentoni del SiBerlusconiDay hanno piazzato la manifestazione per lo stesso giorno e nello stesso luogo del NoBerlusconiDay. Cercano la rissa? E’ questa la subdola strategia per infangare l’iniziativa nata in Rete? Patetici.

novembre 19, 2009

forti con i deboli 2 – Senza parole

Il fatto:

Momenti di tensione nella tentata occupazione del IV Municipio a Roma dopo lo sgombero, giovedì mattina, del centro sociale Horus di piazza Sempione. I ragazzi del centro sociale Horus di piazza Sempione hanno poi occupato la sede del IV Municipio di via Monte Rocchetta. «Appena siamo arrivati scavalcando i cancelli della sede del IV Municipio, sono arrivati gli agenti della polizia – raccontano – uno di loro aveva una pistola in mano e alcuni di noi erano davanti ai cancelli, di fronte a lui, per permettere agli altri di entrare».
L’agente è stato filmato e il video è finito subito su YouTube: ad un certo punto si vede che al poliziotto cade di mano la pistola, mentre i manifestanti gli urlano di metterla via. «Lui l’ha ripresa – testimonia un ragazzo – e noi gli abbiamo fatto notare che così avrebbe potuto partire un colpo; così accadono gli incidenti, basta un colpo vagante e la disgrazia è fatta. Lui ha risposto “So quello che faccio”».

S E N Z A  P A R O L E

novembre 19, 2009

Forti con i deboli.

Scattate all’alba le operazioni in via Rubattino. Soddisfatto De Corato, l’opposizione attacca: ‘è una vergogna’.

Sono arrivate stamattina all’alba le forze dell’ordine per sgomberare il campo rom di via Rubattino a Milano, nell’area ex-Enel alla periferia est della città. Nel campo, abitato da circa 200 nomadi rom, principalmente rumeni, sono intervenuti polizia, carabinieri e polizia locale. Come ha spiegato il vicesindaco di Milano De Corato, questo è il 166esimo sgombero, tutti necessari per restituire alla città zone abbandonate al degrado. L’opposizione ha manifestato subito il proprio dissenso: definendo l’operazione “vergognosa”. Fallisce così il tentativo, finora andato a buon fine, di un processo di integrazione di circa 40 bambini nelle scuole di quartiere. A nulla sono servite le proteste delle insegnanti che hanno raggiunto il campo. Intanto, oggi è stata sgomberata dalle forze dell’ordine anche il campo rom di via Luini a Sesto San Giovanni, nell’hinterland milanese. A comunicarlo e il capogruppo del Pdl Antonio Lamiranda che accusa però l’Amministrazione di centrosinistra di “nulla aver fatto per tutelare quei cinque o sei bimbi che vivono in condizioni inumane”

Anche a Milano è partita l’operazione Bianco Natale.  In compenso ci potremo consolare con la legge sul processo breve per salvare il nostro amato presidente del Consiglio. Che meraviglia!

Bersani che ne pensa?

novembre 19, 2009

dall’Ecuador un esempio di civiltà.

Il 13 settembre scorso il presidente dell’Ecuador e vari ministri del suo governo hanno pranzato con una dozzina di lavoratrici del sesso per conoscere la problematica della categoria. Dopo quell’incontro, la situazione per le donne che operano nel settore dell’offerta sessuale sta rapidamente cambiando. Il ministero della Giustizia e il ministero della Salute stanno lavorando congiuntamente con i rappresentanti della Redtrabsex, (Red de trabajadoras sexuales), rispettivamente per evitare discriminazioni per chi esercita il mestiere più vecchio del mondo e per elaborare un piano di prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale. In seguito alla riunione, avvenuta il 22 ottobre scorso tra la delegazione delle lavoratrici e il presidente dell’assemblea parlamentare, Fernando Cordero, è allo studio la modifica dell’articolo del codice penale ecuadoriano che sanziona con multe da sette a quattordici dollari e con la prigione da due a quattro giorni chi “staziona per molto tempo e senza motivo plausibile all’angolo della strada o in altro luogo non destinato al tempo libero degli abitanti”. Articolo con il quale in numerosi casi la polizia minaccia e trattiene le lavoratrici sessuali.

La presidentessa dell’associazione ha commentato l’incontro con il presidente affermando      Non vogliamo nessun trattamento speciale, ma solo che le cose siano per legge e per diritto come per gli altri cittadini. Vogliamo poter essere attori del cambiamento della nostra condizione sociale. Vogliamo che il lavoro sessuale sia riconosciuto come ogni altra occupazione al fine di poter beneficiar di tutti i diritti dei lavoratori e poter accedere all’assicurazione sociale e sanitaria.”

La Red de trabajadoras sexuales protegge i diritti delle donne adulte e consenzienti ed è contraria allo sfruttamento della prostituzione minorile e alla tratta illegale delle donne.

novembre 19, 2009

Cornuti e mazziati.

Sono stati vittima di una truffa i 700 migranti marocchini sgomberati la settimana scorsa a San Nicola Varco, vicino a Eboli. Lo afferma in una nota ufficiale l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Secondo l’associazione, un’eventuale espulsione del gruppo di immigrati andrebbe a beneficio dei datori di lavoro che li hanno sfruttati dopo aver promesso loro un lavoro in regola.
Il gruppo dei 700 migranti era impiegato nel settore agricolo. Come riporta l’Oim, erano entrati in Italia con un visto regolare. Ma pagando cifre fino a 8mila euro a un intermediario marocchino e a un italiano, che aveva promesso loro un impiego regolare. All’arrivo in Italia, però, il datore di lavoro è scomparso o si è rifiutato di assumere gli immigrati. Che senza un impiego sono diventati irregolari e si sono dovuti adeguare a lavorare nei campi in condizioni di sfruttamento. Spesso per cifre comprese tra 15 e 25 euro al giorno.
“Molti migranti avevano con loro il visto con nome e cognome dei datori di lavoro italiani che si sono rifiutati di assumerli” ha detto Peter Schatzer, rappresentante Oim per l’Italia. “Abbiamo quindi fornito informazioni alle autorità per offrire protezione ai migranti”. Ma la risposta non è arrivata, e l’associazione teme che lo sgombero interrompa le indagini. Lasciando impuniti gli organizzatori della truffa, mentre agli immigrati toccherebbe il rimpatrio forzato a causa della loro condizione di irregolarità.

novembre 19, 2009

E così anche gli americani pagani i talebani.

dopo la notizia secondo cui gli italiani pagherebbero i talebani  per garantirsi la sicurezza, sembrerebbe che anche gli USA siano costretti a pagare i ribelli. Secondo una inchiesta del giornale The nation, in un misuglio di ex agenti dei servizi segreti  e società private addette alla sicurezza  per garantire la sicurezza dei trasporti su gomma di tutto il materiale traportato esiste un vero tariffario.”Portiamo tutto quello di cui i militari hanno bisogno per sopravvivere” dice un dirigente di un’azienda americana di trasporti. Ovviamente per fare questoc’è bisogno di sicurezza e la sicurezza si compra. Lo stesso dirgente afferma “Non è sbagliato dire che l’esercito americano paga i taliban perchè non gli sparino addosso. E sono soldi del dipartimento della difesa.”Un altro dirigente afferma “il governo afgano è talmente debole che ormai tutti pagano i taliban per garantirsi la sicurezza.”Se questa è la verità è lecito domandarsi che senso ha continuare una guerra in cui da una parte si paga per non essere ammazzati e dall’altra si bombarda il nemico per dimostrare che si sta vincendo la guerra.  Contro chi? e per chi?

novembre 19, 2009

Bianco Natale.

Finalmente qualcuno pensa a come farci passare un Natale sereno senza clandestini, immigrati, puttane nigeriane, spacciatori. Ci ha pensato quel brav’uomo del sindaco di Coccaglio che ha inaugurato l’operazione “White Christmas”.Con questa operazione entro Natale gli extracomunitari che non sono a posto con il permesso di soggiorno rinnovato o in via di rinnovo vengono privati d’ufficio della residenza. Finalmente così la bella cittadina del Bresciano sarà “ripulita” degli extracomunitari. Mi sembra giusto: un bel Natale come  quelli che si facevano  una volta, senza marocchini, albanesi e via cantando. Noi siamo cristiani mica Babbo Natale. Senza bambini per strada che chiedono l’elemosina. E poi perché questi extracomunitari fanno tanti figli. Se li fanno mica è colpa nostra. Un mio amico per esempio  ha preferito comprarsi la jaguar al posto di fare un figlio. E poi, che se ne tornino a casa a lavorare. Qualcuno potrebbe dire che una casa non c’è l’hanno. ….e noi che ci possiamo fare; se la costruissero, così creano anche dei posti di lavoro. Ma c’è la guerra!….direbbe qualcuno. Meglio a casa loro che da noi.

Ieri sera tornando da Torino sono capitato in uno scompartimento del treno pieno di ragazze giovani extracomunitarie di colore, che tornavano a casa. C’era una bella atmosfera, condividevano il cibo, parlavano tra loro del più e del meno, si mostravano gli ultimi acquisti. Ho pensato al sindaco di Coccaglio. Mentre pensavo un ragazza mi si è avvicinata e mi ha offerto un pezzo di pizza. Eè stato il più bel regalo di Natale che abbia mai avuto. Poi ho considerato che fra meno di  vent’anni i figli di queste ragazze saranno cittadini italiani con gli stessi diritti del sindaco di Coccaglio. Che bello scherzo!

novembre 19, 2009

L’accoglienza secondo Chiamparino

Nel mese di ottobre l’assessore all’ambiente del comune di Roma  propose di sostituire le tradizionali panchine con delle più moderne ed efficienti panchine antibarbone, cioè delle speciali panchine con  i braccioli sia alle estremità e sopratutto in mezzo per evitare che sbandati, barboni e poveri, si potessero sistemare per riposare o anche trovare un giaciglio durante la notte stendendosi per dormire. Il Sindaco Alemanno smentì la proposta del suo assessore dichiarando “Non ne sapevo nulla, non sono d’accordo e non si farà mai. Smentisco categoricamente questo intervento da parte del Comune”. A Verona, peraltro, quel simpaticone del Sindaco Flavio Tosi,  le ha fatte mettere fin dal 2007, “per questioni di decoro”. Ieri recandomi a Torino sono sceso dal treno a Porta Susa. Una stazione che sembra un aeroporto tanto è moderna.

La stazione è tutta sotto il livello stradale e con mia grande sorpresa ho potuto verificare che sono state sistemate  delle bellissime panchine   in alluminio. Ovviamente le panchine avevano due braccioli  nel mezzo per cui è impossibile stendersi.

Chiamparino sarà anche di sinistra però ……….!

novembre 19, 2009

Acqua. Fermiamo la svendita.

 

 

Il Governo Berlusconi, senza alcun dibattito parlamentare, ha dato il via libera alla definitiva privatizzazione dell’acqua. Così è iniziata la corsa all’oro blu, un settore strategico che nel nostro Paese vale 5 miliardi di euro all’anno.

Il provvedimento stabilisce la privatizzazione di alcuni servizi pubblici, rendendo obbligatorie le gare per l’affidamento dei servizi pubblici locali e prevedendo, nel caso di società miste, che la quota di capitale in mano pubblica scenda obbligatoriamente sotto il 30%. E così un Governo, che si proclama federalista, si appropria illegittimamente di una competenza che spetta alle Regioni e impone ai Comuni, unico caso in Europa, di svendere i servizi pubblici locali.

Inoltre, nel caso in cui come in Irpinia ci sia stato un affidamento diretto del servizio idrico, la nuova legge fissa al 31 dicembre 2010 la scadenza della concessione e, dunque, si dovrebbe, tra poco più di un anno, indire una nuova gara per lasciare spazio al mercato.

C’è dunque il rischio molto concreto che le multinazionali, in primis l’Acea, mettano le loro mani sul bacino idrografico irpino, il più grande dell’intero Mezzogiorno, sulla principale risorsa che la nostra provincia ha a disposizione, l’acqua. E questo significherebbe aumento delle tariffe, peggioramento dei servizi ai cittadini e delle condizioni di lavoro..

La Giunta Regionale della Campania, come ha già fatto il Presidente Vendola in Puglia, deve impugnare questo provvedimento davanti alla Corte Costituzionale e deve riconoscere l’acqua come un bene comune non assoggettabile alle logiche del mercato e della concorrenza.

La Provincia e i Comuni dell’Irpinia, e dunque l’Ato, devono formalmente dichiararsi indisponibili alla privatizzazione dell’acqua, e al contempo devono accorpare le società Alto Calore per risanarne il bilancio.

I partiti politici, le forze sindacali, i movimenti, l’associazionismo cattolico e laico, devono al più presto attivare una rete provinciale per l’acqua pubblica.
Il Governo Berlusconi continua a smantellare diritti. Oggi più che mai è indispensabile che le opposizioni sappiano costruire concretamente l’alternativa.

 (*)  Gennaro Imbriano – Sinistra e Libertà – Ecologia