Archive for novembre 16th, 2009

novembre 16, 2009

Buona notte compagni.

Buona notte a Natascia che è tornata dall’Ucraina per lavorare e mantenere la famiglia.

Buona notte a Benedetto XVI che oggi, ma solo oggi, ha detto cose giuste.

Buona notte a quei ragazzi che hanno applaudito per l’arresto del ricercato n.2.

Buona notte a “report” ,qualcuno che dice la verità.

Buonanotte a me, che da quando Nencini ha oscurato il sito di “sinistra e libertà” mi è salita la pressione.

novembre 16, 2009

Lo Sciacallo ed il becchino.

fronte popolareDa una parte a Bobo Craxi non sembra vero di poter recitare il de profundis per sinistra e libertà affermando che ora diviene possibile  “presentare liste socialiste autonome e unitarie alle prossime elezioni regionali sotto un simbolo unificante e in una cornice di alleanza riformista, laica, radicale e ambientalista le cui premesse sono state oggetto di discussione al Congresso dei Radicali italiani”, dall’altra Mauro del Bue con una vergognosa improntitudine fa delle dichiarazioni di commiato definitivo dei socialisti all’idea di “sinistra e libertà”. Del Bue afferma che “Sinistra e Libertà” è nata solo ed esclusivamente come cartello elettorale “ a causa di un’assurda legge, approvata alla vigilia delle elezioni europee, che fissava l’asticella della rappresentanza al Parlamento di Strasburgo al 4 %.”Chiarisce Del Bue “Sinistra e libertà non era un partito, nè un progetto politico, ma solo un’alleanza elettorale resasi necessaria da una legge di sbarramento, senza la quale non sarebbe nata mai” Ecco perché da buoni socialisti Craxiani i dirigenti del PS non si sono mai sbilanciati sul futuro di S e L. che ora e solo ora è diventato un cartello elettorale. Dov’è finito l’impegno di fare il congresso fondativo dopo le elezioni regionali? Si domanda infine del Bue “E perchè mai dovremmo perdere il nostro tempo ancora in questo partito, senza deputati, senatori e parlamentari europei, se non ci fosse questa ragione che ci accomuna, e che noi avremmo dovuto consegnare ai nostri alleati di Sinistra e libertà, cioè al nuovo soggetto politico che essi ci hanno chiesto di creare?

Dopo il solito richiamo all’orgoglio socialista del Bue conclude “Faremo politica, e non più solo alleanze dovute allo stato di necessità.” Contemporaneamente Bobo nel suo blog afferma “Occorre una nuova coalizione a presidio delle liberta’ civili e di una piu’ convincente iniziativa per la liberta’ di espressione dinanzi alla censura crescente. Vi sara’ una lista socialista alle regionali pronta ad allearsi con radicali e verdi”

Non è onesto parlare così. Questa non è strategia politica, questo è venir meno alla parola data. Questo è disonore. Ci avete preso in giro, ci avete fato credere che si voleva costruire il partito della sinistra, quel partito dove socialisti e comunisti, in una feconda contaminazione, costruissero quell’alternativa di sinistra che tramutasse in un progetto politico i disagi di quella gente che vive in una condizione di sfruttamento e di precarietà continua, fra l’incubo di uno sfratto e l’abisso di una fabbrica che chiude. Niente di tutto questo!

Nencini ha buttato i socialisti in un angolo della politica. I soliti straccioni in cerca di padroni.  Personalmente non ci sto.

Non tornerò indietro, anche perché questo partito non è un partito socialista. ma qualcosa di indefinibile. Buon viaggio compagni. Da domani un socialista con quarant’anni di passione politica alle spalle non si riconosce più nel partito di Nencini e di Del  Bue.

Per strada troverò nuovi compagni e con questi camminerò senza rinunciare alla mia dignità ed alla mia libertà di socialista vero.

novembre 16, 2009

Vertice FAO: un fallimento.

Due anni fa, nel novembre 2007, una commissione indipendente, l’Iee (Independent external evaluation) guidata dall’economista Leif Christofferson e incaricata dalla stessa Fao di studiare la crisi dell’agenzia Onu, aveva lanciato l’allarme: se la Fao non opererà subito “un cambiamento strutturale radicale e sconvolgente, non si risolleverà dalla crisi che la attanaglia da anni”. Nè, si potrebbe aggiungere, risolverà il problema della fame nel mondo. “Sono venti anni che la Fao tenta di riformarsi – spiegava Christoffersen – ma ha finito con il chiudersi in se stessa, emarginandosi dal contesto globale”.  Riforma e crescita, le parole-chiave inascoltate.Tra le priorità immediate, lo snellimento della burocrazia, la nuova definizione di ruoli e livelli, il taglio dei dipendenti, una maggiore sinergia tra le sedi nazionali, regionali e sub-regionali, il decentramento dell’autorità al fine di responsabilizzare i soggetti territoriali locali, maggiore coerenza nei progetti di sviluppo , abbandono di settori d’intervento obsoleti e lotta agli sprechi.

A dire il vero, l’agenzia accolse positivamente il documento, definendolo una “pietra miliare decisiva” nella propria storia. Di più: nel gennaio 2008 venne adottata una risoluzione e un ‘immediato piano d’azione per il rinnovamento dell’agenzia’. Lo scorso novembre, il piano venne approvato dalla trentacinquesima sessione della Conferenza della Fao. Nella risoluzione si chiedeva, tra le altre cose, ciò che si chiede oggi agli Stati sovventori: 21,8 milioni di dollari in più per il 2009 per la creazione di un Fondo speciale che risani il bilancio dell’agenzia. Il limite temporale per la riforma è fissato nel 2011.

Il vertice apertosi stamani ha annunciato in abstracto una nuova strategia per combattere la fame, ma non ha previsto impegni, fondi e responsabilità. Dall’allarme lanciato da Christoffersen due anni fa gli affamati sono cresciuti di 200 milioni. Al vertice si parla di riformare l’agenzia ma non si è fatto cenno – anzi, lo si è cancellato – al riferimento temporale del 2025 per l’eradicazione totale della fame nel mondo. Così come è stato ignorato l’appello del direttore generale della Fao, Jacques Diouf, di stanziare 44 miliardi di dollari l’anno per il sostegno all’agricoltura.

In effetti, come è stato anche evidenziato al vertice parallelo delle Ong riunite a Roma, il vero problema non sarebbero i soldi. Ma il fatto che le politiche agricole e alimentari e la gestione delle risorse vengano formalmente demandate a organismi come la Banca mondiale, che ha enormi responsabilità nell’aver causato l’attuale crisi alimentare. E che tali soldi vengano spesi per la gestione delle agenzie, anzichè venire investiti direttamente sul campo. Sovranità alimentare, autonomia, gridano a gran voce le organizzazioni di agricoltori e di pescatori dei Paesi africani e asiatici in crisi. Ma finché si spenderà mezzo milione di dollari per organizzare un vertice internazionale come il G8 dell’Aquila, e allo stesso vertice si prometteranno soldi (20 miliardi di dollari) per i poveri e gli affamati che non arriveranno, le loro grida rimarranno inascoltate.

novembre 16, 2009

Sicignano degli Alburni non è poi tanto lontano.

Sicignano degli alburni. Sono arrivati ieri mattina con alcuni blindati e un pullman a finere il lavoro iniziato mercoledì mattina a San Nicola Varco. Così le forze dell’ordine hanno “bussato” alla porta di Palazzo Belvedere e hanno sgomberato gli ospiti del sindaco Alfonso Amato. Portando via 27 irregolari per i controlli.
Il primo cittadino infatti si era reso disponibile ad ospitare, nonostante la contrarietá di una parte della popolazione locale scesa in piazza in trecento per chiedere la modifica dell’ordinanza, circa una sessantina di immigrati nord africani. Loro, gli extracomunitari, avrebbero dovuto lasciare il paese alla mezzanotte di sabato ma il conto alla rovescia è scaduto ieri, in serata gli ultimi marocchini immigrati sono andati via.
La loro permanenza a Sicignano non è stata vista di buon occhio neanche dal Prefetto Sabatino Marchione. Ieri, infatti, a mezzogiorno le forze dell’ordine si sono dirette in carovana nel piccolo borgo. Palazzo Belvedere, l’area interessata, è stata circondata dai militari: in quel momento gli immigrati si trovavano all’esterno della struttura in compagnia di alcuni volontari che nelle ultime ore gli hanno offerto abiti e un piatto caldo. Anche loro sono stati identificati.
«Volevamo riprendere quello che stava accadendo con i nostri cellulari per avere una prova dell’irruenza con la quale si sono rivolti ma siamo stati bloccati anche noi, ci hanno fatto allontanare dalla struttura e poi ci hanno identificato», ha denunciato uno di loro. La zona è stata completamente bloccata al traffico, neanche ai vigili urbani è stato permesso il passaggio. In pochi minuti è sembrato di assistere ad un piccolo assetto di guerra. I celerini hanno ordinato a tutti di rientrare nella struttura ma uno di loro ha tentato il tutto per tutto dandosi alla fuga.
Ha iniziato a correre, dietro di lui altri poliziotti, ha attraversato parte di un bosco alle spalle della struttura comunale, si è calato lungo una piccola scarpata di fango e si è nascosto sotto un ponte. La caccia all’uomo è durata poco. I carabinieri, anche loro presenti al blitz, lo hanno individuato e fermato. Subito dopo sono stati divisi in più stanze, come ci ha raccontato Azhzair, 24 anni, marocchino regolare. «A tutti è stato chiesto di spogliarsi per la perquisizione – racconta – Ci hanno strattonato, insomma un inferno».

novembre 16, 2009

Una bella notizia

Poi magari si verrà a sapere che è stato tutto organizzato per le televisioni, ma i ragazzi siciliani che fanno i cori per festeggiare l’arresto di Mimmo Raccuglia, il numero 2 di Cosa Nostra, mi sembra una bellissima notizia. La più bella immagine di qualcosa che, forse, può e sta già cambiando.

Ogni giorno cento passi contro la mafia.

Forza ragazzi! 

novembre 16, 2009

Quel patto di ferro tra Manciulli e i socialisti

”  Un posto in giunta in cambio dell´appoggio sulla riforma elettorale ”

Otto mesi prima delle elezioni regionali che si svolgeranno il 21 e 22 marzo 2010, il patto garantisce la certezza di una poltrona di assessore nel nuovo governo toscano ai Socialisti. Ecco il testo.
«La riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori regionali è obiettivo da condividere e sostenere, un impegno corale assunto dalla maggioranza di governo verso i cittadini della regione. La conseguente modifica statutaria e l´approvazione di una nuova legge elettorale impegnano intanto Pd e Ps a disegnare rapidamente una cornice di iniziative politiche condivise in preparazione della scadenza elettorale della primavera 2010, pensando al contempo ad una gestione politica dello sbarramento elettorale». E qui arriva il passaggio decisivo dell´accordo: «A tal fine riteniamo che la passata esperienza di Toscana Democratica possa rappresentare un buon punto di partenza, una via all´interno della quale definire intese programmatiche e garantire intese sulla rappresentatività delle diverse aree politiche in consiglio e nel governo regionale. In entrambi gli organi i Socialisti saranno rappresentati». Le ultime righe sembrano affidare al presidente Claudio Martini un ruolo di garante: «Perché questo risultato venga raggiunto necessitano responsabilità e fiducia reciproche e l´impegno a dare le più ampie garanzie sulla affidabilità e la lealtà delle scelte comuni. Assieme a noi, Martini svolgerà fino in fondo il suo ruolo».

Nonostante risalga allo scorso luglio, il documento è rimasto riservato fino ad oggi. E quando Ciucchi lo vede in mano ai cronisti non nasconde il suo stupore: «Com´è possibile? Io lo tengo in cassaforte», è la sua prima reazione. Poi, messo di fronte all´evidenza, si decide a raccontare: «E´ un patto politico, del resto l´avevamo già fatto nel 2005 con Martini e Filippeschi (l´ex segretario regionale dei Ds, ndr). A luglio si votava la riforma elettorale e l´obiettivo prioritario del Pd era quello di portare a casa la riduzione dei consiglieri, dicevano che altrimenti non avrebbero potuto presentarsi nei circoli per fare il congresso. Ma tra i partiti che allora componevano Sinistra e Libertà solo noi accettammo di votare, gli altri erano contrari allo sbarramento, stanno facendo addirittura una battaglia contro questa legge che a me sembra buona invece». Ma perché ricorrere ad un accordo scritto, da conservare sotto chiave? «L´idea che Pd e Socialisti dovessero stare insieme era già nell´aria ma io proposi ad Andrea di fare un accordino come cinque anni prima». E Martini che c´entra? «Se anche ci fosse stato un nuovo segretario del Pd Martini sarebbe stato lui il garante dell´accordo. Del resto anche Rossi è informato».

Manciulli, raggiunto per telefono, spiega perché ha messo la sua firma su quel foglio. «E´ un accordo alla luce del sole, lo conoscono tutti, ne abbiamo parlato anche con gli organismi dirigenti a Roma, d´altronde va nella direzione di allargare il Pd che è quella imboccata da Bersani». Ma perché scrivere un documento? «Perché i Socialisti stabiliscono di presentarsi alle regionali sotto il nostro simbolo e l´accordo garantisce a loro la sopravvivenza politica anche con lo sbarramento al 4 per cento, non ci vedo niente di strano e non me ne vergogno affatto. Non è mica una scelta da poco quella di rinunciare al proprio simbolo, per i Socialisti è stata una decisione importante, di forte valore politico». Martini e Rossi sapevano dell´accordo? «Lo sapevano tutti».

Simona Poli – La Repubblica

(13 novembre 2009)