Liberazione o morte.

I disoccupati sono coloro che più duramente sopportano le conseguenze del nostro sottosviluppo. La miseria delle loro abitazioni, l’angustia di non poter far entrare in casa il necessario, di non poter pagare l’affitto, di non poter dare un’istruzione ai figli, sta dimostrando a tutti i disoccupati la necessità di intraprendere la lotta definitiva contro il sistema. Essi sanno meglio di chiunque altro che non sono poveri perché non abbiano voglia di lavorare, ma perché non hanno dove lavorare. Essi sanno che non è vero che il popolo sia pigro, bensì  che è l’oligarchia, che per ora è padrona delle fonti di lavoro ed è “padrona”dello stato, a non far niente di efficace per avviare un’autentica soluzione dei nostri problemi. Perciò i disoccupati devono trovarsi alla testa della nostra lotta per strappare il potere a quella minoranza e concederlo alla maggioranza.Essi devono essere i primi a comprendere la necessità che il popolo si organizzi, essi, che stanno come nessun altro sopportando il peso del sistema, devono essere i primi a comprendere che, finchè il popolo non i sarà conquistato il potere, sarà impossibile risolvere i problemi di ciascuna famiglia colombiana che oggi sopporta il peso della disoccupazione.

Camillo Torres (28 ottobre 1965)

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