Archive for novembre 15th, 2009

novembre 15, 2009

buona notte compagni.

Buona notte a chi domani deve andare in banca a coprire gli assegni,

buona notte a chi ha una rata di mutuo da pagare.

buona notte a Carlo d’Inghilterra che il 14 ha fatto il compleanno.

Buona notte ai compagni che vengono a vedere il mio blog e mi danno la voglia di andare avanti.

Buona notte

novembre 15, 2009

Maroni fa scuola

Grecia, condizioni inaccettabili nei centri per migranti

 

Da due mesi Medici Senza Frontiere è tornata a fornire supporto psicologico e sociale agli immigrati irregolari e ai richiedenti asilo detenuti a Pagani, nell’isola di Lesbo. Nel settembre 2008, MSF aveva sospeso le attività nel centro per l’impossibilità di assistere liberamente i pazienti.

Per chi vive nel centro di detenzione la realtà quotidiana è fatta di ristrettezze estreme, povertà e incertezza per il futuro. Nelle ultime settimane la popolazione reclusa ha intensificato le azioni di protesta contro le condizioni sanitarie e di vita nel centro. A scontare le conseguenze di questo clima di tensione, e a soffrire per lo stato disumano in cui sono costretti i trattenuti, sono i soggetti più vulnerabili come donne, bambini, adolescenti e le persone che hanno bisogno di cure mediche particolari. Inoltre i disordini hanno reso estremamente difficile anche all’équipe di MSF di continuare il lavoro di supporto psicologico e sociale a questi gruppi particolarmente vulnerabili.

“Le tensioni all’interno del centro di detenzione stanno creando seri ostacoli al nostro lavoro. Ogni giorno mi trovo ad operare in una situazione a rischio, perché i migranti stanno raggiungendo il limite massimo di sopportazione,” riferisce Martha Falk, psicologa di MSF che lavora a Pagani.

Il numero delle persone recluse nel centro si aggira intorno alle 800 unità, ma qualche settimana fa vi erano 1.200 trattenuti. Secondo le autorità locali, la capacità ricettiva del centro è di 300 unità. Molti sono minori non accompagnati, donne con bambini sotto i 5 anni, donne incinte e immigrati irregolari con patologie che richiedono cure specifiche. “Mercoledì scorso, nel corso della mia visita al centro di detenzione di Pagani, ho verificato che nella cella destinata alle donne, larga più o meno 200 metri quadri, vivono circa 211 persone, 140 donne e una settantina di bambini. Molti dei quali sotto i 5 anni o più piccoli, inclusi neonati. Le condizioni di vita nelle celle sono terrificanti, considerato che gli unici due gabinetti e le uniche due docce sono fuori servizio e il pavimento è allagato. La maggior parte delle donne e dei bambini dorme su materassi sporchi appoggiati direttamente a terra, che tappezzano completamente il pavimento della cella,” racconta Micky van Gerven, capo missione di MSF in Grecia.

Dall’inizio del settembre 2009, MSF sta fornendo sostegno psicologico e sociale agli immigrati trattenuti in altri due centri nel nord della Grecia, a Fylakio (Evros) e Venna (Rodopi), dove sono al lavoro due psicologi e tre mediatori culturali. MSF si occupa inoltre di monitorare la situazione in questi centri di detenzione e verificare che siano garantiti i bisogni essenziali della popolazione reclusa.

novembre 15, 2009

Un presepe al posto della croce.

Ci sono persone con cui una persona perbene non prenderebbe neanche un caffè. Una di queste, per esempio, è Mario Borghezio, europarlamentare leghista. Per intenderci: quello che sale sui treni dove viaggiano delle nigeriane e comincia a spruzzare detersivo su vetri e sedili (e anche sulle nigeriane); quello che è stato condannato per l’incendio di un giaciglio di paglia in cui dormivano degli immigrati durante una ronda leghista; quello che tiene strettissimi rapporti con i movimenti più razzisti d’Europa. Per stare solo ai fatti, senza riferire le galanterie che Borghezio ci propina su immigrati e non solo a ogni festa leghista. Dunque, con un personaggio del genere neanche un caffè.

David Sassoli, neo eurodeputato Pd, invece, ci firma insieme una mozione al parlamento europeo contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche. Erano insieme, allo stesso tavolo, alla conferenza stampa di presentazione della mozione. Con loro Mario Mauro e Sergio Silvestris del Pdl, Gianni Pittella del Pd, Carlo Casini e Magdi Cristiano Allam dell’Udc. Un bel parterre, non c’è che dire. Tutti insieme in nome della Croce. Con Sassoli che, per smarcarsi un minimo dal razista e xenofobo Borghezio (ma anche dall’integralista Allam) spiega imbarazzato: «Noi vogliamo aggiungere, non togliere».

novembre 15, 2009

Gay e Mormoni

Per la prima volta nella storia, la chiesa  Mormone ha sostenuto apertamente la legislazione a favore dei diritti gay. Secondo l’Associated press, la chiesa ha annunciato il suo sostegno a favore di un’ordinanza di Salt Lake City che proibisce la discriminazione di alloggio ed occupazione contro gay e  lesbiche.

Michael Otterson,  Direttore Generale degli Affari Pubblici della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, è apparso davanti al Consiglio di Salt Lake City, che era in procinto di votare sulla proposta dell’ ordinanza.

Nella sua dichiarazione a sostegno dell’ordinanza, Otterson ha detto  : “La Chiesa sostiene questa ordinanza, perché è giusto e ragionevole e non fa violenza all’istituzione del matrimonio”

Dopo aver ascoltato la dichiarazione a favore dell’approvazione, il Consiglio di Salt Lake City ha votato all’unanimità l’approvazione del decreto, che rende Salt Lake City, la prima città nell’ Utah a vietare la discriminazione per l’affitto di alloggi e sul lavoro a causa dell’orientamento sessuale.

La chiesa  Mormone ha una lunga disputa sul  modo di vivere dei gay, ed era un forte sostenitrice di Proposta 8 lo scorso’anno, che proibiva  il matrimonio di persone dello stesso sesso in California. Ma, malgrado la sua opposizione ai matrimoni Gay, la chiesa  Mormone ha fatto alcuni importanti passi a favore dei diritti gay. Nel 2008, la chiesa ha emesso una Dichiarazione a sostegno dei  diritti gay concernente assicurazione ospedaliera, l’assistenza sanitaria, l’occupazione, l’alloggio e l’omologazione.

La chiesa mormone ha una controversia di lunga data con lo stile di vita gay, ed è stato un forte sostenitore della Proposition 8 dello scorso anno, che ha vietato il matrimonio omosessuale in California.

Nel 1972, Malgrado gli Sforzi di Gloria Steinem, deii Veterani di Vietnam, di altre innumerevoli organizzazioni, il Consiglio Comunale di New York ha subito una sconfitta su una determinazione che proibiva la Discriminazione in base all’orientazione sessuale. New York, uno dei luoghi più liberale di America, non ha decretato sull’argomento fin  dal 1986. L’attesa del cambiamento sembra duri di più di quanto uno si aspetti. Il cambiamento richiede sempre pazienza e perseveranza.

novembre 15, 2009

Il razzismo di Canale 5.

Guardando la televisione ad ora di pranzo mi ha colpito la trasmissione “Domenica 5” che mandava in onda un servizio sui Rom da Alba Adriatica. Come è noto un commerciante di Alba Adriatica, Emanuele Fadani, 37 anni è stato ucciso per una rissa davanti ad un bar. Sospettati dell’omicidio sono tre giovani nomadi stanziali, cittadini italiani: due sono stati fermati. Uno di loro, è lo zio di un minorenne arrestato per l’omicidio di un cameriere di 23 anni, Antonio De Meo, aggredito il 9 agosto scorso in un paese vicino a Teramo. L’episodio ha suscitato violente reazioni da parte della popolazione locale che nella serata di ieri hanno  prima circondato la caserma dei carabinieri della cittadina, poi ha cercato di raggiungere i parenti dei tre rom accusati dell’omicidio, che risiedono in una zona al confine con il paese di Martinsicuro.  Inoltre estata rovesciata e bruciata un’auto appartenente al padre di uno dei due cugini coinvolti, danneggiata anche la sua abitazione. Nei pressi della stazione danneggiate auto appartenenti a rom e a cittadini cinesi residenti nella zona. Nella trasmissione erano presenti vari personaggi dello spettacolo e della politica Tutti ad eccezione dell’ex  ministro Martelli si sono esibiti in una gara a chi era più antirom.  Trasmissioni come queste di domenica pomeriggio servono soltanto ad alimentare un clima di odio e di paura verso il diverso. La Xenofobia (dal greco ξενοφοβία, xenophobia, ossia “paura del diverso”;, ossia la paura di ciò che è distinto per natura, razza o specie. Intolleranza e discriminazione erano le note della trasmissione per nulla obbiettiva ed assolutamente squilibrata al fine di mostrare un’Italia in cerca di sicurezza a danno di un popolo di delinquenti e di ladri.

novembre 15, 2009

Sinistra basca: sette punti per la pace.

La sinistra indipendentista basca lancia un nuovo piano in sette punti per il superamento del conflitto con Madrid. Un piano che prevede il coinvolgimento della cittadinanza, di tutti i partiti, la possibilità di scegliere liberamente sul proprio futuro. Tutto in assenza di violenza, guardando esplicitamente ai processi di pace sud africano e irlandese. È stata l’avvocata Jone Gorizelaia, che partecipa alla “Conferenza internazionale processi di pace e risoluzione dei conflitti” in corso a Venezia, a dare lettura dei sette punti, condivisi e approvati, ha specificato, dalla base della sinistra indipendentista. La nuova proposta è avvenuta in contemporanea; mentre l’avvocata basca enumerava i paragrafi a Venezia, la stessa cosa avveniva ad Alzasua, in Navarra.

La sinistra basca assume, nel documento, il solenne compromesso a rispettare ogni fase del processo decisionale che liberamente, pacificamente e democraticamente adotteranno i cittadini baschi. Nel documento si fa espresso riferimento al rifiuto di ingerenze violenze esterne ( sesto punto del piano), mentre l’ultimo paragrafo, il settimo, dice esplicitamente che: “Questo processo, deve basarsi sui principi del senatore Mitchell. Dichiariamo di assumere questi principi. D’altro canto, deve stabilirsi un processo di negoziazione tra ETA e lo Stato spagnolo che contempli la smilitarizzazione del paese, liberazione di prigionieri e prigioniere politiche basche, ritorno di esiliati ed esiliate e un trattamento giusto ed equo alle delle vittime del conflitto”.

novembre 15, 2009

Liberazione o morte.

I disoccupati sono coloro che più duramente sopportano le conseguenze del nostro sottosviluppo. La miseria delle loro abitazioni, l’angustia di non poter far entrare in casa il necessario, di non poter pagare l’affitto, di non poter dare un’istruzione ai figli, sta dimostrando a tutti i disoccupati la necessità di intraprendere la lotta definitiva contro il sistema. Essi sanno meglio di chiunque altro che non sono poveri perché non abbiano voglia di lavorare, ma perché non hanno dove lavorare. Essi sanno che non è vero che il popolo sia pigro, bensì  che è l’oligarchia, che per ora è padrona delle fonti di lavoro ed è “padrona”dello stato, a non far niente di efficace per avviare un’autentica soluzione dei nostri problemi. Perciò i disoccupati devono trovarsi alla testa della nostra lotta per strappare il potere a quella minoranza e concederlo alla maggioranza.Essi devono essere i primi a comprendere la necessità che il popolo si organizzi, essi, che stanno come nessun altro sopportando il peso del sistema, devono essere i primi a comprendere che, finchè il popolo non i sarà conquistato il potere, sarà impossibile risolvere i problemi di ciascuna famiglia colombiana che oggi sopporta il peso della disoccupazione.

Camillo Torres (28 ottobre 1965)

novembre 15, 2009

IN PIAZZA LA CRISI E LE SUE FACCE

Le facce, i volti, le persone in carne e ossa che non si vedono, o peggio non si vogliono vedere, ma che noi mostriamo perché c’è bisogno, ora più che mai, che il Paese alzi una volta per tutte il velo sul dramma che vivono in queste ore coloro che pagano il prezzo più caro della crisi: i disoccupati, i licenziati, i cassintegrati, i precari. Sono queste le motivazioni che ci portano oggi in piazza a Roma per la manifestazione nazionale “Il lavoro e la crisi: esigiamo le risposte”. Non è più possibile nascondere la realtà ed è questo il momento in cui più pesanti sono le sofferenze per il lavoro e l’occupazione.

Fabbriche che chiudono nel silenzio, lavoratori divisi tra cassa integrazione ordinaria al termine, procedure di mobilità alle porte, licenziamenti come unica prospettiva. Una realtà che diventa sempre più difficile nascondere e che la Cgil porta alla ribalta nelle strade di Roma. In questo momento di crisi, mentre il governo è impegnato in vicende che non hanno alcuna aderenza con la situazione reale del Paese, la priorità, vera e unica, è sostenere la condizione di chi è in estrema difficoltà. C’è bisogno di atti concreti a vantaggio degli investimenti attraverso l’adozione di una strategia che rilanci la missione industriale del Paese.

C’è bisogno di sostenere i redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, perché in Italia c’è un problema di reddito ineguale non più eludibile: i salari e le pensioni sono troppo bassi e la stessa distribuzione delle ricchezze ha caratteri immorali nella sua diseguaglianza. Siamo in piazza non solo per esigere risposte non più rinviabili – e la mobilitazione della Cgil continuerà nei prossimi giorni con un’iniziativa specifica sul “dimenticato” Mezzogiorno – non solo per denunciare lo scarso interesse che la crisi suscita nel governo e nella politica, ma anche perché vogliamo che i lavoratori possano contare, possano esercitare a pieno la democrazia nei luoghi di lavoro.

La vicenda del contratto separato dei metalmeccanici è per noi uno spartiacque: vogliamo che i principi della democrazia e del pluralismo condizionino i comportamenti di chi firma i contratti contro la volontà della maggioranza dei lavoratori. I lavoratori vogliono e devono poter votare su temi che li riguardano: primo tra tutti il contratto di lavoro. Temi che sentiamo come priorità e sui quali esigiamo risposte. Per questo siamo in piazza oggi. Non per dare una dimostrazione di forza ma perché è nostra intenzione aprire una finestra a coloro che vivono ancora al buio. In piazza oggi c’è una parte sana del Paese da soccorrere e dalla quale ripartire.

  •  Enrico Panini (segretario confederale Cgil)