Archive for novembre 12th, 2009

novembre 12, 2009

buona notte compagni

Buonanotte ai contadini.

Buonanotte a Di lello, che ha parlato bene su Ischia.

Buonanotte al Cardinale Sepe che ha detto che i camorristi non sono cristiani.

Buonanotte a Pinuccia.

Questa notte Berlusconi soffrirà di ATROFIA EMIFACCIALE PROGRESSIVA, ma solo per stanotte, perché domani si ammala di un’altra malattia.

novembre 12, 2009

Lo chiamano processo veloce,

ma è l’impunità per il Duce di Arcore

I l cosiddetto patto sulla giustizia fra Berlusconi e Fini si è risolto con una trovata che assomiglia tanto al coniglio tirato fuori dal cappello del prestigiatore. Niente prescrizione breve, ci assicura il Presidente della Camera. L’accordo raggiunto in casa Pdl non comporterà un taglio della prescrizione, per favorire i soliti noti, ma riguarda l’accelerazione del processo penale.
Se fosse vero, ci troveremmo di fronte ad un rivoluzionario mutamento delle linee di tendenza in materia di giustizia e processo penale che hanno visto, a partire dal 2001, un florilegio di leggi e leggine che hanno ulteriormente rallentato la macchina del processo penale, aggravando il lavoro degli uffici giudiziari, mentre contemporaneamente si riducevano gli stanziamenti e le risorse effettive (per es. lasciando scoperti gli organici).
Se a ciò si aggiunge che la prescrizione breve è stata già introdotta nel 2005 con la legge ex Cirielli che ha determinato una generale diminuzione dei termini di prescrizione, salvo per gli imputati recidivi, non dobbiamo stupirci se una fetta rilevante di procedimenti penali non giunge alla sua naturale conclusione, perché i reati vengono cancellati dalla prescrizione.
In questo modo si verifica un duplice effetto negativo. Viene sprecata una risorsa costosa per la collettività (qual è appunto il processo penale) e si allarga l’area dell’impunità.
A coloro che parlano di accelerazione del processo, bisogna ricordare che questa tendenza a rendere più gravoso il funzionamento del processo penale è proseguita anche nella attuale legislatura. Il disegno di legge del Ministro Alfano sulle intercettazioni (la cui discussione è in corso al Senato, dopo essere stato approvato dalla Camera) è stato criticato sotto molteplici profili, perché toglie dalla cassetta degli attrezzi degli inquirenti strumenti di indagine fondamentali per l’accertamento della verità e perché imbavaglia i giornalisti. Però, sotto il profilo funzionale, si tratta di una riforma che rallenta ancor di più il processo penale, anziché accelerarlo, come è stato rilevato dal Consiglio Superiore della Magistratura in quel parere che è tanto dispiaciuto ai gerarchi del Pdl. Il Csm ha denunziato una scelta procedurale particolarmente irrazionale, quale la sottrazione del potere di autorizzare le intercettazioni al Gip (Giudice delle indagini preliminari, presente in ogni Tribunale), per concentrarlo nella mani del tribunale distrettuale (cioè del capoluogo di Regione) in composizione collegiale, osservando che: «per alcuni tribunali distrettuali di minori dimensioni la disciplina attuale delle incompatibilità, congiunta con l’attribuzione del potere autorizzatorio ad un organo collegiale diverso dal Gip, determinerebbe il pericoloso approssimarsi di quel limite di saturazione oltre il quale si verifica la materiale impossibilità di celebrare i processi». (di Domenico Gallo – Liberazione)

novembre 12, 2009

Bertinotti: «SeL e il big bang della sinistra»

di Nicola Del Duce

Fauso Bertinotti parla della sinistra di ieri e di oggi nell’intervista rilasciata negli studi di Red Tv a Mario Adinolfi. Si parte da lontano per arrivare a noi e per parlare di Sinistra e Libertà e della novità rappresentata dalla vittoria di Pier Luigi Bersani alle primarie del 25 ottobre. Ma non fa sconti né a sé stesso né alle due sinistre di un tempo di cui oggi però non si vede più traccia.

Parte dai motivi delle sconfitte delle sinistre nel cuore dell’Europa l’ex Presidente della Camera per ribadire una sua celebre formula, “avevamo due sinistre, una riformista e una radicale, e oggi non ne abbiamo più neanche una se per qualcuna intendiamo la capacità dell’agire politico di incidere sugli eventi”. «Si sono sottovalutati gli effetti di lunga durata della caduta del muro sotto le cui macerie non sono rimasti travolti solo i comunisti. A 20 anni da allora infatti possiamo dire che di quella sconfitta hanno fatto le spese anche i socialisti, socialdemocratici e laburisti europei». Sì perché secondo Bertinotti «nel resto del mondo la sinistra non se la passa così male, penso all’America Latina e anche alla riforma della sanità fatta da Obama che ricorda molto il linguaggio della sinistra europea».

E dopo aver ricordato ad Adinolfi che il primo governo prodi non cadde sulle 35 ore bensì su una richiesta di politica redistributiva dopo l’ingresso dell’Italia nell’euro, l’intervista giunge ai nostri giorni e affronta le vicende riguardanti Sinistra e Libertà e il Partito Democratico. Su quella che è la sua formazione di riferimento l’ex Presidente della Camera, dichiara: «Sinistra e Libertà dovrebbe funzionare come uno stimolo alla ricostruzione dell’intero campo della sinistra riconoscendo che se si va avanti così non ci sarà salvezza per nessuno. Riapriamo un grande capitolo costituente per una formazione della sinistra in cui ci possano stare tutti».

E Bertinotti si spinge oltre, sollecitato dalle domande di Adinolfi: «Penso che sia necessario, anzi indispensabile che Sinistra e Libertà precipiti verso un soggetto politico che abbia una forza totalmente innovata della politica e che abbia come carattere distintivo la democrazia. Democrazia sempre: nella formazione delle decisioni, nella selezione della classi dirigenti e delle candidature. Sinistra e libertà non dovrebbe inoltre considerarsi come la soluzione del problema ma come un soggetto politico transitorio. Ogni formazione della sinistra oggi dovrebbe considerarsi tale per favorire un big bang da cui costruire davvero il nuovo».

Il passaggio successivo verte naturalmente sul rapporto che SeL dovrebbe instaurare con il Pd di Bersani. Se sul Pd in generale Bertinotti non cambia idea, “lo considero una parte del problema e non una soluzione” rimarcando poi come «in questo momento non esiste una formazione politica che da sola sia capace di portare fuori dalla crisi la sinistra».

Sul Pd di Bersani l’ex Presidente della Camera fa una riflessione: «la giudico una vittoria interessante, perché può essere un segnale di come la politica come virtualità e come prevalere del virtuale sul reale, possa prendere un colpo» aggiungendo poi che «se Bersani riuscisse non in un ritorno al passato ma alla reinvenzione di una costruzione solida e duratura entro cui si verifichino fenomeni di reale partecipazione e di reale confronto tra esperienze diverse, intellettuali e lavorative, credo che sarebbe un fatto positivo per tutti. Insomma la costruzione di un partito solido sarebbe un fatto positivo».

Dal Pd si scende poi giù e si arriva immediatamente alle candidature per le elezioni regionali ormai sempre più vicine. E il discorso non può che cadere su Nichi Vendola. E se Berintotti non nasconde il suo desiderio di rivedere candidato alla guida della regione Puglia, Nichi Vendola che – dice – «ha governato realmente con il consenso popolare» aggiunge anche che «Vendola è stato scelto sulla base di una consultazione popolare interna alla coalizione e ha poi vinto le elezioni. Sarebbe un colpo di stato se un’altra candidatura avvenisse senza la consultazione popolare». «Penso inoltre che all’interno della coalizione di centro sinistra in Puglia Nichi Vendola sconfiggerebbe chiunque» – ha aggiunto Bertinotti. A buon intenditor poche parole.

Tratto dal Blog Altrionline

 

novembre 12, 2009

A quanto mi si dice…….

galileoA quanto  mi si dice, questo signor Galilei toglie l’uomo dal centro dell’universo per relegarlo in un punto imprecisato ai margini. E’ evidente perciò che il sig. Galilei è un nemico dell’umanità e va trattato in conseguenza. L’uomo, lo sanno anche i bambini, è la gemma del creato, la suprema e prediletta creatura di Dio. Ed è concepibile che Dio abbia voluto   affidare un simile capolavoro, la sua più sublime fatica ad una piccola stella fuori mano e in perpetua corsa? Che abbia inviato in simile luogo il suo Divin Figlio? Esistono cervelli pervertiti fino al punto di prestar fede alle parole di questo schiavo della tavola pitagorica? Qual creatura può tollerare tanto affronto?”

(vita di Galileo – Bertold Brecht)

novembre 12, 2009

L’anno del diagramma.

la cina è vicinaRobert Heinlein è uno scrittore di fantascienza americano che scrisse il racconto: “L’anno del diagramma”. In questo racconto uno scienziato misura con un grafico i sintomi dell’assurdità del mondo: alle impennate della curva, corrispondono le grandi sciagure a catastrofi collettive finchè un giorno  la linea tocca un vertice e lo scienziato prevede la fine della civiltà, che puntualmente avviene. Max Horkheimer   è stato come lo scienziato del racconto di Heinlein infatti  il suo pensiero, che egli sviluppa soprattutto nei saggi “Dialettica dell’illuminismo” (scritto insieme ad Adorno) e “Eclisse della ragione” (entrambi 1947), si configura come una critica globale della moderna civiltà occidentale e di quella “logica del dominio” che egli identifica come base di ogni sua manifestazione sociale, economica e culturale.

Horkheimer è stato definito il profeta del diluvio perché secondo il pensatore tedesco, l’amore sparisce dalla terra e gli uomini diventano sempre più aridi: ma rimane in loro un’insoddisfazione che genera la violenza. Il futuro appare dunque  “Come un mondo del tutto razionalizzato e perciò predisposto, amministrato centralmente, soffocato dallo spirito burocratico, privo dei grandi sentimenti, della fantasia, della capacità d’immaginazione, incapace di giustizia.”Max Horkheimer  è stato il profeta della decadenza della ragione, del crollo della civiltà industriale e delle libertà individuali. Come nel racconto di fantascienza oggi sembra sempre più vero che anche la curva da lui disegnata abbia raggiunto il suo vertice.

novembre 12, 2009

Non se ne può più!

berlusconi e mussolini Il parlamento italiano sta per approvare un provvedimento che sancisce definitivamente che non tutti siamo uguali davanti alla legge. Questa legge voluta da Silvio Berlusconi per non essere condannato nel cd. processo Mills dimostra ormai che quello che doveva essere il supremo organo di garanzia per i cittadini è diventato un covo di malaffare.

Contemporaneamente la lega e i ministri fascisti come La Russa e Gasparri seminano odio ed egoismo. La polizia intanto infierisce senza controllo con gli inermi, con gli extracomunitari e padroni-sceriffi cercano di farsi giustizia da soli, negando il rispetto dei diritti fondamentali del cittadino. In televisione il cattivo esempio dei servi del duce di Arcore diventa vincente e simpatico, senza che nessuno si levi ad ammonire e ad impedire che questo avvenga. In una trasmissione ci si domandava se era giusto far vedere ai bambini i trailer di film violenti. Nessuno si domanda se è giusto che i bambini assistano alle  scene deliranti dei rappresentanti della destra. Gli spazi democratici diventano sempre più una mera finzione privi di contenuto.
I servi assumono posti di comando e delinquono in vece de suo padrone ed in suo nome, senza rendere il conto a nessuno.
Chi pensa liberamente e contrasta il pensiero debole dominante viene messo a tacere.

Si fa  uso della forza per reprimere il dissenso e si cerca di riscrivere  la storia per riabilitare i carnefici. I valori della resistenza sono stati mortificati e delegittimati
Si i  tagliano i fondi al sociale,alla giustizia,all’istruzione,alla sanità.

Di fronte a tutto questo mi domando quando ci accorgeremo che c’è un’emergenza democratica e che siamo in pieno regime. La colpa di tutto questo è della desra al potere, della lega ma soprattutto di Berlusconi, un uomo molto ricco, molto potente e sempre più spietato. Non un fascista, ma un pericolo in primo luogo per l’Italia ed un esempio deleterio per tutti.

novembre 12, 2009

Schedare i mussulmani.

islamSchedare i mussulmani.

Enzo Bortolotti, sindaco leghista di Azzano Decimo una cittadina del Friuli in provincia di Pordenone, e la sua giunta proporranno, alla riunione del consiglio comunale di oggi 12 novembre, di censire i musulmani residenti ad Azzano. E non è neppure la prima volta che la Lega Nord avanza un’idea del genere. Pochi giorni dopo l’omicidio di Sanaa Dafani, uccisa dal padre perché aveva scelto di stare insieme ad un ragazzo italiano, il partito aveva presentanto una proposta analoga alla giunta regionale del Friuli, che l’aveva lasciata cadere.
. Enzo Bortolotti è stato eletto per la seconda volta sindaco di Azzano nel 2007, con il 70 percento dei voti: un plebiscito. L’ampia base di consenso gli ha permesso di avanzare proposte sempre più estreme: dalle semplici ronde è arrivato infatti ad obbligare ogni immigrato a dimostrare un reddito di almeno 5mila euro per accedere ai servizi sociali. Un provvedimento bloccato dall’Unione Europea, che lo ha ritenuto contrario alla sua Carta dei diritti fondamentali e al suo ordinamento legislativo. Senza considerare poi un vero e proprio precedente anti-islamico: la giunta comunale aveva vietato alle donne musulmane di indossare il burqa, con un’ordinanza poi vanificata dal Consiglio di Stato. Indignata l’opposizione, che definisce la vicenda “uno scandalo. Successe così anche nel ’38 con le leggi razziali”. Dubbi anche dagli alleati del Pdl: “Preferiamo dedicarci a cose più concrete e coerenti con il rispetto della persona. Italiani, stranieri o immigrati che siano” ha detto il coordinatore regionale del partito, l’onorevole Isidoro Gottardo. Le convinzioni in materia di fede “appartengono alla sfera privata di ognuno di noi”. Dal mondo del diritto fanno notare che la proposta, oltre ad essere contraria alla privacy, viola gli articoli 3, 8 e 19 della Costituzione. Che sanciscono rispettivamente l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, la pari dignità di tutte le religioni e la libertà di culto.

Sempre peggio.