Archive for novembre 9th, 2009

novembre 9, 2009

buona notte compagni.

Buona notte compagni toscani: trovate la quadra.

buona notte fratelli musulmani che siete stati offesi da quella donnaccia della Santachè.

Buona notte alla sorella di Stefano non è giusto morire così.

Perdonami Pinuccia.

Buona notte alla comunità montana della val di Susa.

buona notte alpresidente Obama che sta facendo la riforma sanitaria in America.

Auguro a Berluscon che gli venga la coxartrosi.

 

novembre 9, 2009

Turchia nel 2009 assassinate 953 donne.

donne velateIl dato è stato reso noto dal ministro della Giustizia in seguito ad un’interrogazione parlamentare

Nei primi sette mesi del 2009 in Turchia sono state assassinate 953 donne.
Questo significa che in media sono state uccise 4,5 donne al giorno, 31 a settimana.
A dare la notizia è stato il quotidiano filo-governativo Today’s Zaman che riporta il dato fornito da Sadullah Ergin, ministro della Giustizia, per rispondere ad un’interrogazione parlamentare.
A chiedere al ministro della Giustizia di fare luce su questi omicidi è stata la deputata Fatma Kurtulan del partito per una Società democratica, filo curdo.
L’interrogazione della Kurtulan rientra all’interno di un progetto più ampio per costringere il Governo guidato da Giustizia e Sviluppo, partito di radici islamiche, a porre fine alla piaga delle violenze contro le donne.

novembre 9, 2009

Morto di droga.

giovanardiUn drogato non serve a niente. Da vivo è solo un fastidio. Per la famiglia perché magari se ne vergogna. Il padre vede nel figlio drogato il senso dei propri fallimenti e l’infrangersi di tutti i sogni di riscatto, la madre porta il dolore di tutte le notti insonni, la sorella la vergogna di esibirlo agli amici. Anche per questi è un problema, perché farsi una canna va bene, ma diventare tossico perso no. Stefano Cucchi è capitato nella mani sbagliate, magari un poliziotto frustrato dalla mancanza di soldi, perché non riesce ad arrivare a fine mese e che poche ore prima era uscito di casa sbattendo la porta. Forse aveva litigato con la moglie, che non riesce a portare la ragazzina in palestra e allora giù botte al drogato, tanto per scaricare lo stress. Poi magari si è accorto di averla fatta grossa e l’ha portato in galera, ma i secondini che sono picchiatori scientifici non si sono fatti fare fessi e dopo aver documentato  a futura memoria i lividi e le echimosi l’hanno spedito in ospedale. Il sottosegretario Carlo Giovanardi  ha detto che Stefano Cucchi è «morto di droga». Che vuol dire? Che un drogato può essere picchiato, ammazzato di botte, ma nessuno deve pagare perché un drogato non serve a niente e può morire solo di droga?….e poi ben gli sta. Magari era anche comunista. Può darsi che quello che Giovanardi dice sia vero. Aggiungerei, però, che  tra le cause della morte di Stefano Cucchi, quella senza la quale Stefano Cucchi non sarebbe nemmeno stato portato in commissariato, quella sera. È la legge italiana sul consumo di droga e porta la firma di due persone. Una è Gianfranco Fini, il campione di democrazia, applauditissimo all’ultima festa del Partito Democratico. L’altra è Carlo Giovanardi.

novembre 9, 2009

Ancora sull’influenza suina.

influenza suinaA proposito della influenza suina i giornali e i Tg fanno la conta dei morti e parlano dei ritardi nella distribuzione del vaccino e quindi danno  due informazioni: le persone muoiono di Influenza A e il vaccino è fondamentale per salvarci la vita. Però tutta la comunità scientifica riconosce universalmente che l’influenza suina è meno grave della stagionale.

Sempre la televisione ci ha detto che per l’influenza stagionale è morta molto più gente di quanta ne sia morta con l’influenza suina. A parte l’inattendibilità dei criteri per verificare i dati emerge da tutte le dichiarazioni che i morti per l’influenza stagionale sono molti di più dei morti per influenza suina. Allora la domanda sorge spontanea: perché l’anno scorso la televisione non ci diceva quanta gente moriva per l’influenza stagionale?. Perchè  non ci dicevano ogni giorno che era morto qualcuno di influenza? Perchè alla gente non interessava in quanto nessuno per fortuna gli aveva mai allarmati. Ora da qualche mese si sono messi a contare bene anche i morti per influenza stagionale e si è visto che nell’emisfero australe (dove è appena finito l’inverno) i morti di stagionale sono 13 su 100.000 persone mentre i morti di influenza A H1N1 sono 1 su 100.000. 13 volte di meno! La conclusione è che quindi l’influenza stagionale è più pericolosa della suina e anche di influenza stagionale muoiono persone in apparente stato di buona salute.

Perchè le televisioni e i governi hanno allarmato la popolazione? Per soldi, per impreparazione e perché stanno morendo persone che l’anno scorso non sarebbero morte e perché hanno paura di non riuscire a smaltire gli enormi quantitativi di vaccino che hanno predisposto. Questo vuol dire che è meglio ascoltare il proprio medico di base che la televisione. Personalmente non mi vaccino perché sempre la televisione ha detto che: a) il vaccino non è sicuro al 100%. B) Che i rischi di morte sono equivalenti ai rischi di danni collaterali(vaasculite, disturbi neurologici, neurite e la sindrome di Guillain Barrè. Il mio medico di base mi ha dato questi consigli che vi ripropongo: fai quello che hai sempre fatto di solito. Paracetamolo (es. Tachipirina) se la febbre sale sopra i 38-38,5 gradi, se la febbre non si abbassa metti del ghiaccio sugli arti, bevi molta acqua, non mangiare porcherie (!!!) non andare dal medico e non andare al Pronto Soccorso perchè o infetti tutti o ti infettano gli altri. Evita il contatto con gli altri per circa sette giorni e non ti azzardare a prendere farmaci antivirali se non te li ha prescritti il medico.  Sta attento solo ai sintomi respiratorie solo nel caso ci siano serie difficoltà a respirare (evenienza rarissima) vai al Pronto Soccorso. In questo momento solo una cosa è sicura sull’Influenza A: è meno pericolosa di quella stagionale.

Infine non vi fidate di nessuno che vi dica cosa fare senza avervi mai visitato e senza aver letto bene le vostre cartelle cliniche.

novembre 9, 2009

Non arrendersi mai!

fontaneIl consenso e i riscontri ottenuti negli ultimi mesi sulla battaglia per difendere la natura dell’acqua come bene pubblico non mercificabile, che insieme a tanta parte della sinistra stiamo facendo ci deve convincere a non mollare a combattere su tutti i fronti possibili per evitare questo scandalo nazionale e per noi irpini questa tragedia annunciata.
Il mito che il privato sia meglio del pubblico è una sonora bugia dimostrabile con cento esempi. Nel caso specifico peraltro è difficile sostenere che un’azienda privata possa fare meglio di un’azienda pubblica con tanta storia e professionalità alle spalle. L’azienda alto calore servizi opera anche in presenza di scarse risorse finanziarie e con il dichiarato e dimostrato boicottaggio da parte della Regione Campania. Al di la di questo, che è comunque fondamentale, bisogna difendere il principio che l’acqua è un bene indisponibile per sua natura patrimonio universale che non potrà mai essere una merce.
Nel centro-sinistra è paradossale che una parte dello schieramento, compreso il Presidente della Regione Campania Bassolino, si adegui a questo approccio, dopo avere, nella scorsa legislatura, tenuto una linea contraria alla privatizzazione dell’acqua. E però bisogna ricordare -mettendole a confronto con la decisione del Senato sull’acqua- le “sparate” di Tremonti di questi ultimi mesi contro il mercatismo e le privatizzazioni: pura ipocrisia e demagogia. Il mercato applicato alla gestione dei servizi legati all’acqua nasconde interessi economici che si cerca di nascondere con il mito dell’ “efficienza del mercato”. Non si può accettare che l’acqua diventi il viatico per la mercificazione di tutti i beni primari della società.
Bene hanno fatto Vendola e la Regione Puglia a dichiarare la volontà di ripubblicizzare l’acquedotto pugliese e la stessa cosa dovrebbe fare Bassolino. Chi vuole privatizzare l’acqua non è perché si interessi a far funzionare bene un servizio, ma vuole trarne il maggior profitto possibile, anche a costo di diminuirne i costi con minori spese per il personale e meno manutenzione. In una situazione come quella irpina dove si perde già il 40% dell’acqua per la mancata manutenzione degli impianti significa aggiungere inefficienza, alla mancanza di fondi ed investimenti che nessun privato farà mai. Ecco perché bisogna sostenere e sviluppare ancora di più il movimento per l’acqua come bene comune, rilanciare le mobilitazioni e chiedere alla forze politiche di mettere al centro dell’iniziativa di questi mesi il tema dell’accesso universale e libero all’acqua, sottraendola alla dimensione del mercato. Prima che sia troppo tardi mobilitiamoci, con tutte le forme di lotta consentite, perché questa sfida se dovesse essere perduta, non sarà più riproponibile.