Libri da leggere.

estate 2008 Montella - Agropoli - Francia (Normandia e Loira 206Si chiama ‘Servi’, e completa una triade. Una piccola Divina Commedia dove non c’è paradiso, ma solo inferni: prima erano i Centri di permanenza temporanea (‘Lager Italiani’, Rizzoli, 2006), poi le morti sul lavoro (‘Lavorare uccide’, Rizzoli, 2008). Oggi è il ‘Paese sommerso dei clandestini’ a venire raccontato da Marco Rovelli. A Cerignola, come in ciascuno dei viaggi compiuti per l’Italia, possiamo testimoniare che certe storie, per raccontarle, l’autore prima le osserva, poi le condivide. Bisogna trascorrere qualche giorno con Marcella, donna ivoriana che gestisce un bar nella campagna foggiana, per parlare la lingua dei servi. O per dare voce a chi non l’ha. Africani, rumeni, polacchi, marocchini: Kojolì, Mircea, Caterina, Monsef. Sono uomini e donne sfruttati e trattati come schiavi, una comunità sommersa la cui condizione trascende le etnie:   Da irregolari, la terra riservata loro è solo quella dove raccogliere pomodori. O quella da impastare per fare cemento. O, ancora, quella d’asfalto dove prostituirsi. I servi raccolgono pomodori che non mangeranno, costruiscono case che non abiteranno. Raccontano storie che nessuno ascolterà. A meno che non vengano registrate, assorbite e restituite da chi si è applicato ad esse con scrupoloso impegno, producendo un lavoro documentato quanto quello di un giornalista d’inchiesta, ma dipinto con la ricchezza e lo stile del narratore vero.

L’immigrazione clandestina non è un’emergenza, un evento epocale – dice l’autore – ma un fenomeno storico, con una sua evoluzione e un suo futuro. Chi la presenta come tumore sociale compie un’operazione di propaganda.

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