Archive for novembre 8th, 2009

novembre 8, 2009

I GENESIS

buona notte compagni.

Buona notte compagni incazzati,

buona notte compagni che non ve frega niente del Muro di Berlino.

Buona notte Saviano, ti prego accetta di fare il presidente della regione Campania, dacci un motivo per sperare che le cose si possono cambiare.

Buona notte Bassolino, anche se ne hai fatti tanti guai.

Buona notte paolo Villaggio.

Speriamo che Berlusconi gli venga una diarrea che lo faccia stare seduto tutta la notte sul cesso.

novembre 8, 2009

Sciopero generale in Irpinia.

scioperoL’Irpinia vive in questo momento una crisi dura e senza precedenti.Una crisi drammatica, che ha chiuso i cancelli di molte fabbriche e che ha determinato la collocazione in cassintegrazione e mobilità di migliaia di impiegati ed operai. Una crisi spaventosa, che sta producendo il silenzioso licenziamento di migliaia di lavoratori, perlopiù giovani e precari, sprovvisti di qualsiasi ammortizzatore.
Una crisi che ormai non è più soltanto economica, ma che è divenuta un fatto di enorme impatto sociale.
In un momento del genere, penso che lo sciopero generale sia un atto dovuto. Lo sciopero generale, oggi, serve a far emergere la crisi nella sua portata e a sme ntire gli illusionisti che dicono che il peggio è passato;, è utile a far uscire le tante vertenze dalla solitudine, è necessario per chiedere delle risposte forti alle Istituzioni fin qui latitanti, è indispensabile per richiamare l’attenzione di una politica troppo distratta.

Questa crisi sta attraversando il mondo intero, ma investe in maniera più acuta il Sud. E in particolare l’Irpinia, i suoi settori più ampi e più maturi, come la concia, l’edilizia, il tessile, il metalmeccanico e il comparto auto. Qui, nel nostro territorio, in assenza di un intervento pubblico forte, la crisi ci consegnerà accresciute differenze sociali, ma anche una maggiore distanza tra il sistema produttivo irpino e le economie europee più avanzate.
Siamo, dunque, ad un passaggio decisivo per i lavoratori e, più in generale, per il futuro dell’Irpinia.
E allora, agli amici e compagni del sindacato irpino, che stanno
riflettendo sulla proclamazione dello sciopero generale, rispettosamente dico «se non ora, quando?».

di Gennaro Imbriano,

SINISTRA e LIBERTA’ – Ecologia
AVELLINO
novembre 8, 2009

Qualcosa di sinistra.

roberto savianoSe Nicola Cosentino dovesse essere il candidato del Pdl in Campania, Saviano accetti di candidarsi alle regionali. Questa la proposta lanciata da Claudio Fava di Sinistra e Liberta’ in una lettera aperta allo stesso Saviano, pubblicata su ‘L’Unita”. “Caro Saviano -scrive Fava- due giorni fa a Napoli ho chiesto pubblicamente la tua disponibilita’ a candidarti per la presidenza della Regione Campania. Non e’ stato uno sgarbo ne’ una forzatura ma una necessita’ civile. Perche’ a Napoli, fra qualche mese, ci giochiamo non solo il destino della tua regione ma un’idea di nazione”.

“Il candidato che la destra quasi certamente presentera’ si chiama Nicola Cosentino -aggiunge Fava- sottosegretario del governo Berlusconi, uomo forte del Pdl in Campania e ‘uomo a disposizione dei Casalesi’, secondo le dichiarazioni di quattro collaboratori di giustizia, acquisite dalla Procura di Napoli”. L’esponente di Sl sottolinea come “chiunque” al posto di Cosentino “avrebbe fatto un passo indietro fino a che non fosse spazzata via l’ombra di un sospetto cosi’ lacerante. Chiunque: non Cosentino”.

“Che si fa, dunque -si chiede Fava- se Cosentino e il suo partito sceglieranno di sfidare il senso della decenza? Gli si contrappone un notabile di segno politico contrario? Si va in cerca d’un candidato comunque, purche’ abbia il cartellino penale pulito? Si derubrica questa elezione come un fatto locale, una cosa di periferia? E pazienza se poi colui che rischia di vincere andra’ a governare in nome dei voti suoi e di quei sospetti… Io dico di no. E per questo, caro Saviano, se Cosentino dovesse candidarsi, ti chiedo di fare la tua parte accettando di candidarti anche tu”.

novembre 8, 2009

INFLUENZA A, ATTENTI AI FARMACI TRUFFA

Attenzione ai falsi prodotti che pretendono di diagnosticare, prevenire, mitigare, trattare o curare il virus H1-N1 dell’influenza A. L’allarme viene dalla Fda (Usa). Si tratta di prodotti o trattamenti illegali che vengono venduti tramite internet tra i quali troviamo uno shampoo protettivo, integratori dietetici, uno spray, test diagnostici. Vengono offerti veri e propri “farmaci”, ovviamente pericolosi per la salute, che possono scatenare interazioni farmacologiche, contenere ingredienti sconosciuti o contaminati. I sistemi di prevenzione sono noti a tutti e quelli per la cura altrettanto. Affidarsi al proprio medico di base ci pare un buon consiglio.

novembre 8, 2009

Le carceri secondo Berlusconi.

carceri galleggiantiA fronte della esplosione della popolazione carceraria che si avvia ad essere di 70 mila detenuti il governo Berlusconi non trova di meglio che proporre una soluzione lucrosa per chi deve realizzarla ma certamente di grande peggioramento della condizione dei detenuti. Si vorrebbero costruire delle carceri galleggianti che dovrebbero sostare davanti ai porti italiani. L’esperienza delle carceri galleggianti è stata fatta USA, in Gran Bretagna ed in Olanda con esiti terribili per i detenuti che si ammalano per l’insalubrità e soffrono di claustrofobia dal momento che gli spazi si riducono al minimo. Veri e propri loculi per viventi che galleggiano davanti le coste italiane! In Inghilterra una nave-carcere è stata chiusa per i gravissimi problemi psichici creati ai detenuti ed anche ai custodi e per le difficoltà di raccordo con il mondo esterno.
Il Governo da un lato mostra la faccia feroce ai detenuti. Dall’altro appronta e si fa approvare leggi che esonerano dal rispetto della legge l’estambliscement. Tutto l’apparato
governativo e politico è proteso alla ricerca di “soluzioni” che evitino a Berlusconi di comparire davanti ad un tribunale per esserne giudicato. Due orientamenti legislativi divaricanti. Una per i potenti che comprende lo scudo fiscale ed i reati tipici dei “colletti bianchi”; l’altra per gli immigrati, per i poveri, per i contestatori, per i cittadini “comuni”. La resistenza a pubblico ufficiale è punita con carcere fino a tre anni!
Il gratuito patrocinio già malvisto dal governo è diventato ancora più insufficiente per la difesa. Bisognerebbe trovare strumenti adeguati di assistenza. Si potrebbero generalizzare uffici di patronato preposti alla assistenza dei carcerati e dei loro familiari negli stabilimenti penali.
Ma il problema più drammatico ed urgente è quello di ridurre di un terzo la popolazione carceraria subito.
Alla detenzione al domicilio moltissimi non potrebbero accedervi per mancanza di mezzi di sostentamento. Lo Stato che spende mediamente per ogni detenuto ventimila euro l’anno potrebbe intervenire con un modesto assegno alimentare.

novembre 8, 2009

La riforma Gelmini dell’università.

gelminiPer quanto concerne le Università, la nuova legge prevede la trasformazione delle stesse in Fondazioni: viene offerta la capacità di raccogliere finanziamenti privati. ciò implicherà:
1) La natura pubblica delle Università verrà annullata
2) Dividerà gli Atenei in Fondazioni di classe A e di classe B in funzione della capacità economica della regione di appartenenza.
3) Il sistema del “diritto allo studio” verrà cancellato e non sarà più assicurata la possibilità di studi  universitari ai “meritevoli anche se in condizioni disagiate” (Art. 34 della Costituzione)
4) Sparirà la differenza rispetto alle Università private, ad esempio per le tasse universitarie: (alla Bocconi ammontano attualmente da 4300 a 9650 euro/anno)

Tagli del FFO nel DL 112/08 (Fondo Funzionamento Ordinario): finanziamento ministeriale del sistema universitario: 63,5 milioni di euro per il 2009
190 milioni di euro per il 2010
316 milioni di euro per il 2011
417 milioni di euro per il 2012
455 milioni di euro per il 2013

1,5 miliardi di euro più che una ristrutturazione sono la distruzione di un sistema già sotto finanziato!
In Media nei paesi dell’OCSE si spende per l’istruzione pubblica di ogni studente: 8400$, in Italia: 5400$
Le Naturali conseguenze più dirette a questa stretta saranno:
I) riduzione dei servizi agli studenti
II) riduzione delle infrastrutture (aule, laboratori, biblioteche)
III) peggioramento della qualità della didattica
IV) riduzione delle attività di ricerca
La Legge prevede anche un Dimezzamento dei Docenti attraverso il blocco del TurnOver delle assunzioni: In 4 anni. Anche qui la situazione già al momento sarebbe da capovolgere piuttosto: LA Media del rapporto Docenti/Studenti nei paesi dell’OCSE è di 1 a 15,3 mentre in italia abbiamo un professore ogni 20,4 alunni. Sul lungo periodo pagheremo un abbassamento generale della qualità della didattica, Lo studente non potrà interagire con il mondo della ricerca e della produzione di nuove conoscenze. Impossibilità di svolgimento di tesi sperimentali causa l’assenza di laboratori di ricerca. Non si potranno formare nuovi ricercatori: le scuole di dottorato spariranno in assenza di attività di ricerca. Sparizione delle Università pubbliche come sedi dello sviluppo delle nuove conoscenze. Gli Atenei si trasformeranno in super-Licei. Può esistere una nazione sviluppata senza la ricerca di base svolta nelle Università?
Ciliegina sulla torta la sparizione delle SISS le Scuole di Specializzazione per la Formazione Insegnanti.

novembre 8, 2009

Volevano solo trecento lire in più.

avolaIl 25 novembre 1968 32.000 lavoratori agricoli abbandonarono i giardini di Avola, incrociando le braccia per avere il riconoscimento di un aumento sulla paga e per ottenere il riconoscimento della parità di trattamento salariale tra addetti ad uno stesso lavoro  in due zone diverse di una stessa provincia. Stiamo parlando di gabbie salariali, che all’epoca erano in vigore non tra la Sicilia e Milano, ma tra Avola e Lentini. I proprietari terrieri rifiutarono il confronto scatenando la reazione non solo degli operai ma di tutti i sindaci dei paesi interessati di  ogni colore politico con in testa il sindaco socialista di Avola Danaro, che rifiuta l’ordine del Prefetto di Siracusa di rimuovere  i blocchi stradali e dichiara “indosserò la fascia tricolore e andrò a unirmi agli scioperanti per presentarmi ala polizia e intimarle di abbandonare il paese.”Il lunedì successivo arrivano da Siracusa novanta agenti per rimuovere i blocchi stradali. Alla reazione dei manifestanti corrisponde una violentissima carica della polizia che armi alla mano spara sulla folla inerme. Lunedì due dicembre 1968 restano a terra, crivellati da due chili di piombo, Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona. Altri quattro braccianti sono in fin di vita. Il segretario regionale del PSI Lauricella, la Uil siciliana i socialisti della CGIL siciliana telegrafano al partito per esigere come condizione irrinunciabile della partecipazione socialista a una nuova coalizione di centrosinistra, l’immediato  disarmo della polizia.

novembre 8, 2009

Venti anni fa……

Sembra che il posto giusto dove stare in questi giorni sia Berlino. La gente sta confluendo qui da ogni parte del mondo, l’agenda della Storia ha dato appuntamento nella capitale tedesca. Il 9 novembre a Berlino, in Germania, non è festivo. È un giorno di lavoro come tutti gli altri. Hanno deciso che la Riunificazione si festeggia il 3 di ottobre. Il 3 ottobre è cervello, è la firma di un contratto che, nel 1990, ha ufficialmente sancito la Riunificazione della Germania dopo 40 anni di divorzio. Ha così prevalso il giorno della politica su quello in cui il protagonista assoluto era il popolo berlinese.

Il giorno fatale. Ma ci sarebbero anche altre ragioni perché il 9 novembre non può diventare “rosso” sul calendario dei tedeschi. Quel giorno, infatti, ha la fama di essere il Schicksalstag,  il “giorno fatale” e i tedeschi, come è noto, hanno un rapporto tormentato con la Storia. Nel 1918 Philipp Scheidemann proclama la Repubblica di Weimar decretando la fine della monarchia dei Wilhelm II. Nel 1923, con il Putsch di Monaco, Hitler fa le prove generali prima dell’ascesa al potere. E soprattutto, il 9 novembre del 1938 è la Kristallnacht, la Notte dei Cristalli, durante la quale più di mille ebrei furono uccisi e le sinagoghe e i loro negozi dati alle fiamme.

Tra memoria e commercio. E così, in questa Berlino tappezzata color oro, del giallo delle foglie che l’autunno strappa ai rami, pare che la festa sia dei turisti, dei capi di stato e dei premi Nobel. Ad Alexander Platz, lungo la East Side Gallery, alla Porta di Brandeburgo si parlano tutte le lingue, raramente il tedesco.

Il popolo e gli altri. Ma l’atmosfera da vigilia, l’aria elettrizzante proprio non si riesce ad avvertirla. “E’ che noi berlinesi siamo così – mi dice il tassista nel breve tratto tra Kastanienalle e Kreuzberg -, siamo cool, per nulla bravi a far trasparire le nostre emozioni”. Eppure è da un anno che il governo prepara il popolo con eventi, mostre e documentari trasmessi in tv. mentre il Berliner Morgenpost rimane leggero raccontando i 1300 metri della East Side Gallery e del “Domino”, i mille blocchi che lunedì sera simuleranno la caduta del Muro con un gigantesco “go-down”. Lech Walesa avrà l’onore di avviare la cascata a sequenza. Proprio Lech Walesa, il leader di Solidarnosc che in un’intervista allo Spiegel ha rivendicato il ruolo fondamentale della Polonia nel crollo del comunismo: “Noi abbiamo sconfitto il comunismo e la gente della Germania dell’est ha cominciato a fuggire attraverso le ambasciate di altri paesi. Il Muro di Berlino è caduto a causa di questi disertori e della debolezza politica di Gorbachev che non è intervenuto per fermare quel flusso di persone”.

Mentre Walesa, Gorbachev, gli Usa rappresentati da Hillary Rodham Clinton, si contenderanno i meriti e gli onori che spettano di diritto al popolo, David, uno del popolo, lunedì sarà a giocare un’importante partita di squash, la sua compagna, una del popolo, a lezione d’italiano: “Lunedì? andrò a lavoro, giocherò a squash e berrò una birra con gli amici del club. Lunedì è un giorno come un altro”.

novembre 8, 2009

Libri da leggere.

estate 2008 Montella - Agropoli - Francia (Normandia e Loira 206Si chiama ‘Servi’, e completa una triade. Una piccola Divina Commedia dove non c’è paradiso, ma solo inferni: prima erano i Centri di permanenza temporanea (‘Lager Italiani’, Rizzoli, 2006), poi le morti sul lavoro (‘Lavorare uccide’, Rizzoli, 2008). Oggi è il ‘Paese sommerso dei clandestini’ a venire raccontato da Marco Rovelli. A Cerignola, come in ciascuno dei viaggi compiuti per l’Italia, possiamo testimoniare che certe storie, per raccontarle, l’autore prima le osserva, poi le condivide. Bisogna trascorrere qualche giorno con Marcella, donna ivoriana che gestisce un bar nella campagna foggiana, per parlare la lingua dei servi. O per dare voce a chi non l’ha. Africani, rumeni, polacchi, marocchini: Kojolì, Mircea, Caterina, Monsef. Sono uomini e donne sfruttati e trattati come schiavi, una comunità sommersa la cui condizione trascende le etnie:   Da irregolari, la terra riservata loro è solo quella dove raccogliere pomodori. O quella da impastare per fare cemento. O, ancora, quella d’asfalto dove prostituirsi. I servi raccolgono pomodori che non mangeranno, costruiscono case che non abiteranno. Raccontano storie che nessuno ascolterà. A meno che non vengano registrate, assorbite e restituite da chi si è applicato ad esse con scrupoloso impegno, producendo un lavoro documentato quanto quello di un giornalista d’inchiesta, ma dipinto con la ricchezza e lo stile del narratore vero.

L’immigrazione clandestina non è un’emergenza, un evento epocale – dice l’autore – ma un fenomeno storico, con una sua evoluzione e un suo futuro. Chi la presenta come tumore sociale compie un’operazione di propaganda.