Archive for novembre 6th, 2009

novembre 6, 2009

Buona notte compagni!

Jim Croce.

Nasce nel 1943 a Filadelfia e all’età di 18 anni, mentre frequenta l’università, impara a suonare la chitarra. Svolge diversi lavori e nel 1967 comincia a esibirsi nel circuito dei caffè di New York. Nello stesso anno esce il suo primo disco, assieme alla moglie Ingrid, che passa del tutto inosservato. Lo stesso non può dirsi del suo secondo lavoro nel 1972 che, grazie all’aiuto del suo vecchio amico Tommy West e del chitarrista Maury Muehleisen, riscosse subito un notevole successo grazie a ballate melodiche quali Operator e Photographs and Memories. Ma il vero successo arriva nel 1973 con l’album Life & Times che contiene il suo pezzo forse più famoso: Bad bad Leroy Brown, storia di un bulletto di quartiere senz’altro ripreso dai tanti personaggi da lui incontrati su e giù per l’America quando faceva il camionista. Il pezzo raggiunge la vetta delle classifiche e la strada del successo pare in discesa ma il 20 settembre di quello stesso anno muore in un incidente aereo assieme all’amico Maury. Subito escono I’ve got a name che, registrato durante l’estate, diventa disco d’oro e la raccolta Photographs and Memories. Moltissime le operazioni discografiche dopo la sua morte per cui non è possibile stilare una sua discografia completa. Jim Croce resta uno degli ultimi menestrelli vagabondi che, come Woody Guthrie prima di lui, racconta storie di gente e di emozioni e sa dividersi tra una melodica vena di malinconia ed il vecchio sogno americano.

novembre 6, 2009

A scuola senza crocefisso.

Come Cattolico ritengo che la discussione sul crocefisso nelle aule delle scuole pubbliche sia una di quelle cose fatte per contarsi. Cioè per vedere chi sta da una parte e chi dall’altra. E’ la storia di sempre se non ti schieri per condannare la sentenza della Corte di Giustizia della comunità Europea sei un comunista, un senza Dio ed anche un pessimo padre. Io non credo che togliere la Croce dalle scuole serva a tutelare i bambini di altre fedi.  Semplicemente i bambini se ne fregano se alla parete c’è il Crocefisso o meno. L’unico che ha interesse al Crocefisso è Benedetto XVI e  il ministro La Russa. Il nostro dovrebbe essere uno stato laico indifferente ai simboli ed invece i simboli servono per catalogare tutto e tutti. Con il simbolo c’è l’appartenenza a una tribù e la protezione. In questa maniera si creano le fazioni armate l’una contro l’altra e tutti contro la comunità Europea, che non fa male. Tolleranza, solidarietà, tradizioni positive sono morte, restano i pretesti per combattersi e per dimostrare sempre e comunque chi è il più forte.  Io il crocefisso preferisco averlo in camera da letto e trovarlo in Chiesa.

Come cattolico mi fa tristezza vedere un ex picchiatore fascista che si erge a paladino dei miei presunti diritti violati.

novembre 6, 2009

Piano casa, Bassolino non ce la fa!

bassolinoBassolino non riesce a far passare la legge mostro sul piano casa Ieri si è cercato di imbrlogiare sul calcolo del quorum necessario alla validità del voto sostenendo che sisarebbe dovuto tener  conto dei 3 consiglieri Udeur obbligati a dimorare fuori regione. Il  capogruppo del Pd Pietro Ciarlo ha chiesto di verificare la possibilità di abbassare il quorum. Ma se anche paradossalmente la proposta fosse stata accolta, il piano casa sarebbe rimasto fermo dove era stato inchiodato una settimana prima, cioè all’articolo 3. Due consiglieri  del Pd, non hanno esitato a motivate il proprio dissenso puntando il dito contro la «sinistra massimalista e comunista», vale a dire, soprattutto, contro la numerosa pattuglia di consiglieri di «Sinistra e libertà» che stanno lottando perché il piano casa abbia un ambito di applicazione più ristretto rispetto a quello ipotizzato dal testo licenziato dalla commissione urbanistica che, tutto sommato, avrebbe incassato il via libera anche dal centrodestra. Anche in Regione Campania ci sono i comunisti che giocano all sfascio, proprio come tuona Berlusconi a livello Nazionale. Solo che questa volta ad accusare di comunismo massimalista sono i consiglieri del PD «Su una legge così attesa da professionisti, piccoli imprenditori e lavoratori edili — ha tuonato Carpinelli — un partito riformista come il Pd deve avere una propria idea invece di essere ostaggio della sinistra. Il Pd deve liberarsi del cappio comunista che impedisce l’approvazione della legge e creare condizioni per un’intesa con tutte le altre forze politiche per il suo varo immediato». In sintonia col consigliere salernitano il napoletano Peppe Russo. «Non è la prima volta che su questioni strategiche la divaricazione tra noi del Pd e la sinistra massimalista si evidenzia in tutta la sua nettezza». E meno male che entrambi appartengono alla corrente che fa capo al nuovo segretario nazionale Pier Luigi Bersani, il teorico del superamento dell’autosufficienza del Pd e della necessità del dialogo con le altre forze del centrosinistra per la costruzione di ampie alleanze per le prossime regionali.

novembre 6, 2009

Sinistra e Libertà: non sarà un cartello elettorale”.

niki vendolaParla Gennaro Imbriano, leader dei vendoliani.
 
 
  • Imbriano, il progetto unitario di Sinistra e Libertà procede oramai speditamente. “Movimento per la Sinistra” come si sta attrezzando a questo appuntamento?
Il Movimento per la Sinistra, fin dall’inizio, ha lavorato con generosità e convinzione alla nascita di Sinistra e Libertà. E ora bisogna procedere, senza tentennamenti. Un passo significativo in avanti c’è già stato con la recente apertura del tesseramento a Sinistra e Libertà: oggi infatti chiunque può iscriversi, decidere e partecipare. Spero saranno in tanti a voler giocare questa bella partita.
  • Come si può evitare il ripetersi della débacle elettorale de L’Arcobaleno? In sostanza, come trasmettere il messaggio all’elettorato di sinistra che il vostro non è solo un cartello elettorale?
Sarebbe incomprensibile e folle la riproposizione di un cartello elettorale. E, infatti, in questi mesi abbiamo assunto scelte importanti e significative: eleggendo il coordinamento nazionale di SeL, convocando la nostra Assemblea Costituente per il prossimo 19 dicembre, decidendo che alle prossime regionali ci presenteremo ovunque col nostro simbolo e che subito dopo, nella primavera del 2010, si svolgerà il nostro primo congresso fondativo.
Sinistra e Libertà ha promesso al milione di elettori che l’hanno sostenuta alle europee che avremmo aperto, da subito, il cantiere della nuova sinistra italiana. E così abbiamo fatto! Ora è fondamentale garantire la massima partecipazione e collocare il processo costituente dentro la società, dentro le contraddizioni che la attraversano. Per far questo, al più presto dovremo anche procedere, in Irpinia, alla costituzione di un Coordinamento Provinciale di SeL che avvii il percorso sul territorio.
  • In Irpinia Sinistra e Libertà quali connotati dovrà avere, vista la pluralità di soggetti che vi aderiscono?
«Codesto solo oggi possiamo dirti: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo». Le parole di Montale ci aiutano a delineare i tratti della sinistra che verrà. Una nuova sinistra, una sinistra né minoritaria, né subalterna, né populista, né moderata; una sinistra del lavoro e dell’ambiente, del Sud e delle donne, dei giovani e della libertà.
In Irpinia, come nel resto d’Italia, c’è bisogno di questo.
Penso, inoltre, che dovremo avere la capacità di rispettare e valorizzare le differenze e farle essere una potenzialità. Ma gli attuali Partitini non bastano più, dobbiamo andare oltre, costruendo a sinistra uno spazio politico aperto e partecipato, unitario e plurale.
     
  • Più in generale, il popolo di sinistra si può identificare nel nuovo Partito Democratico targato Bersani o c’è bisogno di forze politiche come la vostra?
Ho grande rispetto per l’eccezionale strumento delle primarie e ora spero che, archiviata definitivamente la sciagurata autosufficienza veltroniana, Bersani si farà carico di una forte operazione di rilancio del centro-sinistra.
Detto questo e ribadito che non sono certo tra quelli che considerano scioccamente il Partito Democratico come un avversario, non mi pare affatto che il PD sia improvvisamente diventato di sinistra. Al contrario, sopratutto in Parlamento, è finora pesata l’assenza di una forza di sinistra.
Oggi, purtroppo, siamo in una condizione senza precedenti e per certi versi paradossale: esiste un popolo della sinistra, con un suo modo di vedere la vita e la società, che in molti casi riesce anche a mobilitarsi, ma non c’è ancora una soggettività politica che lo rappresenti. SeL nasce per provare a dare una risposta a questa domanda diffusa.
  • Cambiamo argomento: privatizzazione dell’acqua, la crisi economica, la gestione delle società dell’Alto Calore e, da ultima, la vicenda sulla società chiamata a gestire il servizio rifiuti provinciale. Qual è il posizionamento del “Movimento per la Sinistra” su queste tematiche scottanti?
Anche qui si sente tutto il peso della profonda sconfitta che ha subìto la sinistra. La verità è che in gran parte del mondo, a partire dagli Stati Uniti, si sono compresi gli eccessi ideologici del liberismo, mentre invece nel nostro Paese si continua su quella strada sbagliata che ha condotto l’economia internazionale al disastro. Infatti fin qui il Governo ha occultato la crisi economica: nessuno stimolo alla domanda e al welfare, nemmeno uno straccio di politica industriale. E Berlusconi continua a spingere, come nel caso dei servizi pubblici locali, penso all’acqua e ai rifiuti, verso la privatizzazione. La destra propone un’idea sbagliata ma molto semplice: meno stato e più mercato, meno solidarietà e più solitudini impaurite e frantumate.
La sinistra deve saper indicare un’alternativa netta. Basterebbe riflettere su quanto ha fatto Obama, che ha vinto le elezioni proponendo imponenti investimenti pubblici per scuola, innovazione e sanità, rilanciando il ruolo pubblico nell’economia, parlando di diritti civili e green economy.
  • Le elezioni regionali si stanno avvicinando. Su quali candidati e, soprattutto, su quali alleanze si dovrebbe puntare per la svolta a Palazzo Santa Lucia?
La Campania ha bisogno di una svolta, non solo nei nomi. Occorre avviare un serio confronto tra le forze politiche, mettendo al centro le scelte programmatiche per il futuro della nostra regione. Poi dovranno essere i cittadini, attraverso un passaggio democratico, a indicare il candidato presidente del centro-sinistra.
Ovviamente dobbiamo avere l’ambizione di costruire alleanze ampie, capaci di evitare la vittoria dei cosentino e della destra. Alleanze che sappiano coinvolgere tutte quelle forze che, in vario modo, si stanno opponendo al Governo Berlusconi e alle sue politiche leghiste che penalizzano il Sud.
  • Un’ultima cosa: qual è il suo giudizio su questi primi mesi di amministrazione cittadina targata Galasso?
Sono sotto gli occhi di tutti le continue rotture dentro la coalizione e sopratutto nello stesso Pd. Non è così che si può amministrare una città come Avellino. E pensare che la bella vittoria al ballottaggio aveva assegnato a Galasso una enorme responsabilità politica. A giudicare dai primi atti, mi pare che il Sindaco non stia riuscendo, purtroppo, ad essere all’altezza delle attese.
 
 
novembre 6, 2009

Napoli è in guerra!

 

Riportiamo una intervista di Roberto Saviano di Oliver Meil pubblicata su  Giustizia, giornale Elvetico  

Roberto Saviano, conoscitore di camorra di fama mondiale e minacciato di morte egli stesso, a proposito delle scene dell’esecuzione in pieno giorno a Napoli per mano di un killer della camorra e del comportamento dei passanti.

Signor Saviano, un video sconvolge gli italiani. Si tratta delle immagini da poco pubblicate di un’esecuzione in centro Napoli davanti a un bar del quartiere Sanità. E dei passanti, che passano sopra al cadavere apparentemente indifferenti. Cosa ci dicono le immagini, che sono state riprese a maggio dalla telecamera di sicurezza di un negozio?

Sono un’anteprima. Per la prima volta nella storia ci sono riprese in cui si vede di fatto un’esecuzione della camorra. Immagini di sparatorie ce n’erano già, ovviamente anche di cadaveri, molte. Ma mai prima d’ora c’erano state riprese di un killer che va a compiere un’ esecuzione, documentata dal primo all’ultimo secondo dell’operazione. La magistratura ha conservato a lungo il video. Poichè però non si è riusciti a identificare l’assassino, nonostante il suo viso sia ben riconoscibile, ora si sono decisi a pubblicare le immagini.

Nella speranza che qualcuno si metta in contatto e che denunci l’assassino. Quant’è realistica questa speranza? Non è troppo grande la paura, il muro del silenzio non è troppo forte?

Io sogno che, diciamo, una ventina di abitanti di un caseggiato si rivolgano alla polizia, che vadano tutti insieme al commissariato – toc, toc, toc! In fondo però sogno la ribellione di un intero quartiere, di un’intera comunità di uomini che reagiscono insieme. Non solo un singolo, che si espone con il suo coraggio correndo così migliaia di pericoli. Se fossero in molti, una collettività, questo cambierebbe l’intera dinamica del conflitto. Questo darebbe nuova vita alla guerra alla camorra. Non possono certo uccidere con la loro vecchia logica gli abitanti di un intero quartiere, per vendicarsi.

Lei pensa che la sequenza video possa rappresentare una svolta?

Le immagini sono uno shock per l’Italia e per l’Europa, perchè comunemente non si ritiene possibile che una scena del genere si possa verificare nel centro di una grande città europea. Per i napoletani però il colpo alla testa, questo omicidio per regolare i conti tra due clan, è un classico. Chi non ha assistito al colpo di grazia se lo è fatto descrivere dalla gente che era lì. Il killer deve essere sicuro che la sua vittima non sopravviva, altrimenti si vede sottrarre alcuni compensi mensili oppure viene fatto arrestare. Deve, in un certo qual modo, riportare a casa la pelle della vittima, altrimenti si ritrova con dei problemi.

Immagini crude e brutali passano mediamente su tutti i canali. Per quale ragione queste scioccano più di altre?

Questa volta è la scena dell’azione in sè. L’autore dell’azione appare senza maschera, senza calza sulla testa, semplicemente così – l’assoluta normalità di una mattina di maggio a Napoli. Non passa su una moto, non scappa via, compie semplicemente la sua missione. Evidentemente non uccide per la prima volta. Si piega in avanti, spara alla sua vittima alla testa, si rialza e se ne va. Molto tranquillo, pacifico. Come un soldato. Questa è una guerra. Napoli è in guerra da trent’anni. I clan hanno i loro eserciti, soldato contro soldato.

I camorristi provano azioni di questo genere per restare calmi e tranquilli?

Non sono formati militarmente, non vanno sul campo e imparano là a sparare. Non imparano nemmeno a essere freddi. La loro vita è semplicemente così. Si dice loro solamente: “Vai lì e sparagli alla testa!”. E loro vanno e gli sparano alla testa. Recentemente mi è stata descritta una telefonata intercettata in cui si sente un killer del clan Licciardi di Scampìa (un noto quartiere di Napoli, N.d.R.). L’uomo si lamenta, dopo un omicidio del fatto che le sue scarpe nuove, appena comprate, sono piene di sangue. Deve buttarle via a causa delle macchie, si lagna. I camorristi non provano emozioni quando uccidono – zero emozioni.

E uccidono molto.

Sì, la camorra è quell’organizzazione in Europa che uccide di più – più dell’IRA, dell’ETA o della RAF di un tempo e delle Brigate Rosse. Nel mondo soltanto i narcotrafficanti messicani e colombiani, le bande di trafficanti uccidono più di frequente.

Nella seconda parte della sequenza di cinque minuti si vedono passanti che scavalcano il cadavere apparentemente indifferenti. Un padre con la sua bambina in braccio, che non copre nemeno gli occhi a sua figlia. Altri inciampano sulla vittima, la cui testa giace nel sangue e proseguono.

Questo è forse anche più degno di riflessione, più scioccante della stessa esecuzione. Io la definirei una tragica calma. L’inferno e’ diventato banale, la morte anche. La vita non ha piu’ valore. I passanti non si preoccupano dell’ingiustizia. Ciò che li preoccupa invece è la paura di fare un movimento sbagliato, un gesto sbagliato, con il quale potrebbero esporsi a un rischio e assumere una posizione. Se uno corre via, si identifica lui stesso come testimone. La calma è invece semplice autoprotezione. Per questo tutti fanno come se niente fosse successo, come se tutto fosse normale.

Perplessita’ soffocata.

Sì, istintivamente si chiamerebbe la polizia, si urlerebbe, si correrebbe. Qui niente. Qui si ha paura di esporsi. La sintassi della paura a Napoli è altra da quella di grandi città come Madrid o Londra. Questa non è una criminalità normale. La guerra ha un altro meccanismo, un’altra dialettica e un’altra dinamica. Se ci fosse stato lo stesso omicidio in centro Londra sono sicurissimo che lì la gente intorno avrebbe gridato, alcuni avrebbero forse ripreso la scena con il telefonino, la maggioranza sarebbe fuggita. A Napoli ogni gesto agitato è un segnale. Se testimoni casuali vengono interrogati su un omicidio per regolamento di conti tagliono sempre corto. Di recente un passante dopo un omicidio ha detto di aver perso la memoria, un altro di aver cercato assorto nei suoi pensieri la strada per la chiesa e di non aver visto e sentito niente.

Tutte le emittenti televisive italiane hanno mostrato le riprese. E nelle fasce di maggiore ascolto. Questo cambia qualcosa?

Sì, questo cambia la percezione generale della camorra. Trovo che la Procura della Repubblica abbia agito correttamente. Molti l’hanno criticata e hanno detto che le immagini sono brutali, specie per i bambini che guardano il notiziario. Io sono convinto del contrario. Le immagini sono importanti. E non sono brutali in senso classico, il sangue si vede appena. La cosa importante è che gli italiani abbiano visto per la prima volta come la camorra uccide, come questo sia quotidiano a Napoli, in una città in questo paese, come sia enormemente banale. Come se si trattasse di un incidente automobilistico di poco conto, di un danno alla carrozzeria.

L’omicidio aveva occupato titoli di giornale a maggio?

No, la maggior parte dei giornali italiani non hanno proprio riferito niente e i giornali regionali “Il Mattino” e “lI Corriere del Mezzogiorno” avevano comunicato la morte di Mariano Bacio Terracino solo brevemente, un paio di righe. Non è un fatto che crea stupore, ci sono molte morti. Adesso però mezzo mondo ha visto le immagini dell’esecuzione. Queste immagini sono più potenti di qualsiasi reality show.

Cosa porta questo al suo lavoro?

Mi aiuta molto. Forse per un po’ non mi si dirà più: “esageri”.

E’ accaduto spesso?

Continuamente. Lo sento dire quasi sempre. L’argomento va così: “Se è tutto così brutto, come tu lo descrivi, perchè allora a nessuno prima di te è venuto in mente di scrivere sull’argomento?”. Io non sono stato il primo. Ma la maggior parte delle opere è stata scritta da specialisti per altri esperti, per giudici e e sociologi. Il mio libro ha raggiunto moltissime persone, questa è la sola differenza. E questo a molti non va.

Com’è stato accolto il suo libro “Gomorra” a Napoli?

Da Napoli ricevo soprattutto rimproveri. Mi si offende come quello che sputa nel piatto in cui mangia. Mi si critica di fare soldi alle spalle della camorra. Sulle prime ci sono rimasto male. Ora ci rido su.

[Articolo originale “«Neapel ist im Krieg»” di Oliver Meiler]

novembre 6, 2009

Sinistra e Libertà è salva!

lotte operaieSenza conoscere i retroscena dell’incontro di ieri sembra che si sia riusciti a raggiungere un compromesso fra le varie anime di Sinistra e Libertà Ecologia.    Sinistra e Libertà sarà presente in 12  regioni. Rimane esclusa la  Toscana non presenterà il simbolo di Sinistra e libertà.  Il simbolo di S e L Ecologia sarà presente anche  nei comuni capoluogo e le province chiamate al voto la prossima primavera.

Salvo sorprese si voterà il 19 dicembre si voterà il Manifesto Programmatico per le Elezioni regionali, sarà nominato il  Coordinamento nazionale e grazie a dio si parlerà anche di politica, forse. Sono state poi decise altre cose come l’approvazione del Manifesto per celebrare il ventennale della caduta del Muro di Berlino;E’ stata indetta una Fiaccolata per le politiche climatiche il 7 dicembre a Roma;E’ stata approvata la Proposta di Legge di iniziativa popolare per le Unioni Civili ed il Divorzio breve.

La notizia buona è che Sinistra è Libertà non è morta. Certo è molto poco rispetto a quello che erano le aspettative. Innanzitutto quella del 19 dicembre non sarà un’assemblea costituente ma un’assemblea, cioè niente. In secondo luogo Nencini in Toscana correrà senza il simbolo. Che significa? Marco Di Lello si giustifica dicendo perchè in Toscana, dove si vota tra poche settimane per le primarie, i dirigenti locali, tutti, non hanno creato le condizioni perchè ci potesse essere una lista unitaria: è un peccato, e me ne dispiace” Che vuol dire? La sensazione è che ancora una volta una nomenclatura faccia e disfaccia a proprio arbitrio le regole del gioco salvo cambiarle a piacimento, senza chiedere il consenso a nessuno. Io sono socialista e mi sento a disagio per questa arroganza di Nencini e Compagni che hanno chiesto a Sinistra e Libertà Ecologia un prezzo molto alto per mantenerla in vita. Purtroppo  ed in questo ha ragione di Lello  “il futuro di Sel, dopo l’infausto esito del congresso dei Verdi e le fibrillazioni che sono seguite, è stato per 20 giorni appeso ad un filo. Ora è salvo!” Questa salvezza ci porterà al partito? Per ora sicuramente no! Dopo le regionali, forse, soprattutto se, come mi auguro, i socialisti da soli prenderanno una bella lezione dall’elettorato toscano.
Una cosa che mi lascia perplesso è che nel sito del PSI manca la prima parte del comunicato, quella relativa alla presentazione delle liste regionali di S.eL. Ecologia. Perché? Forse il comunicato era troppo lungo e hanno dovuto accorciarlo per recuperare spazio. Io non voglio tornare indietro, non voglio tornare all’interno di una federazione in cui la politica era ridotta ad un piccolo comitato d’affari che si recava con il cappello in mano dal PD a chiedere l’elemosina di qualche posto in qualche ente. Io voglio che Sinistra e libertà  Ecologia  diventi la casa comune della sinistra per sconfiggere la destra e per condizionare da sinistra il PD. Lo voglio per fare quelle lotte che sono sempre più indifferibili quali i diritti civili, la libertà, i bisogni, l’ambiente. Non buttiamo a mare questo sogno, per fare lotta politica ci vuole un soggetto politico unito e coeso, non si può pensare di dividerci ancora. Noi socialisti abbiamo Bobo Craxi che ha fatto un’operazione del genere. Evitiamo il frazionismo. Vuol dire che Nencini sarà la nostra Binetti.Io sono socialista e non sono Craxiano e come me ce ne sono moltissimi. Malgrado i nostri autoproclamati dirigenti andiamo avanti, ripartiamo tutti uniti dalla nostra base, quella che ha dato tre milioni di voti alla Europee e lavoriamo per costruire una sinistra vera. Riappropriamoci della politica e portiamo in sinistra e Libertà Ecologia quello stesso entusiasmo che avevamo a giugno.