Archive for novembre 5th, 2009

novembre 5, 2009

Un grande poeta, un grande compagno!

Buona Notte compagni, buona notte Nencini, non dimenticare che sei socialista e socialista era Sandro Pertini.

Buona notte compagni precari;

buona notte compagni operai,

buna notte compagni che volete Sinistra e Libertà,

Buona notte Niky Vendola,

Buona notte  a tutti i compagni che si vergognano di avere come presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

novembre 5, 2009

……e io pago!

soldati italaini in afghanistanDue giorni dopo la rivelazione del Times che le autorità italiane avrebbero pagato le tangenti, un importante funzionario americano ha confermato che “la questione [dei pagamenti] è stata sollevata con gli italiani”.

Il funzionario non avrebbe né confermato né negato che le rimostranze nei confronti del governo di Silvio Berlusconi sarebbero avvenute nella forma di una protesta diplomatica, ma alcuni funzionari della Nato hanno dichiarato al  Times che una lamentela di questa natura è stata fatta dagli americani a Roma lo scorso anno.

Il pagamento della tangenti italiane nell’agosto del 2008 dopo la morte di dieci soldati francesi per mano di un ampio contingente talebano a Sarobi, a est di Kabul. Le forzi francesi erano subentrate a quelle italiane, ma non erano al corrente dei pagamenti segreti degli italiani ai comandanti locali per fermare gli attacchi alle loro forze e hanno dunque sottovalutato il livello di rischio.

Il giorno dopo la denuncia del Times, un comandante talebano e due importanti funzionari afgani hanno anche detto che le forze italiane hanno preso accordi per evitare attacchi alle loro truppe.

Bruce Riedel, che quest’anno ha guidato il ripensamento della politica sull’Afghanistan da parte del presidente Obama e non è più all’interno dell’Amministrazione, ha dichiarato al Times di aver sentito accuse circa i pagamenti italiani nell’ultima settimana di settembre durante un viaggio a Parigi. Un uomo d’affari in stretti rapporti con il governo francese gli avrebbe detto che gli italiani stavano pagando i talebani “ma hanno dimenticato di avvertirci [i francesi]”, ha dichiarato Riedel.

Roma ha respinto la denuncia con irritazione. “Il governo Berlusconi non ha mai autorizzato né ha permesso alcuna forma di pagamento nei confronti di membri degli insorti talebani,” afferma una nota dell’ufficio del primo ministro italiano.

Ignazio La Russa, il ministro della Difesa italiano, ha insistito che le accuse sono assolutamente “spazzatura”. L’opposizione francese, in ogni caso, ha chiesto con urgenza una spiegazione al Parlamento, descrivendo i dettagli come “molto seri”.

Ieri Hervé Morin, il ministro della Difesa francese, ha dichiarato che l’idea che un esercito possa pagare gli insorti talebani per non attaccarli violerebbe la dottrina militare consolidata. Ha aggiunto: “Non ho motivo di mettere in dubbio le parole del governo italiano.”

im Reid su The Times, 17/10/2009

novembre 5, 2009

Charter per immigrati.

aereoI politici del Vecchio continente hanno chiesto la creazione di “voli di ritorno comuni”, finanziati dall’Unione Europea per gli immigrati iorregolari.

Alla Commissione di Bruxelles è stato chiesto di esaminare questa possibilità per l’inizio del 2010. I voli charter verrebbero spesati da Frontex, l’agenzia dell’Unione incaricata della sicurezza alle frontiere. Sono state Italia e Francia a chiedere che la questione fosse trattata dai Ventisette. Il presidente francese, Nicolas Sarkozy si è rallegrato di tale risultato, definendolo ‘un grande progresso’ e proponendo inoltre la creazione di guardie di frontiera europee. Sarkozy ha chiaramente espresso la sua posizione, analoga a quella del governo Berlusconi: “Chi non ha documenti in regola, deve essere rimandato al proprio Paese di origine. Con dignità, certamente, ma deve essere rimandato a casa sua”. Il vicepresidente della Commissione, Jacques Barrot, incaricato delle questioni riguardanti gli immigrati, ha tuttavia messo in guardia contro il rischio di un eccesso di rigore: a suo parere, l’aspetto della sicurezza va equilibrato con quello umanitario.

Mi domando  di quale casa stiamo parlando dal momento che la maggior parte degli immigrati una casa non ce l’hanno, o il loro Paese non è esattamente uno dei luoghi più sicuri al mondo. Ma si sa, la gestione dell’asilo politico è uno dei buchi neri di un’Europa che ha smarrito la sua tradizione di accoglienza. Sulle 121 mila domande di asilo sottoposto all’Alto commissariato Onu per i rifugiati nel 2008, i 27 Paesi della Ue ne hanno accettate 4.378, contro le 60 mila degli Stati Uniti. La situazione varia da Paese a Paese: sempre nel 2008, i 400 mila residenti di Malta hanno accolto le domande di 1.405 rifugiati, mentre 11 milioni di greci solo a 375.

Che paese siamo diventati?ch e cosa sta succedendo? Dove sono gli italiani brava gente? Perché immigrato deve significare necessariamente delinquente. Si può vivere indifferenti all’odio razziale che Bossi, Maroni e tutta la destra istillano giorno per giorno nei nostri cuori?
Se anche l’Europa  diventa la patria dell’intolleranza nessuno più si preoccuperà di promuovere politiche di integrazione e di solidarietà. Non bisogna permettere che questo accada.

novembre 5, 2009

A Bossi non piacerebbe.

melanzanePer la ricorrenza dei morti, mio cugino Angelo, ormai milanese doc, è venuto a trovarmi ad Avellino. Pinuccia che conosce le sue abitudini gli ha preparato, fra l’altro, uno dei suoi piatti preferiti: la Parmigiana di Melanzane. Si tratta di un piatto completo dal sapore unico, direi mitologico. La parmigiana infatti evoca culture diverse e contaminazioni fra varie tradizioni culturali. Già il nome trae in inganno perché la nostra pietanza poco o nulla ha che fare con la cittadina emiliana. Infatti la parmigiana è una pietanza meridionalissima. nata a Napoli e in Sicilia, si è poi  diffusa in tutta Italia. Per la preparazione della Parmigiana bisogna disporre in una teglia tre strati di cibi differenti, cucinati in maniera diversa. Il primo strato è di melanzane fritte. Sopra, dopo una spolverata abbonante di parmigiano, si mette uno strato di ragù e su questo pezzetti di mozzarella o affumicata o di bufala e infine, dopo un altro strato di melanzane, ragù e parmigian grattato. La parmigiana è dunque un piatto multiculturale, perché le sue pietanze vengono da diverse parti del mondo. La melanzana  è di origine indiana, portata dagli arabi in Occidente nel Medioevo, dal latino mala insana, a causa della cattiva fama procuratasi perché ritenuta velenosa, a partire dal giudizio di alcuni medici e “dietisti islamici”: “Ibn Sina la collega a molte malattie, dalla lebbra al cancro fino alla cefalgia e alle emorroidi. Ibn Masawayh afferma che copre la bocca di pustole […] Genera malinconia secondo Ali ben Rabban al-Tabari” (Riera-Melis 2002, p. 15).Il pomodoro a sua volta è nativo della zona del centro-Sud America. Gli aztechi lo chiamarono xitomatl. La data del suo arrivo in Europa è l’anno 1540.L’altro elemento i parmigiano è italiano del Nord Italia e la mozzarella è del sud, anzi campana: nata ad Aversa e perfezionata nella piana dal Sele, anche se il bufalo è  un animale, originario dell’India orientale introdotto in seguito all’invasione dei Longobardi, o secondo altri dai  Re Normanni intorno all’anno 1000 che lo portarono nel continente dalla Sicilia, dove era stato introdotto dagli Arabi. Infine a legare tutto c’è l’olio di oliva che non può essere che mediterraneo,  unendo, quindi, in un unico elemento tutte le culture che si affacciano sul mare di mezzo.

La parmigiana di melanzane è un esempio concreto di contaminazione di popoli e culture. I suoi ingredienti che non vengono schiacciati o spremuti o pestati comunicano fra loro senza perdere identità, anzi integrandosi ed esaltandosi vicendevolmente, uniti dall’olio di oliva che mette in relazione i diversi sapori e ne facilita la convivenza. Un vero inno all’integrazione dei popoli.

Ad alcuni la parmigiana piace riposata, cioè mangiata il giorno dopo la cottura. Anche questo elemento è forse la prova che l’integrazione fra culture ha bisogno di tempo per crescere e maturare. Per iniziare, però, bisogna mettere uno strato di melanzane fritte in una teglia.

novembre 5, 2009

Venti mosse per uno scacco.

mefistofeleIn un intervento sul sito Nazionale del PSI Gerardo Labellarte lancia una proposta tesa a mettere da parte il notevole contenzioso che si è scatenato negli ultimi giorni circa il destino di S e L Ecologia. Moderando i temi oltranzisti del Segretario Nencini, Labellarte si interroga sulla natura del soggetto politico che stiamo costruendo, sulle alleanze, sulla futura collocazione Europea. Per dare risposte a queste domande Labellarte chiede una pausa di riflessione che possa consentire una soluzione mediata fra chi vuole il partito subito e chi invece vuole esclusivamente un cartello elettorale. Labellarte propone un patto federale che ci porti uniti alle elezioni salvo poi procedere alla costruzione del Partito.
La componente comunista di Sinistra e Libertà Ecologia insiste perché si faccia subito il Partito perché “Dovremmo iniziare a parlare con un’unica voce su tutte le questioni che riguardano la costruzione del profilo del nuovo soggetto politico, invece che continuare ad avere 5 voci diverse su temi importanti come gli enti locali, l’organizzazione, le relazioni internazionali e così via.” Anche perché “il tempo è scaduto, occorre avere la forza ed il coraggio per dire con chiarezza cosa si vuole fare ed in che tempi.” Sinistra Democratica si attesta su posizioni di attesa degli eventi. La verità è che Sinistra e libertà ha perso la sua spinta di entusiasmo con cui è nata all’indomani delle elezioni Europee e sta consumando il patrimonio di consensi ricevuto in una lotta sotterranea dei vari gruppi dirigenti per mediare posizioni di potere. Se questo è vero come è vero pensare di arrivare alle elezioni regionali vincenti è un sogno. Infatti nascondersi dietro un simbolo dimenticando le persone fa solo perdere tempo e consensi. Quanta di quella gente che ci ha votato lo rifarebbe oggi costatando la sterilità del dibattito in cui ci siamo ristretti? Le preoccupazioni di Labellarte sono legittime nella misura in cui nascondendoci dietro una tradizione ci neghiamo al nuovo, rifiutando di impegnarci nella costruzione del nuovo soggetto politico della sinistra, aperto, coinvolgente, partecipato, innovativo, che la gente ci ha chiesto e di cui c’è bisogno per sconfiggere la destra e per poter dialogare da pari a pari con il PD. Il nostro compito, al di là dei tatticismi è dare pienezza politica al simbolo di Sinistra e Libertà Ecologia. Una scatola vuota non interessa nessuno se non quelli che quella scatola vogliono usare in maniera proprietaria. La proposta di Labellarte, può essere salvata solo se diventa il viatico per il nuovo soggetto politico, che possa avere la sua forza trainante nell’entusiasmo dei suoi aderenti, che serva a mettere insieme le persone uniti da un progetto condiviso, senza strategie bizantine e senza posizionamenti burocratici di professionisti della politica il cui unico scopo è quello di salvare una nomenclatura cinica ed indifferente ai reali problemi della sinistra. Personalmente sono pessimista, perchè sicuramente Nencini dopo la mossa del cavallo e quella della torre avrà escogitato altre diciotto mosse. Si dice, infatti, che un buon giocatore di scacchi debba poter prevedere almeno venti mosse.