Archive for ottobre, 2009

ottobre 27, 2009

Filosofo in cerca di pace.

imagesSe il Presidente degli Stati Uniti, Barak Hobama, non avesse ricevuto il premio Nobel per la pace, probabilmente lo avrebbe ricevuto Gazi Bin Muhammad, principe saudita che è uno dei protagonisti del dialogo interreligioso. Professore di filosofia islamica all’Università di Giordania, il principe era nella lista dei candidati al Nobel per la Pace perché da sempre incoraggia il dibattito tra l’Islam e le altre fedi. Nel 2005 ha riunito i migliori studiosi mussulmani per mettere a punto “un contrattacco teologico contro il terrorismo. Bin Muhammad è apprezzato per la sua capacità di mettere in luce i punti di contatto tra Oriente e Occidente.

Dopo la lezione di Ratisbona di Benedetto XVI, nel 2006, considerata da molti un attacco all’Islam, Gazi Bin Muhammad, che ha studiato a Cambridge, ha firmato insieme ad altri intellettuali islamici una lettera di risposta intitolata “Una parola in comune tra noi”. “Se non ci sarà pace e giustizia tra queste due comunità religiose”, ha detto Gazi Bin Muhammad, “non ci sarà pace duratura nel mondo.

ottobre 27, 2009

el quinto regimiento

Oggi più che mai si sente la necessità di unire e rappresentare le forze del lavoro, della libertà e della pace, dell’ambiente.  Sinistra e libertà ecologia deve rappresentare la risposta al regime delle ronde, dell’annullamento dello stato sociale, della xenofobia, della lotta a chiunque rifiuta di omologarsi. Tre milioni di persone chiedono di avere un luogo ove difendere il proprio lavoro, la propria libertà, la natura e l’amicizia con i popoli.

Non capisco le resistenze dei miei compagni socialisti Nencini Di lello e Locatelli, che difendono un orgoglio e una tradizione socialista che il nuovo partito non mortificherebbe, ma potrebbe solo esaltare. I tre  milioni di persone che hanno aderito a S e L. non capiscono i motivi di questa resistenza. I compagni che aderiscono a S e L indipendentemente dalla loro provenienza, quando vengono licenziati da un posto da precari, quando vanno in cassa integrazione perché la loro fabbrica chiude, vorrebbero trovare un luogo comune  dove andare a discutere dei loro problemi e trovare insieme le soluzioni riconoscendosi in un simbolo di un nuovo  partito che sia l’espressione di un patto tra tutte le anime della sinistra in cui sventolino le bandiere colorate di tutte le variazioni del rosso e le bandiere  dell’amicizia con la natura e con i popoli.

Io spero ancora che alla fine Nencini e soci si convincano che non c’è alternativa a Sinistra e Libertà Ecologia, perché ogni diversa scelta ci condannerebbe ad essere una cifra insignificante di una sinistra senza identità e senza punti di riferimento. Bisogna vincere insieme, ognuno con le proprie storie, le proprie differenze, senza  rinunciare alle proprie ragioni. Bisogna costruire la Casa Comune della Sinistra per costruire un progetto alternativo di governo.

ottobre 27, 2009

Noi che non contiamo!

ottobre 27, 2009

La questione morale

ottobre 26, 2009

I giovani

Le nostre piazze vengono sempre più presidiate da gruppi giovanili alla ricerca del sensazionale che spesse volte si riduce nel visto e rivisto. I luoghi dello sport e del divertimento serale – notturno, nella stagione estiva, sono invasi da masse giovanili, segnati dai loro ritmi farneticanti, alla ricerca delle forti emozioni, distinti dal comune disordine.
Il nostro tempo, per i giovani, è come se avesse perso l’intimità, la riservatezza, il silenzio.
Si entra nella scuola e pure lì si è colpiti da un fastidioso sciame di suoni indefiniti, innaturale sottofondo di un ambiente custodito e curato, contrappunto di un momento di attenzione, di analisi e riflessioni.
Anche la Chiesa con la sua liturgia sembra privilegiare il moderno sentire: applausi, motivi canori rincorsi per riempire momenti altrimenti privi della regolare mistica religiosità.
Eppure i giovani sono capaci di grandi slanci emotivi, di profonde prove di attenzione, di analoghe capacità di studio e riflessioni, di difendere i deboli, di partecipare ad opere di ricostruzione, di immolare la propria vita per seguire un sogno, una emozione, un amore.
Non possiamo semplicisticamente pensare di attribuire il tutto alla età, ed accettare fatalisticamente la condizione giovanile e assumere passivamente le inevitabili conclusioni del lasciar fare.
L’ambiente, il luogo dove il giovane vive e si sviluppa risulta determinante. In esso vige l’assenza della regola, della legge con le sue sanzioni, fatale combinazione determinativa della zona franca, ove il confine e quindi il limite oltre il quale non si deve andare è del tutto sconosciuto.
Obnubilato il giovane non riconosce più quel limite. In tale cornice il giovane, moderno e infelice, disincantato e avvezzo ad ottenere tutto e subito, rincorre il momento, la condizione, la circostanza. Quanto più semplice questi obiettivi appaiono tanto più li rincorre fino a cercarne altri nel mondo artificiale delle dipendenze, innescando assurdi masochismi deleteri per se e per gli altri.
Che fare ? La politica non può più rinviare sine die un’assunzione di responsabilità, questa con i suoi meccanismi, con le regole e i poteri che le appartengono deve intervenire “ nell’ambiente “, sulle “ leggi “ ed imbrigliare il possibile, cercando essa stessa di interpretare i cambiamenti che attraversano la società.
In tal ambito va rivisto il rapporto con la cultura, le religioni, le etnie che fanno dell’ Italia il vero mare nostrum ove popoli, costumi, lingue intersecano i propri destini per affrontare le sfide del secolo.
I giovani, sentinelle di queste sfide, costituiscono le naturali avanguardie del moto futuro. Essi interpretano il tempo presente in assenza di una riflessione del passato e del suo periodare, affidati al massiccio incalzare del profitto che, della pubblicità, della moda, del divertimento, ne costituisce il vero motore.
Ecco allora la necessità di aprire le “chiese“ alla gioventù ed approdare ad una vera contaminazione evangelico-sociale-politica, palingenetica nelle forme e nella sostanza, capace di coniugare con la stessa forza ed equilibrio Dio e Stato, rispettare il tempo dello spirito e difendere quello temporale.
I giovani devono convincersi della necessaria tolleranza verso l’altro, il diverso, il possibile, devono essere custodi delle “differenze“ senza le quali né le religioni né gli stati esisterebbero, devono proiettarsi nel divenire per il superamento delle stesse, pur tuttavia, restare uniti tutti e proseguire il tortuoso cammino.
Si diano più spazi ai giovani nelle scuole, nel mondo del lavoro, e del sociale. Si pretendano comportamenti conseguenti alle regole del vivere civile. Si abbandoni nei loro confronti il falso buonismo ricco di facciata e di ipocrisie. Si chieda loro di partecipare, a pieno titolo, alla gara per la vita.
La politica con intelligenza non perda l’occasione per veicolare le loro legittime istanze e consenta, in tal modo, l’utile, necessario ricambio delle donne, degli uomini, delle loro idee, dei comportamenti e delle finalità proprie delle nuove generazioni; dalle stanze del potere, del governo in ogni ambito nel quale urge aria nuova si dia cittadinanza al cambiamento.

Antonio Tulino

ottobre 26, 2009

Ho partecipato alle primarie del PD

 

 

Ieri anche mi sono recato alla sezione PD del mio paese ed ho votato per Franceschini.

L’ho fatto perché ritenevo giusto partecipare ad un momento di democrazia che non era solo del PD, ma di tutta la sinistra. L’ho fatto perché era necessario mandare un messaggio alla destra che la sinistra esiste e nei momenti importanti è unita e sa esprimersi meglio dei suoi capi.

L’ho fatto un pò da clandestino anche per vivere un momento di partecipazione democratica, che nel mio partito, il PSI, non si verifica quasi mai, perché in quel partito decidono solo i vertici.

Ieri è stata una bella giornata per la democrazia. Tre milioni di persone hanno dimostrato che vogliono cambiare lo stato delle cose. Il partito Democratico a questo punto ha l’obbligo di assumersi la responsabilità di guidare l’opposizione ad un governo xenofobo e fascista, nei parole e nei fatti. Per fare questo è necessario che il nuovo segretario rinnovi la classe dirigente del partito e apra  il dialogo con le forze della sinistra. Da parte nostra è arrivati il momento di intraprendere la via maestra della costruzione del nuovo partito della sinistra. Sinistra ecologia e  libertà casa comune della sinistra per costruire con  PD il “Fronte Popolare” di cui l’Italia ha bisogno per sconfiggere la destra al potere.

ottobre 26, 2009

In memoria di Salvator Allende!

 

 

Ai compagni socialisti,  comunisti e verdi che dubitano che sinistra e libertà possa non funzionare per l’inconciliabilità delle idee socialiste con quelle comuniste ricordo le varie esperienze del  Fronte popolare, cioè l’alleanza in funzione antifascista tra socialisti, socialdemocratici, partiti della sinistra e comunisti, promossa in vari paesi, tra i quali Francia e Spagna. La prima esperienza si verificò in Francia nel 1934 in cui ci fu un’alleanza tra comunisti, socialisti e radicali. La politica dei fronti popolari fu caldeggiata nel 1935 da Georgj Dimitrov al VII congresso del Comintern, o Terza Internazionale. In Francia il Fronte popolare, sotto la guida di Léon Blum, governò dal 1936 al 1938; gli sforzi per introdurre profonde riforme sociali e per migliorare i salari dei lavoratori fallirono per la grave situazione economica, per le discordie interne e per le campagne denigratorie condotte dalle destre contro la coalizione di sinistra.

Il Fronte popolare spagnolo, formato da repubblicani di sinistra, socialisti e comunisti, vinse con una lista unitaria le elezioni del febbraio 1936, pochi mesi prima della rivolta dell’esercito spagnolo in Marocco, preludio della guerra civile spagnola. Dopo la seconda guerra mondiale, governi di fronte popolare si costituirono nei paesi dell’Est europeo, aprendo la strada all’instaurazione di regimi comunisti. In Italia la formula di fronte popolare fu sperimentata alle elezioni politiche del 1948, con l’alleanza tra comunisti e socialisti, sconfitta dal responso delle urne. L’ultima esperienza di fronti popolari si verificò in Cile, alle elezioni politiche che nel 1970 decretarono la vittoria di Salvador Allende, candidato di un cartello di comunisti, socialisti e radicali. Si trattò di un’esperienza politica durata fino al settembre del 1973, quando fu interrotta da un sanguinoso colpo di stato militare che instaurò una dittatura conservatrice Andiamo avanti quindi nella idea della costituzione di S e L come casa comune della sinistra  degli ecologisti.

ottobre 25, 2009

Valore

Gianluca capra

ottobre 25, 2009

Alto Calore: Che fare?

grecia +comunione lidia 220Continua la polemica sull’acqua. Sono state, infatti, convocate assemblee dei dipendenti dell’Alto Calore Servizi, che si interrogano sul futuro dell’ente e degli oltre quattrocento posti di lavoro. Sull’Alto Calore Servizi e sulla sua gestione ci sono due correnti di pensiero: da una parte viene presentato come un carrozzone politico inutile e dispendioso, dall’altra c’è invece chi cerca di salvare un ente che per oltre settanta anni ha gestito un patrimonio naturale  preservando la sua natura pubblica e di servizio alla comunità. L’idea che l’Alto Calore sia un ente inutile, nasconde il grave inganno  che una gestione privata ne farebbe un’azienda competitiva. A questo principio si è ispirato l’art. 23 del dl. 112 del Governo Berlusconi, che stabilisce che dal 31 dicembre 2010, l’acqua non dovrà più essere un bene pubblico, ma sarà una merce da vendere a società private. Il compito di decidere a chi dopo il 31 dicembre 2010 dovrà gestire l’acqua e tutti i servizi ad essa legati nelle due province di Avellino e Benevento spetterà all’ATO, che è ente istituito in base alla legge Galli del 94, che ha la funzione di’organizzare il servizio idrico integrato, cioè l’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione d’acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Nei territori di competenza dell’ATO di Avellino e Benevento oltre all’Alto Calore Servizi vi sono altre 19 realtà che gestiscono in varia maniera l’acqua. Le due realtà più significative  sono L’Alto Calore Servizi, che gestisce 133 Comuni e la Gesesa società in parte pubblica e in parte privata, partecipata dall’ACEA di Roma, che gestisce l’acqua per il Comune di Benevento ed altri dodici comuni della Provincia. Date le dimensioni sarebbe normale che la gestione delle acque passasse all’Alto calore Servizi, che per dimensioni, competenza e professionalità e da una esperienza maturata in oltre settanta anni di attività è l’unica che potrebbe garantire un passaggio senza traumi al nuovo criterio di gestione delle acque. Si salverebbero i posti di lavoro di oltre quattrocento famiglie, che sicuramente una gestione privata metterebbe in discussione. Infine la natura pubblica della società Alto Calore, i cui proprietari sono i Comuni della Provincia di Avellino salverebbe  il principio dell’acqua come bene pubblico, cioè di un diritto umano fondamentale, che nessuno può trasformare in merce. La legge, però, prevede che l’affidamento del ciclo integrato delle acque avvenga attraverso una gara pubblica che vedrebbe l’Alto Calore in gara con altre realtà e soprattutto in gara con società private che faranno di tutto per accaparrarsi un affare miliardario a danno della collettività.l’Ato, però, potrebbe decidere di affidare all’alto Calore il cd. affidamento in  House, cioè senza gara, anche alla luce di una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea.  Con questo affidamento, l’acqua rimarrebbe in mano pubblica, i posti di lavoro sarebbero salvi e l’Irpina salverebbe il patrimonio che gli è proprio. Per raggiungere questo scopo, è necessario che l’Alto Calore servizi si presenti all’appuntamento con i conti a posto ed è per questo che non ci stancheremo mai di dire che l’inutile clone dell’Alto Calore Patrimonio va sciolto, consentendo alla collettività un risparmio di oltre un milione di euro all’anno. D’Altro canto la Regione Campania, che secondo alcuni già ha deciso che l’affidamento delle acque per Avellino e Benevento vada all’Acea di Roma, dovrebbe pagare i debiti che ha verso l’Alto Calore Servizi, per tutti i lavori di ripristino degli impianti che gestisce l’Alto Calore servizi ma che sono di sua proprietà.  Questo risultato sarà possibile solo con la mobilitazione dei Comuni proprietari della società, dei dipendenti e dei loro rappresentanti sindacali, a tutela del loro di lavoro, che una gestione privata sicuramente metterebbe in discussione e ed infine e soprattutto dalla classe politica Irpina che non può consentire in nome del profitto il furto di un bene collettivo quale è l’acqua.

Beppe Sarno

ottobre 24, 2009

Sinistra e Libertà: facciamo il partito!

imagesA Bagnoli all’assemblea nazionale di Sinistra e Libertà è stato deciso di costituire il coordinamento nazionale di Sinistra e libertà, composto da membri in rappresentanza dei partiti fondatori e di parte della società civile. Si è stabilito inoltre che entro il 15 ottobre sarebbero stai costituiti i coordinamenti regionali, con l’istituzione di due gruppi di lavoro sul programma, le regole e la partecipazione. Inoltre nel mese di dicembre si sarebbe dovuto tenere la Conferenza programmatica di Sinistra e Libertà. E’ stata recepita la proposta di inserire il termine “ECOLOGIA”, in luogo dei tre simboli attualmente presenti. Le decisioni sarebbero state sottoposte a verifica nella conferenza programmatica di dicembre ed infine all’indomani delle prossime elezioni regionali si sarebbe tenuto il congresso fondativo di Sinistra e Libertà. Niki Vendola, in un appassionato intervento, indicava le linee guida di Sinistra e Libertà, senza nascondere le difficoltà che il percorso unitario comportava, dovendo coniugare culture e tradizioni politiche diverse.
Nei giorni successivi Vendola proponeva un Congresso anticipato di SeL. Il Coordinamento nazionale,rispondendo indirettamente a Vendola, confermava le decisioni di Bagnoli, convocando l’Assemblea per la costituzione di Sinistra Ecologia e Libertà per il 18 dicembre eleggendo i propri delegati con modalità che avrebbe definito dal Coordinamento nazionale. Infine Entro il 25 ottobre si sarebbero dovute insediare  la Commissione per le regole e la Commissione per il progetto.
Nencini a suggello di una linea molto prudente del Partito Socialista sulle prospettive di Sinistra e Libertà, in un’intervista, dichiarava che non esistevano le condizioni per modificare gli impegni di Bagnoli e per improvvisare un congresso. Altri dubbi di Nencini riguardavano le modalità di elezione dei delegati all’assemblea Costituente. Circa la eventualità di nascita di un nuovo partito, Nencini fissava alcuni paletti, affermando che la nascita del nuovo soggetto politico doveva passare attraverso un percorso di condivisione su argomenti programmatici ed ideologici da definire all’interno del congresso di marzo. Cladio Fava dal canto sposando in parte le tesi di Vendola chiedeva l’anticipazione del congresso fondativo di SeL prima delle  elezioni regionali.
Per non scontentare i Socialisti però rinviava tutto agli stati generali di dicembre che sarebbero dovuti servire servire per l’elaborazione di una proposta politica che non fosse la sommatoria delle eredità culturali di ciascuno dei gruppi fondativi di sinistra e libertà, ma l’occasione per elaborare un programma politico originale unico e condiviso sulla politica e sull’Italia.
Come Socialista, se, una volta tanto, non mi sento di condannare la prudenza di Nencini, altrettanto non condivido l’idea di considerare S e L come un contenitore vuoto con cui arrivare alle elezioni, salvo poi vedere se è il caso di mettersi d’accordo per metterci dentro qualcosa.
Condivido le parole di Vendola, che dice “Noi abbiamo lasciato le vecchie case, i simboli antichi. Le storie dei nostri cari. Non le abbiamo rinnegate, ma abbiamo deciso di andare incontro al mondo, perché quelle case stavano diventando dei piccoli musei e noi quei simboli, invece, volevamo usarli ancora come strumenti per dar speranza alle persone, alla gente. Per quello ci siamo mesi in cammino.” Per me lasciare la vecchia comoda casa socialista in cui abito dal 1971 non è sicuramente facile e lo è ancora meno quando penso di coniugare la mia cultura, le mie radicate convinzioni di socialista e rinunciare della storia della tradizione dalla quale provengo e condividere la mia esperienza e la mia attività politica con una cultura politica che mi è estranea.
Ma, come dice Vendola, è necessario che “ognuno deve fare una cessione di sovranità per poter avanzare tutti insieme in una nuova direzione. La mia cultura di socialista non morirà in Sinistra e Libertà. Mio nonno era Socialista, poi è stato comunista, poi è tornato socialista; tutto questo durante il fascismo. Mia nonna era socialista e mia madre comunista.
Io farò uno sforzo molto grande per sconfiggere il mio settarismo, ma non per questo rinnegherò la ricchezza delle cultura socialista, la sua storia, il percorso umano fatto fino ad oggi.
Dipenderà da me e da tutti i compagni che credono in questa idea se S e L. diventerà la casa comune della sinistra, dove le storie di ognuno, verranno rispettate e valorizzate. Quello che mi sento di dire a Nencini e che non deve avere paura di uscire dal porto sicuro che oggi si chiama PSI perchè oltre il mare c’è l’orizzonte e oltre l’orizzonte c’è la terra promessa. Fuor di metafora da soli non siamo nessuno e uniti siamo una forza. Dovremo darci regole condivise, un’organizzazione efficiente e creare una classe dirigente nuova. Socialisti, comunisti e verdi insieme dovranno individuare le linee guida per ricostruire la sinistra e creare un programma che individui i bisogni e indichi le soluzioni.
Per questo motivo, pur condividendo solo in parte le preoccupazioni di Nencini, dico che la parola deve passare alla base partendo con il tesseramento per vedere chi ci sta, presentare le liste di SeL. In tutte le regioni e non aspettare  marzo per fare il congresso fondativo di Sinistra e Libertà.
Beppe Sarno, compagno socialista- tessera n. 15735