Sinistra e Libertà: facciamo il partito!

imagesA Bagnoli all’assemblea nazionale di Sinistra e Libertà è stato deciso di costituire il coordinamento nazionale di Sinistra e libertà, composto da membri in rappresentanza dei partiti fondatori e di parte della società civile. Si è stabilito inoltre che entro il 15 ottobre sarebbero stai costituiti i coordinamenti regionali, con l’istituzione di due gruppi di lavoro sul programma, le regole e la partecipazione. Inoltre nel mese di dicembre si sarebbe dovuto tenere la Conferenza programmatica di Sinistra e Libertà. E’ stata recepita la proposta di inserire il termine “ECOLOGIA”, in luogo dei tre simboli attualmente presenti. Le decisioni sarebbero state sottoposte a verifica nella conferenza programmatica di dicembre ed infine all’indomani delle prossime elezioni regionali si sarebbe tenuto il congresso fondativo di Sinistra e Libertà. Niki Vendola, in un appassionato intervento, indicava le linee guida di Sinistra e Libertà, senza nascondere le difficoltà che il percorso unitario comportava, dovendo coniugare culture e tradizioni politiche diverse.
Nei giorni successivi Vendola proponeva un Congresso anticipato di SeL. Il Coordinamento nazionale,rispondendo indirettamente a Vendola, confermava le decisioni di Bagnoli, convocando l’Assemblea per la costituzione di Sinistra Ecologia e Libertà per il 18 dicembre eleggendo i propri delegati con modalità che avrebbe definito dal Coordinamento nazionale. Infine Entro il 25 ottobre si sarebbero dovute insediare  la Commissione per le regole e la Commissione per il progetto.
Nencini a suggello di una linea molto prudente del Partito Socialista sulle prospettive di Sinistra e Libertà, in un’intervista, dichiarava che non esistevano le condizioni per modificare gli impegni di Bagnoli e per improvvisare un congresso. Altri dubbi di Nencini riguardavano le modalità di elezione dei delegati all’assemblea Costituente. Circa la eventualità di nascita di un nuovo partito, Nencini fissava alcuni paletti, affermando che la nascita del nuovo soggetto politico doveva passare attraverso un percorso di condivisione su argomenti programmatici ed ideologici da definire all’interno del congresso di marzo. Cladio Fava dal canto sposando in parte le tesi di Vendola chiedeva l’anticipazione del congresso fondativo di SeL prima delle  elezioni regionali.
Per non scontentare i Socialisti però rinviava tutto agli stati generali di dicembre che sarebbero dovuti servire servire per l’elaborazione di una proposta politica che non fosse la sommatoria delle eredità culturali di ciascuno dei gruppi fondativi di sinistra e libertà, ma l’occasione per elaborare un programma politico originale unico e condiviso sulla politica e sull’Italia.
Come Socialista, se, una volta tanto, non mi sento di condannare la prudenza di Nencini, altrettanto non condivido l’idea di considerare S e L come un contenitore vuoto con cui arrivare alle elezioni, salvo poi vedere se è il caso di mettersi d’accordo per metterci dentro qualcosa.
Condivido le parole di Vendola, che dice “Noi abbiamo lasciato le vecchie case, i simboli antichi. Le storie dei nostri cari. Non le abbiamo rinnegate, ma abbiamo deciso di andare incontro al mondo, perché quelle case stavano diventando dei piccoli musei e noi quei simboli, invece, volevamo usarli ancora come strumenti per dar speranza alle persone, alla gente. Per quello ci siamo mesi in cammino.” Per me lasciare la vecchia comoda casa socialista in cui abito dal 1971 non è sicuramente facile e lo è ancora meno quando penso di coniugare la mia cultura, le mie radicate convinzioni di socialista e rinunciare della storia della tradizione dalla quale provengo e condividere la mia esperienza e la mia attività politica con una cultura politica che mi è estranea.
Ma, come dice Vendola, è necessario che “ognuno deve fare una cessione di sovranità per poter avanzare tutti insieme in una nuova direzione. La mia cultura di socialista non morirà in Sinistra e Libertà. Mio nonno era Socialista, poi è stato comunista, poi è tornato socialista; tutto questo durante il fascismo. Mia nonna era socialista e mia madre comunista.
Io farò uno sforzo molto grande per sconfiggere il mio settarismo, ma non per questo rinnegherò la ricchezza delle cultura socialista, la sua storia, il percorso umano fatto fino ad oggi.
Dipenderà da me e da tutti i compagni che credono in questa idea se S e L. diventerà la casa comune della sinistra, dove le storie di ognuno, verranno rispettate e valorizzate. Quello che mi sento di dire a Nencini e che non deve avere paura di uscire dal porto sicuro che oggi si chiama PSI perchè oltre il mare c’è l’orizzonte e oltre l’orizzonte c’è la terra promessa. Fuor di metafora da soli non siamo nessuno e uniti siamo una forza. Dovremo darci regole condivise, un’organizzazione efficiente e creare una classe dirigente nuova. Socialisti, comunisti e verdi insieme dovranno individuare le linee guida per ricostruire la sinistra e creare un programma che individui i bisogni e indichi le soluzioni.
Per questo motivo, pur condividendo solo in parte le preoccupazioni di Nencini, dico che la parola deve passare alla base partendo con il tesseramento per vedere chi ci sta, presentare le liste di SeL. In tutte le regioni e non aspettare  marzo per fare il congresso fondativo di Sinistra e Libertà.
Beppe Sarno, compagno socialista- tessera n. 15735

2 commenti to “Sinistra e Libertà: facciamo il partito!”

  1. caro vendola , è davvero avvilente assistere al seguito delle tue imprese sfascia partito, non ti è bastato eliminare la sinistra dal parlamento?gli scissionisti non avranno mai fortuna , e tu ti accingi alla tua seconda impresa , spero che il pd non te lo permette, tanto ti dovevo
    saluti severino

    • bisogna vedere chi è che gioca allo sfascio. perchè in questo caso la medglia ha due facce. Bisogna vedere qual’è quella buona. Peraltro la riprova si può avere solo facendo le primarie.Proprio come chiede Vendola. Ma Baffettino non è d’accordo.

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