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ottobre 24, 2009

Sinistra e Libertà: facciamo il partito!

imagesA Bagnoli all’assemblea nazionale di Sinistra e Libertà è stato deciso di costituire il coordinamento nazionale di Sinistra e libertà, composto da membri in rappresentanza dei partiti fondatori e di parte della società civile. Si è stabilito inoltre che entro il 15 ottobre sarebbero stai costituiti i coordinamenti regionali, con l’istituzione di due gruppi di lavoro sul programma, le regole e la partecipazione. Inoltre nel mese di dicembre si sarebbe dovuto tenere la Conferenza programmatica di Sinistra e Libertà. E’ stata recepita la proposta di inserire il termine “ECOLOGIA”, in luogo dei tre simboli attualmente presenti. Le decisioni sarebbero state sottoposte a verifica nella conferenza programmatica di dicembre ed infine all’indomani delle prossime elezioni regionali si sarebbe tenuto il congresso fondativo di Sinistra e Libertà. Niki Vendola, in un appassionato intervento, indicava le linee guida di Sinistra e Libertà, senza nascondere le difficoltà che il percorso unitario comportava, dovendo coniugare culture e tradizioni politiche diverse.
Nei giorni successivi Vendola proponeva un Congresso anticipato di SeL. Il Coordinamento nazionale,rispondendo indirettamente a Vendola, confermava le decisioni di Bagnoli, convocando l’Assemblea per la costituzione di Sinistra Ecologia e Libertà per il 18 dicembre eleggendo i propri delegati con modalità che avrebbe definito dal Coordinamento nazionale. Infine Entro il 25 ottobre si sarebbero dovute insediare  la Commissione per le regole e la Commissione per il progetto.
Nencini a suggello di una linea molto prudente del Partito Socialista sulle prospettive di Sinistra e Libertà, in un’intervista, dichiarava che non esistevano le condizioni per modificare gli impegni di Bagnoli e per improvvisare un congresso. Altri dubbi di Nencini riguardavano le modalità di elezione dei delegati all’assemblea Costituente. Circa la eventualità di nascita di un nuovo partito, Nencini fissava alcuni paletti, affermando che la nascita del nuovo soggetto politico doveva passare attraverso un percorso di condivisione su argomenti programmatici ed ideologici da definire all’interno del congresso di marzo. Cladio Fava dal canto sposando in parte le tesi di Vendola chiedeva l’anticipazione del congresso fondativo di SeL prima delle  elezioni regionali.
Per non scontentare i Socialisti però rinviava tutto agli stati generali di dicembre che sarebbero dovuti servire servire per l’elaborazione di una proposta politica che non fosse la sommatoria delle eredità culturali di ciascuno dei gruppi fondativi di sinistra e libertà, ma l’occasione per elaborare un programma politico originale unico e condiviso sulla politica e sull’Italia.
Come Socialista, se, una volta tanto, non mi sento di condannare la prudenza di Nencini, altrettanto non condivido l’idea di considerare S e L come un contenitore vuoto con cui arrivare alle elezioni, salvo poi vedere se è il caso di mettersi d’accordo per metterci dentro qualcosa.
Condivido le parole di Vendola, che dice “Noi abbiamo lasciato le vecchie case, i simboli antichi. Le storie dei nostri cari. Non le abbiamo rinnegate, ma abbiamo deciso di andare incontro al mondo, perché quelle case stavano diventando dei piccoli musei e noi quei simboli, invece, volevamo usarli ancora come strumenti per dar speranza alle persone, alla gente. Per quello ci siamo mesi in cammino.” Per me lasciare la vecchia comoda casa socialista in cui abito dal 1971 non è sicuramente facile e lo è ancora meno quando penso di coniugare la mia cultura, le mie radicate convinzioni di socialista e rinunciare della storia della tradizione dalla quale provengo e condividere la mia esperienza e la mia attività politica con una cultura politica che mi è estranea.
Ma, come dice Vendola, è necessario che “ognuno deve fare una cessione di sovranità per poter avanzare tutti insieme in una nuova direzione. La mia cultura di socialista non morirà in Sinistra e Libertà. Mio nonno era Socialista, poi è stato comunista, poi è tornato socialista; tutto questo durante il fascismo. Mia nonna era socialista e mia madre comunista.
Io farò uno sforzo molto grande per sconfiggere il mio settarismo, ma non per questo rinnegherò la ricchezza delle cultura socialista, la sua storia, il percorso umano fatto fino ad oggi.
Dipenderà da me e da tutti i compagni che credono in questa idea se S e L. diventerà la casa comune della sinistra, dove le storie di ognuno, verranno rispettate e valorizzate. Quello che mi sento di dire a Nencini e che non deve avere paura di uscire dal porto sicuro che oggi si chiama PSI perchè oltre il mare c’è l’orizzonte e oltre l’orizzonte c’è la terra promessa. Fuor di metafora da soli non siamo nessuno e uniti siamo una forza. Dovremo darci regole condivise, un’organizzazione efficiente e creare una classe dirigente nuova. Socialisti, comunisti e verdi insieme dovranno individuare le linee guida per ricostruire la sinistra e creare un programma che individui i bisogni e indichi le soluzioni.
Per questo motivo, pur condividendo solo in parte le preoccupazioni di Nencini, dico che la parola deve passare alla base partendo con il tesseramento per vedere chi ci sta, presentare le liste di SeL. In tutte le regioni e non aspettare  marzo per fare il congresso fondativo di Sinistra e Libertà.
Beppe Sarno, compagno socialista- tessera n. 15735

ottobre 24, 2009

Auguri Mr. PD

Domani in tutta Italia i sostenitori del PD si recheranno alle urne per l’elezione del Segretario Nazionale.
Tre i contendenti, uno diverso dall’altro, per cultura, carattere, storia politica di riferimento.
Franceschini ex democristiano proveniente dalla scuola di Donat Cattin; Bersani ’ex PCI, già presidente della Regione Emilia Romagna del 1993, più volte ministro, protagonista della nascita del Partito Democratico; infine Ignazio Marino chirurgo di fama internazionale, attualmente senatore del Partito Democratico. Non so dire per la Sinistra quale sarà il segretario migliore. Certo è che dal giorno dopo dell’avvenuta elezione, sarà necessario aprire un dialogo con l’eletto per iniziare un cammino unitario, rispettando le reciproche posizioni e programmi. Il PD è, infatti, l’unica forza della sinistra che possa porre le basi per costruire una grande coalizione democratica senza confini preconcetti, partendo da una unità vera sui contenuti sulle cose da fare e da proporre al paese.
Sinistra e libertà alle elezioni Europee ha conquistato un incoraggiante risultato elettorale convincendo persone che avevano negato il voto e il consenso al centro-sinistra e alla sinistra.
Per questo è nato il progetto fondativo di Sinistra e Libertà come una organizzazione che non sia soltanto un cartello elettorale. Una grande coalizione democratica fra il PD e Sinistra e Libertà è la strada maestra che occorre perseguire. Non sarà facile ma questa è la sfida per tutti, che non richiede scorciatoie né soluzioni rabberciate, ma la consapevole e tenace intelligenza di chi sa che per battere la destra occorre un credibile e chiaro progetto sociale e politico per la cui costruzione occorre rigore nei contenuti e capacità unitaria.Di fronte a tutti vi è la responsabilità di costruire la speranza di una nuova stagione politica che ci veda protagonisti tutti insieme per riportare il centrosinistra alla guida del paese e farlo uscire dalla paralisi a cui è stato condannato da un governo inetto e corrotto. Ecco perché a chiunque dei tre candidati sarà eletto nuovo Segretario del PD io dico: Auguri Mr. PD.

ottobre 24, 2009

UNA POLITICA PER BOTTEGAI

La Politica si sa è un’arte!
Per quanto il materialismo storico abbia tentato per un secolo di imbrigliarlo nei definiti angusti argini della Scienza, RESTA UN’ARTE !
Per ogni politico, nella Civiltà occidentale c.d. Democratica, ciò che è vero oggi potrebbe non esserlo anche domani ed è improbabile che lo sia stato ieri.
Teniamo ogni giorno sotto gli occhi esempi che spaziano dalla micro alla macro Politica: ne è esempio l’Innominato, nostro conterraneo, che, dopo aver traghettato i suoi Don Rodrigo, con al seguito i manipoli di Bravi, nel grande Progetto Democratico, ha poi richiamato il nugolo perché non arrendevole alla canuzia. E questa è una becera manifestazione nostrana di tale tendenza ( Noi tutti gli auguriamo per questo di campare qualche mese in più…. ).
Poi abbiamo tale tendenza ( non trasformista che sarebbe un apprezzamento benevolo in quanto dinamica ma miserabilmente opportunista ) amplificata ai livelli nazionali dove diventa Scienza Criminale del Buon Affare – S.C.B.A.,
Nell’U.D.C. si trova l’incarnazione palese del politico fatto bottegaio!
Ormai dove c’è da “maneggiare” ( leggi amministrare ) ci sono i Casini ed i suoi accoliti alla ricerca di quell’”intesa” fatta di “ accordi e programmi “ che non hanno alcuna rispondenza al REALE ma funzionano bene nel mondo ipnotico mediatico del buon piazzista.
Si assiste al paradosso che l’intesa e/o il programma corrispondano alle aspettative del Cittadino ma quest’ultimo, per quanto svilito nell’intelligenza e nel buon senso, resta allibito di fronte a tracotante evidenza di opportunismo e, dopo la rabbia, inasprirsi. Si chiede cosa fare e con chi per poter rappresentare la propria contrarietà.
E così dalla Provincia allo Stato ci si dondola al nodo scorsoio dell’ago di una bilancia malamente arrangiata.
Pier Paolo Pasolini diceva che la sua gioventù fu sovversiva, temprandosi nella moderazione nell’età più adulta: non escludsinistra20unitaeva che nell’età più avanzata avrebbe potuto abbracciare la sacra croce della reazione e del ritorno agli intramontabili valori antichi ma sempre attuali.

Noi abbiamo un Ordinamento ed un Territorio, occupato da persone per lo più oneste ed operose, che non possono più tollerare un degrado progressivo e generalizzato del quale si è testimoni impotenti.
CHE FARE ?
Incominciamo a scrivere, creiamo motivi ed occasioni di dibattito, confronto, tempo libero ed altro.
IN OGNI CASO AIZAMMO ‘A CAPO E ASSIMMO ‘RA CASA!
diversamente ogni critica e’ vana ed illegittima e non merita ascolto!!!!!
TAURUS