Nostalgia del 68: “I pugni in tasca”

Nell’ottobre 1965 esce il Film  di Marco Bellocchio premiato ai Nastri d’argento del 1965, “I pugni in tasca” (1965) Al centro della vicenda si trovano infatti la religione, la famiglia, l’amore, la patria e la proprietà.
Sulle montagne prospicienti Piacenza, in una villa un tempo ricca ed ora fatiscente, vive una famiglia borghese in un isolamento pressoché totale. La madre dei quattro figli è cieca e non gestisce l’educazione dei figli nè l’amministrazione della casa. Piuttosto è Augusto, il maggiore dei figli e il capo famiglia, che sembra proiettato con la mente al momento in cui lascerà la villa. Il suo lungo fidanzamento con Lucia, una ragazza di città, dovrebbe infatti portare presto al matrimonio. I due fratelli di Augusto, Alessandro e Leone, e la sorella Giulia mostrano d’avere disturbi mentali. Leone è affetto da epilessia e non è in grado di ragionare. Giulia, apparentemente normale, è invece ferma ad uno stato totalmente infantile ed è legata da un rapporto morboso al fratello Alessandro. Quest’ultimo, infine, soffre pure di epilessia, ma dimostra una fredda lucidità mentale. Egli difatti, concepisce diabolici progetti di omicidio nei confronti di tutta la famiglia. Un giorno, avendone l’occasione, getta la madre in un dirupo e affoga nella vasca da bagno Leone. Rivela poi l’accaduto alla sorella, la quale gli si mostra alleata per eliminare Augusto. Alessandro, però, palesa una freddezza, che spaventa Giulia. Durante una crisi epilettica, la ragazza si trattiene dall’aiutarlo, abbandonandolo al suo destino.

Il film ha anticipato i temi della contestazione giovanile i espressi nel 68 in maniera estrema e radicale, ferocemente critico verso le istituzioni borghesi e in primo luogo verso l’istituzione delle istituzioni, la famiglia.. Dopo I pugni in tasca, Bellocchio realizza La Cina è vicina, una commedia satirica sul modo di fare politica della gioventù radical-chic dell’epoca. Era un film che aveva il merito di raccogliere e preannunciare tutta una serie di fermenti, umori, tensioni, che poi sarebbero esplosi l’anno successivo, il ’68, sul terreno sociale e politico, con tutto quello che questo anno cruciale ha significato.

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