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ottobre 20, 2009

Regione Campania: lo scandalo del piano casa

Il cd. Piano casa della Regione Campania, nasce dalla conferenza stato regioni del 31 marzo di quest’anno che per “favorire il rilancio dell’economia” con la quale le regioni si sono impegnate ad approvare proprie leggi per favorire il “Piano casa” ispirato dal Governo Berlusconi. Il disegno di legge predisposto prevede l’ampliamento delle abitazioni private che potranno essere ingrandite fino a un tetto massimo del 20% del volume esistente; per tutte le altre tipologie di edifici la soglia del 20% è in riferimento invece alla superficie coperta. I Comuni potranno scegliere di ridurre il cosiddetto contributo di costruzione previsto per l’ampliamento del 20%. Sconto che salirebbe al 60% nel caso di prima abitazione. Si potrebbe addirittura arrivare all’esonero del contributo nel caso di uso di bioedilizia. La richiesta di ampliamento deve arrivare entro il 31 dicembre 2010. Il provvedimento allo studio prevede anche la possibilità di realizzare un edificio separato nel caso in cui non sia materialmente o giuridicamente possibile realizzarlo in contiguità con il fabbricato esistente. Gli edifici realizzati anteriormente al 1989 che non siano adeguati agli standard qualitativi e che non siano sottoposti al vincolo di conservazione possono essere abbattuti e ricostruiti con un aumento della cubatura fino al 30%. Qualora gli edifici non siano residenziali la soglia è relativa alla superficie coperta. In entrambi i casi, il tetto salirebbe al 35% con l’utilizzo di tecniche di bioedilizia. All’interno di questo capitolo, poi, si starebbe ragionando sulla possibilità di rendere l’area originaria non edificabile nel caso in cui si decidesse di ricostruire in una zona diversa. Allo studio poi il ravvedimento operoso, fino a immaginare per i casi meno gravi l’estinzione dell’illecito, e la possibilità che l’accertamento di conformità e quello di compatibilità ambientale estinguano i reati. Il ddl abolisce il permesso di costruire e lo sostituisce con una certificazione di conformità giurata da parte del progettista. Previsto poi l’ampliamento dei casi di denuncia di inizio attività, la rimodulazione degli interventi di edilizia libera. Via libera alla valutazione preventiva degli interventi con gli uffici preposti e creazione di una Camera di conciliazione presso i comuni. Infine è prevista meno burocrazia per le procedure per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica e indicazione di tempi certi per la conclusione del procedimento. Sono esclusi dai progetti del piano casa la Costiera amalfitana, e la penisola sorrentina, rientrando nel PUT. In questo progetto di devastazione del territorio PD e Pdl si sono travati d’accordo e si sono impegnati nell’approvazione in tempi brevi. “La Sinistra” nonché le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente, Wwf e Fondazione Iannello, si oppongono al piano casa perché così come è concepito non sarà altro che “una sciagurata deregulation che affida per intero, e a tempo indeterminato, la trasformazione delle nostre città alla proprietà fondiaria. Il grande e impegnativo lavoro che il centrosinistra ha svolto in nome dell’interesse generale per dotare la Regione, Napoli e altre importanti città di piani urbanistici avanzati viene vanificato in un sol colpo”. “Col pretesto del rilancio economico si torna così ad una visione meramente edilizia e mercantile del governo del territorio – dichiarano le associazioni che si oppongono a questa legge – non tenendo conto dei rischi e delle fragilità ambientali, del valore dei paesaggi, della necessità di sopperire al cronico deficit di qualità ambientale, aree verdi, attrezzature per lo sport e il tempo libero che caratterizza la conurbazione campana”. “Noi pensavamo che ci si dovesse muovere su un terreno, puramente edilizio, in coerenza con quanto stabilito dall’accordo Stato – Regione del marzo 2009; ci siamo trovati, invece, dinanzi ad un testo che trovava la sua parte più consistente quella che riguardava “l’urbanistica”, il governo del territorio, un testo che in un solo colpo, fa tabula rasa dei piani regolatori dei comuni (a partire da quello di Napoli), della legge 16/2004 che viene degradata a “regolamento”, dello stesso P.T.R. appena provato con la legge 13/08”, si legge nella lettera che il Consigliere Gerardo Rosania, rappresentante del Movimento per la Sinistra, ha inviato a Bassolino. “Un testo nel quale, senza vincoli territoriali (altro che i 18 mesi di cui parla l’intesa Stato – Regione per rispondere ad una emergenza economica) si consente di mettere mano alle aree industriali dismesse per trasformarle in novelle aree dormitorio. Nessuna cautela rispetto alle costruzioni abusive. In altri termini con il testo licenziato dalla giunta l’abusivo viene premiato ulteriormente: può aggiungere volumetria a quella abusivamente realizzata, benché condonato”.”Ma il disegno di legge diventa un vero condono, – continua Rosania – quando prevede, addirittura, una corsia privilegiata per gli abusivi che ancora non hanno condonato i quali possono richiedere il condono e poi ampliare”.Per quanto riguarda le “aree agricole” per il Consigliere del MpS “avendo aperto la Giunta Regionale la partita urbanistica, è diventato normale chiedere che si ragionasse sulle “aree agricole” con i cambi di destinazione d’uso. Devastante. Una mega sanatoria che rasenta “l’omicidio” del territorio agricolo regionale, già cosi malmesso”Le norme che più fanno discutere sono da una parte il recupero delle aree industriali dismesse e dall’altra la salvaguardia dei centri storici che verrebbero devastati se la legge venisse approvata nella redazione attuale.La commissione incaricata di approvare il testo definitivo dovrà superare almeno quattro obiezioni di principio su cui le associazioni ambientaliste non intendono recedere:
1) Escludere con chiarezza dall’applicazione della legge tutte le aree tutelate ai sensi del codice dei beni culturali, tra esse ad esempio i Parchi regionali, i Centri Storici e le zone agricole. Tali esclusioni devono valere per tutta la disciplina ed essere qui inserite nel primo articolo della legge.
2)Ribadire, in conformità a quanto disposto dall’intesa Stato-Regione del 31 marzo 2009, il potere di pianificazione dei comuni per regolamentare l’applicazione della legge.
3) Cassare gli articoli 5, 6 e 9, in modo da rendere questo provvedimento conforme all’intesa Stato-Regioni.
4) Escludere ogni riferimento, anche implicito, ad ogni sanatoria di quanto già realizzato pure in coincidenza con i limiti della legge e ogni premialità su immobili costruiti abusivamente.

ottobre 20, 2009

DOVE SIETE UOMINI DELLA SINISTRA

Mi capita da qualche tempo di non capire cosa stà avvenendo in questa nazione, dove una destra (al governo) si traveste da sinistra e dove una sinistra,………….., ma esiste ancora una sinistra?
Una nazione attanagliata da una crisi economica, dove le famiglie (monoreddito soprattutto) non riescono più a soppravvivere, riducendo di fatto la loro possibilità di spesa, innescando un effetto domino che si ripercuote sul commercio mettendo in difficoltà tanti piccoli imprenditori, e dove, a chiacchiere le banche sbandierano mediaticamente il loro aiuto, per poi aiutare solo chi i soldi già ce li ha, avrebbe bisogno di una sinistra vecchia maniera, più vicino alle persone, o meglio alle loro rivendicazioni,in altre parole più fatti e meno politichese.
Qualcuno potrà chiedersi ma non esistono i sindacati per questo?
Esistevano, perchè di fatto sono oramai diventati anche loro centri di potere,legati di fatto ai partiti di riferimento perdendo negli anni la loro connotazione principale, la tutelare dei lavoratori e delle categorie puù deboli
In tutto questo la SINISTRA? Una parte è in attesa di un congresso PD che sancirà ancora una volta un segretario non condiviso e un partito pieno di contraddizioni, pronto ad implodere al primo intoppo, o meglio alla prima spartizione non equa. L’altra frammentata in mille partiti o movimenti cerca un’identità comune pur di sopravvivere allo sbarramento creato dall’inciucio PDL-PD, dando vita a Sinistra e Libertà. Mentre il popolo italiano boccheggia.
Chiudo questo mio intervendo con un appello, l’Italia ha la necessità di un soggetto politico capace di dialogare con la gente fuori dalle segreterie di partito, e che sia capace di dare risposte , questo in passato era la sinistra. Uomini della sinistra riacquistate il vostro ruolo, lasciate ad altri i partiti aziendalisti e aiutate questa nazione ad uscire dallo stallo economico.
ANGELO REPPUCCI