Archive for ottobre 14th, 2009

ottobre 14, 2009

VIVA LA SCUOLA SERIA

L’evoluzione dell’Istruzione in Italia, sta disegnando una parabola discendente repentina ed inesorabile.
All’insoddisfazione di una categoria mal pagata e mal utilizzata, gli insegnanti, si associa un numero incredibile di precari, a questo aggiungiamo classi sempre piu affollate di studenti, istituti fatiscenti e ragazzi portatori di handicap a cui viene negato il sostegno, perchè non ci sono i soldi e la “frittata è fatta”.
Se è vero che la scuola ha il compito di creare la classe dirigente del futuro, e, nell’immediato, il ruolo di risvegliare il cervello degli esseri umani dal torpore mediatico, non siamo messi bene anzi, va molto molto male.
Le varie riforme succedutesi con gli anni, fatte senza il coinvolgimento dei soggetti in causa, hanno perseguito l’unico scopo, la distruzione della scuola di ogni ordine e grado.
Per i pochi che compiono misfatti, il tacito silenzio dei più è buon alleato, e il tacito silenzio si ottiene o con l’ignoranza o con il ricatto.
Quindi uomini non pensanti, poco istruiti e manovrabili, creano quell’humus dove nasce, cresce e prolifera il malaffare.
L’istruzione è una cosa seria, che necessita di persone preparate, ben pagate e motivate, ma soprattutto non può essere gestita come una fabbrica che produce reddito; ma può, evitando sprechi, formare uomini pensanti, preparati culturalmente, professionalmente validi e utili al mondo del lavoro.
Inoltre deve essere spiegato a chiare lettere agli studunti, che per ottenere risultati le scorciatoie sono inutili e dannose soprattutto a loro stessi, che il principio basilare nella scuola come nella vita si racchiude in un solo vocabolo “meritocrazia”.
Basta con le riforme che iniziano con la sillaba “in”, insostenibili, inguardabili, inspiegabili, inpopolari……………INUTILI!
REPPUCCI ANGELO

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ottobre 14, 2009

Sinistra e Libertà non può essere soffocata

simbolo psi 1946“Sinistra e Libertà non può essere soffocata. Deve vivere, crescere, rendersi autonoma. Per questo bisogna costituire entro dicembre il nuovo soggetto politico della sinistra con un congresso costituente, aperto, unitario e partecipato.” Questo ha scritto Niki Vendola in un suo comunicato inviato ai dirigenti delle formazioni aderenti al progetto di “Sinistra e Libertà”Il segretario Nazionale del nostro partito Riccardo Nencini rispondendo alle sollecitazioni di Vendola ha risposto”Non è precipitando i tempi che possiamo pensare di risolvere i problemi antichi della sinistra italiana e neppure di rafforzare in modo convincente l’opposizione al governo Berlusconi”. Anche i verdi con l’elezione del nuovo segretario sembrano allontanarsi da “Sinistra e Libertà”Claudio Fava di Sinistra Democratica ha dichiarato che “ il nostro progetto da domani va avanti con più urgenza e con più responsabilità. Si va avanti per rendere Sinistra e Libertà un soggetto finalmente e definitivamente autonomo dagli altrui eventi congressuali. Si va avanti continuando a considerare, con Grazia Francescato e con gli altri amici del vecchio gruppo dirigente dei Verdi, il profilo ambientalista come un tratto essenziale di questo nostro progetto,
Si va avanti in un processo che si deve dare modalità, appuntamenti e procedure più spedite e più motivate. Decidendo di battezzare in modo definitivo Sinistra e Libertà con un congresso prima delle prossime elezioni regionali.”
Che fare’?
Forse per i vertici del Partito Socialista ”Sinistra e Libertà” è solo uno strumento per garantirsi l’elezione prima nei parlamenti regionali e poi in quello nazionale. Non è questo che la base vuole non è questo che serve. Non servono i bizantinismi di Nencini, non servono calcoli attendismi, e possibilismi opportunismi di vertice. Quello che serve invece è un partito di tutta la sinistra aperto ed inclusivo che sottoscriva un patto con gli elettori da riconquistare, presentando un programma semplice e chiaro, comprensivo di tutti i diritti e doveri, e supportato da una nuova classe dirigente scelta sopratutto giovani.
Non dobbiamo accontentarci di un partito dell’uno per cento, non dobbiamo più perdere il nostro tempo a costruire progetti che durano lo spazio di un mattino.
Per questo ben venga il congresso di “Sinistra e libertà” e che lo si faccia subito per presentarsi alle elezioni regionali uniti, con un programma che coniughi le ragioni dei socialisti con quelli dei comunisti compiendo riaggregazione in nome del socialismo europeo, non come sigla, ma come riferimento politico ed ideale. Secondo un antico proverbio cinese, ogni sfida, per quanto difficile, contiene sempre una grande opportunità.

ottobre 14, 2009

L’Italia che non vogliamo!

Il governo avrebbe individuato dieci aree per la realizzazione delle centrali nucleari in Italia. L’elenco comprende: Monfalcone [Gorizia], Scanzano Jonico [Matera], Palma [Agrigento], Oristano, Chioggia [Venezia], Caorso [Piacenza], Trino Vercellese [Vercelli], Montalto di Castro [Roma], Termini Imerese [Palermo], Termoli [Campobasso]. Il documento riservato del ministero delle sviluppo economico, alla fonte della notizia, indicherebbe anche come principali criteri di scelta dei siti la vicinanza al mare e a una centrale elettrica.
In questi dieci siti verranno localizzate le quattro centrali di cui parla da tempo il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola.Le quattro centrali annunciate sono già state appaltate al raggruppamento Enel – Edf [Electricité de France], con tecnologia francese. Inoltre il ministro agli inizi di ottobre è volato a Washington per firmare l’intesa di cooperazione sull’energia nucleare con l’amministrazione Obama. In particolare, il patto siglato prevede la nascita di una cordata italo-americana che costruirà le centrali nucleari di quarta generazione in Italia. Nella cordata compare anche Ansaldo -Finmeccanica che dovrebbe consolidare la collaborazione con Westinghouse e portare in Italia il reattore di terza generazione Ap100, cioè quella tecnologia vecchia, pericolosa e costosa, che continua a produrre scorie che nessun paese è in grado di trattare né di stoccare definitivamente in sicurezza. Gli ultimi impianti di terza generazione realizzati in occidente risalgono agli anni ’80, mentre nei successivi anni ’90 li hanno costruiti solo in Giappone e in Corea. Poi basta, perché nessuno li vuole più. Salvo qualche paese del sud del mondo. Per i reattori di quarta generazione, potenzialmente sicuri, c’è da aspettare almeno altri venti anni.
E c’è già fermento sui territori, a partire da Scansano Jonico [Matera], dove il precedente governo Berlusconi aveva annunciato la costruzione del sito unico di stoccaggio delle scorie radioattive italiane provocando la rivolta popolare e la completa marcia indietro dell’allora ministro dell’ambiente Altero Matteoli. Lì i comitati “noscorie” non hanno mai smesso di lavorare. Non staranno certo a guardare le popolazioni e gli enti locali di Caorso e di Trino Vercellese, che non ne possono più di convivere con le centrali vecchie centrali nucleari chiuse, ma non spente né smantellate, diventate depositi di stoccaggio delle scorie prodotte nel corso della loro breve attività.
Né sarà semplice convincere Monfalcone, fresca di battaglia contro il rigassificatore e dove contro la «candidatura» atomica si sono espressi ambientalisti, politici e cittadini.