Archive for ottobre 13th, 2009

ottobre 13, 2009

solidarietà per gli operai della FMA

Una grande mobilitazione operaia ha caratterizzato la giornata di martedì ai cancelli della FMA di Pratola Serra. La fabbrica che produce motori per il gruppo Fiat, da circa un anno lavora una sola settimana al mese. Mentre Marchionne fa il gradasso in America cerca di far pagare agli operai il costo di una crisi che ha colpito il settore auto. A Pomigliano, Cassino, Mirafiori e Val Di Sangro la musica è sempre la stessa: cassa integrazione e piazzali pieni di auto invendute.
Il problema di Avellino e della sua provincia è che non può consentire che un’altra fabbrica chiuda.
Per un problema occupazionale, per salvare un indotto fatto di piccole aziende con centinaia di dipendenti che stanno andando per strada ma anche e soprattutto perché non si può consentire che un altro segmento dell’industria lasci l’Irpinia. E’ già avvenuto per il settore elettronico, non lo si deve consentire per il settore metalmeccanico che in Irpinia vanta tradizioni di eccellenza.
All’inizio di quest’anno l’amministratore delegato della Fiat Marchionne ha parlato di sessantamila operai a rischio occupazione. Eppure le ricette non mancano: i sindacati avanzano proposte per studiare motori avanzati, auto ad alto potenziale di riduzione dell’energia, quelle elettriche soprattutto, le auto ibride e soprattutto quelle all’idrogeno. In molte parti d’Italia le amministrazioni e la classe politica si sono fatti carico del problema e hanno trovato soluzioni che hanno garantito il salvataggio della produzione e dei posti di lavoro. E’ il momento che anche la classe politica irpina, prima di tutto i partiti della sinistra, affrontino il problema e individuino gli strumenti per impedire che gli operai di Pratola Serra vadano a casa. In questa situazione di crisi, ogni posto di lavoro perso è forse perso per sempre e allora è necessario ragionare ed individuare la soluzione in termini politici.
Di fronte alle sempre più crescenti necessità degli operai è necessario è giusto che gli enti che sono più vicini alle famiglie bisognose scendano in campo per alleviare nell’immediato le sofferenze che la pesante situazione economica sta generando. Il Sindaco di Avellino e i sindaci delle comunità interessate al problema occupazionale debbono porre in essere misure concrete in sostegno delle famiglie in difficoltà. La prima misura potrebbe essere la costituzione di un fondo straordinario da destinare ai nuclei familiari in difficoltà, secondo criteri di accesso da individuare concretamente in base alle reali esigenze. Inoltre le amministrazioni comunali dovrebbero varare una misura di incremento della spesa sui servizi sociali, nonché eventuali sgravi addizionali Irpef. Un altro aiuto concreto potrebbe essere l’attivazione di una family card, come già avvenuto in altre realtà, che contenga agevolazioni tariffarie per acqua igiene ambientale e contributi per far fronte alle spese di servizi e utenze e trasporti. D’accordo con i grandi supermercati presenti nelle aree interessate le amministrazioni potrebbero concordare l’autorizzazione di una spesa una tantum per un importo predeterminato. In accordo con le banche andrebbe studiatae la possibilità di prestiti d’onore senza interessi garantiti dal Comune di appartenenza. E’ arrivato il momento che la solidarietà ed il senso di appartenenza ad una comunità prendano il sopravvento. In questo senso la solidarietà dovrà essere un sentimento sociale e nello stesso tempo un progetto politico, che si esprime attraverso le sue istituzioni che sono la manifestazione delle comunità che rappresentano. Tutelando i più deboli difenderemo noi stessi e avremo il tempo per affrontare il problema della conservazione e rilancio della piena occupazione, individuando soluzioni che al momento mancano.