No al Nucleare

 

Le regioni stanno dicendo no al nucleare. Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Basilicata hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale per bloccare la legge 99/2009.

Oltre a queste, Sardegna e Veneto hanno detto no al nucleare con ordini del giorno o dichiarazioni del presidente.

L’art 25 della legeg stabilisce che “Il Governo viene delegato ad adottare entro il 15 febbraio 2009 uno o più Dlgs relativi a:
a) disciplina della localizzazione degli impianti di produzione di energia elettrica nucleare e dei sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi (nonché degli impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irradiato e dei rifiuti nucleari e dei sistemi per il deposito definitivo dei materiali e dei rifiuti nucleari);
b) definizione delle misure compensative da corrispondere alle popolazioni interessate;
c) procedure autorizzative e requisiti soggettivi per la costruzione, l’esercizio e la disattivazione degli impianti (considerate attività di preminente interesse statale).

Si tratta sostanzialmente di una sottrazione arbitraria delle competenze delle Regioni.  . Greenpeace, Legambiente e WWF, con una lettera dell’11 settembre scorso inviata ai Governatori e a tutti gli assessori competenti, hanno chiesto l’impugnazione di fronte alla Corte Costituzionale della norma contenuta nella legge 99/2009. “

Nell’87 l’Italia ha detto no al nucleare e le ragioni di allora sono ancora attuali, sia per lo smaltimento delle scorie che per la quantità di uranio. Infatti. Non ci sono esempi accettabili per la gestione di lungo periodo delle scorie, i reattori a sicurezza intrinseca sono ancora allo studio, non esiste una filiera che non sia utilizzabile anche a fini militari, le riserve di uranio sono molto limitate. E, non meno importante, l’energia nucleare è molto più costosa di quanto si dice e rappresenta.
In Italia  ci sono 235 tonnellate di combustibile nucleare ’irraggiatò, usato prima del referendum dell”87 nella centrale di Caorso. Invece di pensare a produrne nuove, bisogna pensare anzitutto alla sistemazione delle scorie,che  producono  emissioni inquinanti e rischi nei trasporti in andata e ritorno.

Sosteniamo quindi la giusta lotta delle associazioni ambientaliste e diffondiamo nei compagni una coscienza antinucleare.

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