Posts tagged ‘PSI’

marzo 28, 2014

Il più socialista di tutti.

 

La Direzione PSI ha votato la deroga allo statuto…Nencini racchiude in se tutte le cariche possibili…lui è socialista più di altri.

marzo 13, 2014

Craxi, Berlinguer e la sinistra.

Sono passati 30 anni dalla prematura scomparsa di Enrico Berlinguer e 14 dalla altrettanto prematura scomparsa di Craxi. Io quest’anno commemorerò il tentennale della scomparsa di Riccardo Lombardi ed il 90 anniversario dell’assassinio di Matteotti. Ma non mi unirò alla commemorazione di Berlinguer. Non lo farò fino a quando i dirigenti postcomunisti non diranno le cose che hanno detto  BFabrizioarca e Nichi Vendola. Vale a dire che la storia del Psi dal 1976 in poi non può essere ridotta a “romanzo criminale” ma che anzi ha contenuto la ultima e profonda elaborazione culturale ed ideologica fatta dalla sinistra italiana. Poi vanno fatte le critiche che vanno fatte a Craxi, legittimamente , ma non buttando insieme bambino ed acqua sporca. E le critiche sono critiche politiche e concernono la gestione del partito (come ben hanno messo in rilievo Rino Formica e Giorgio Ruffolo) che poi ha prodotto una condizione per la quale il PSI si trovò disarmato quando montò quella ondata antipolitica che ha poi prodotto il disastro della II Repubblica . E che fu abilmente guidata da poteri forti interni ed internazionali. Beninteso anche con Berlnguer occorre far attenzione a non buttare insieme acqua sporca e bambino. In lui vi sono aspetti positivi ma anche regressioni e ricadute verso forme di settarismo ed integralismo che non hanno giovato alla sinistra , e si sono esposte a strumentalizzazioni postume (ma qui Berlinguer non c’entra) da parte di personaggi che poi. la storia ha dimostrato essere un pulpito inaffidabile per fare lezioni di morale ad altri. Insomma il manicheismo da II Repubblica per cui Craxi era un gangster e Berlinguer una sorta di Padre Pio non esiste. Del resto credo che lo stesso Berlinguer si rivolta nella tomba nell’essere strumentalizzato da un Travaglio, ad esempio. Naturalmente, pur se non parteciperò alle celebrazioni, personalmente resta in me un profondo senso di ammirazione per una figura che comunque merita rispetto e deferenza, pur nel dissenso su temi importanti. Vedete la critica al pensiero di Berlinguer non fu fatta solo da Craxi. Lombardi, Mancini e Giolitti erano altrettanto critici. Anzi quest’ultimo fu più profondo di Craxi nel criticare il concetto di III Via che si fondava su basi molto fragili e dava adito a elementi di ambiguità seri. Sul piano ideologico , dal mio punto di vista, ebbe certamente ragione il gruppo dirigente socialista del congresso di Torino del 1978 (Craxi, Giolitti, Lombardi, Signorile) rispetto a Berlinguer sul tema dell’Eurosocialismo e della critica radicale al socialismo reale. Pur evidenziando la necessità di andare oltre le esperienze socialdemocratiche tradizionali (Lombardi soprattutto) questo oltrepassamento era tutto all’interno della cultura del socialismo democratico e della contestazione delle stesse radici ideologiche del comunismo del 900 (e non solo della sua prassi) poichè anche in quelle radici si celava il presupposto della evoluzione totalitaria del comunismo reale. Insomma per Berlinguer l’URSS era un paese socialista “con tratti illiberali”. ERa un passo in avanti rispetto a Togliatti (che però appartiene ad altra epoca) ma restava in mezzo al guado. I socialisti ritenevano invece che l’URSS non era un paese socialista, perchè non è possibile un socialismo senza democrazia (lo diceva già Kautsky nel 1919 – non è poi una cosa nuova) e quindi un socialismo tra tratti illiberali era un non senso. La critica dei socialisti non era affatto rivolta contro Marx (qui si fece grande confusione) ma contro Lenin e le sue derivazioni dallo stalinismo al togliattismo. C’è tutta una grande tradizione di marxismo socialista democratico (che è molto più profonda delle teorie schematiche di Lenin e Trotzky) e che comprende il già citato Kautsky, l’austromaxismo di Hilferding, Bauer, Adler, del belga Vanderverlde, di Mondolfo, Turati, Saragat, Basso in Italia. Una tradizione che il Psi del dopo 1976 rivalorizzò. Insieme a Rosselli, Capitini. Per evidenziare che a sinistra non c’era il solo pensiero unico gramsciano-togliattiano. Le egemonie serie non si costruiscono per esclusione degli altri. Berlinguer fece una importante affermazione circa la natura pluralista del socialismo (un passo decisamente più avanzato delle “vie nazionali” di Togliatti) ma mantenne il modello di centralismo democratico del partito che contraddiceva il resto. Proprio Riccardo Lombardi disse che il punto di discrimine fondamentale tra socialisti e comunisti non era la dialettica riforme-rivoluzione , ma la concezione del partito depositario di una filosofia della storia. E quindi delle chiavi della verità. Per cui il partito non è uno strumento, così come lo è nel socialismo democratico, ma diviene quasi una entità mistico-metafisica. il “corpo mistico della Chiesa” di San Paolo laicizzato. Una entità a cui sottomettersi pena di essere un “individualista piccolo borghese” . Una entità che ha i suoi sacerdoti, l’apparato. Certo poi Berlinguer cercò di spostare questa caratteristica dal piano ideologico a quello morale-antropologico, la “diversità comunista”. Ma l’integralismo resta. NOn sappiamo se Berlnguer avesse o meno , in seguito, modificato questa posizione. Certo i suoi epigoni hanno utilizzato spesso il concetto di “diversità” come sacchi di sabbia a protezione di se stessi e della loro progressiva tendenza all’autoreferenzialità gestita in modo sempre più opportunistico e trasformista. Per cui si cambia spesso nome ma i dirigenti e l’apparato restano quelli. Fino a causare la liquidazione della sinistra. Quando il soggetto precede il progetto e si emancipa anche dalla sua rappresentanza sociale, si cade nel politicismo più negativo ed in una concezione manovriera della politica atta a conservare il potere. Punto. Natualmente la sinistra di oggi ha bisogno invece di recuperare progetto di trasformazione sociale ed idealità su cui costruire la rappresentanza sociale del mondo del lavoro, dei più deboli di tutti coloro che soffroni diseguaglianze ed esclusione. Ed evitare che si ricreino nomenclature autoreferenziali ….che degradano la politica. Ma di questo ne abbiamo parlato a lungo quando abbiamo affrontato il tema del recupero di una soggettività socialista.

Giuseppe Giudice

febbraio 24, 2014

Onore al compagno Pertini.

gennaio 22, 2014

Morte annunciata del PSI.

 

tessera psi 1921La legge elettorale che ci propone Renzi significa la morte del PSI come soggetto politico autonomo. Infatti se questa proposta di legge passa così come è stata concepita da Renzi e Berlusconi al PSI non resta che farsi assorbire dal PD o vivere in maniera subalterna sacrificando ogni forma di autonomia. Oggi più che mai una voce autenticamente socialista è indispensabile per la sopravvivenza della democrazia in Italia e in Europa. D’altronde è inevitabile questo fenomeno degenerativo dal momento che per il PD, in maniera strumentalmente falsa, la parola socialista è simbolo di corruzione e degenerazione politica, soprattutto perché ha consentito agli ex comunisti riciclati nel PD di presentarsi come la sinistra di governo e disponibile al dialogo con le istituzioni e i poteri finanziari. Mettere da parte l’idea socialista è servito al PD e a quella parte del PD che vedeva in Blair il nuovo profeta del socialismo coniugare i loro interessi di bottega e la loro brama di potere con gli interessi del capitalismo finanziario, con affossamento de capitalismo di stato e con il regalo delle partecipazioni statali ai privati (vedi Enel, settore telefonico, industria chimica, industria auto concessioni autostrade etc.). Prodi e prima di lui Andreatta hanno introdotto il concetto che il mercato è il regolatore della società, perché ogni conflitto all’interno dei  meccanismi del mercato è destinato a normalizzarsi. Abbiamo visto quanto questa previsione sia falsa e nello stesso tempo destinata a chiudere gli spazi di democrazia. Chi si illude che esista una opposizione all’interno del PD sbaglia perché da una parte Renzi incontra Berlusconi, dall’altra quelli che oggi tatticamente contestano Renzi sono gli stessi che hanno consentito la crescita esponenziale di Berlusconi durante l’arco di un ventennio senza nemmeno provare a contrastarlo, ma facendo affari con lui e gestendo il processo politico se non insieme almeno in modo parallelo. Renzi è un pericolo per la democrazia e nessuno all’interno del Pd farà qualcosa per fermarlo, perché la pseudo sinistra è fallita e sta battendo in ritirata per non essere spazzata via. Solo provando  a ricostruire un percorso politico autenticamente socialista che faccia un serio processo al togliattismo ed ai suoi epigoni potremo pensare di trovare gli elementi per una rinascita politica che basi la sua ricostruzione su alcuni  concetti fondamentali: ricostruzione delle regole della democrazia stabilendo il principio che democrazia equivale a socializzazione del potere, applicazione del principio costituzionale che ognuno paghi le tasse in maniera progressiva secondo il proprio reddito, redistribuzione del reddito  ed infine che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro e non sulla rendita finanziaria. Di tutto questo il Pd sembra avere perso la traccia e la sinistra del PD non ha nessuna credibilità per fare la opposizione a Renzi…ed infatti non la fa.

gennaio 17, 2014

Ricordando Rosa Luxemburg.

Rosa Luxemburg, pseudonimo di Rozalia Luksenburg (Zamość, Polonia, 5 marzo 1871 – Berlino, 15 gennaio 1919),

novembre 21, 2013

Cronaca di una vittoria annunciata.

CONTRO LA RICONFERMA DI NENCINI
Primarie:
Suicida non presentare un candidato socialista alle primarie.
Grande occasione per la visibilità per il Partito.
Liste:
AGOSTO 2012 Nencini dice che se resta il porcellum le nostre liste apparentate al PD ci saranno.
SETTEMBRE 2012 Presentata l’alleanza di centro sinistra Italia Bene Comune (PD PSI SEL).
NOVEMBRE 2012 Costituzione di comitati socialisti per Bersani.
DICEMBRE 2012 Nencini ribadisce che se si vota con il porcellum la lista si farà sicuramente.
Ora arrivano le tre versioni del Segretario sulla non presentazione liste:
GENNAIO 2013 Nencini dice che in presenza della lista del Centro Democratico sarebbe azzardato presentare la nostra.
FEBBRAIO 2013 Nencini dice che Bersani ci ha negato l’apparentamento per fare spazio a Tabacci, non rispettando l’accordo iniziale.
LUGLIO 2013 Nencini dice che negli accordi con Bersani fin dall’inizio era escluso che noi potessimo presentare la lista, perché l’obiettivo del PD era di risucchiarci al suo interno.
A QUALE NENCINI DEVO CREDERE?
Questione dibattito interno:
In tutto questi mesi chi nel gruppo facebook del PSI muoveva critiche all’operato di Nencini veniva cancellato dal Guardiano della Rivoluzione e della Comunicazione.
Inoltre il congresso si sta celebrando con un anno di ritardo, con regole dettate dal segretario, con un tesseramento gestito dal centro e senza un minimo di garanzie. Chi mi dice che chi è compreso negli elenchi ha pagato davvero o se il capo ha dato tessere gratis ai propri referenti locali ?
Quali Federazioni hanno visto restituita la quota parte delle Tessere?
E intanto i finti oppositori che dovevano mandarlo a casa prima del congresso sono tornati nella cuccia in attesa dell’osso.
novembre 19, 2013

Cattivi maestri.

D’Alema ha sempre odiato il Pd, da prima della sua nascita, e si vanta di sentirsi a casa solo nel Pse (ma davvero lì lo sopportano ancora?) http://www.gadlerner.it/2013/11/19/dalema-odia-il-pd

novembre 11, 2013

Non vedo il PSI.

 

 

 

novembre 4, 2013

Bandiere socialiste a lutto.

E’ morto stamattina a Napoli il segretario regionale del Psi della Campania Fausto Corace.
Corace, che era componente della direzione nazionale del Psi, aVeva 75 anni. Lascia la moglie Giusi Laurino, e i figli Roberto, Paolo e Francesca.
Gia’ direttore generale del Ctp negli anni 90, e’ stato assessore all’urbanistica nella giunta Valenzi.
Tra i fondatori del SI e dello Sdi Corace è stato uno degli animatori della Costituente socialista culminata nel 2007 con la formazione del Psi.
Consigliere regionale della Campania dal 2000 al 2010 ha legato il suo nome alla norma che ha introdotto la doppia preferenza di genere nella legge elettorale campana.

Con Corace non sono mai andato d’accordo, ma ciò non toglie il mio profondo dispiacere per un compagno socialista la cui cartteristice era la signorilità e la disponibilità ad ascoltare e a rendersi disponibile.

ottobre 29, 2013

Andrea Costa primo deputato socialista

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